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12′ Tavoletta [A] “Festeggiamenti per Anu”

Sinossi della 12′ Tavoletta  del Libro Perduto di Enki
[A] “Festeggiamenti per Anu”

Quando il Carro Celeste di Anu giunse sulla Terra, le navi celesti degli Anunnaki si levarono in volo per incontrarlo. Per un sicuro atterraggio, al Luogo dei Carri, a Tilmun lo guidarono.

Utu, il comandante del Luogo, ai suoi bisnonni dette il benvenuto sul Pianeta Terra.
I tre figli di Anu, Enlil, Enki e Ninharsag li attendevano per salutarli. Si abbracciarono e si baciarono, risero e piansero.
Tanto lunga, tanto lunga era stata la separazione! Così continuavano a ripetersi.
Si osservavano per vedere quanto erano invecchiati: pur se i genitori avevano vissuto un numero maggiore di Shar, sembravano ben più giovani dei propri figli! I due figli erano vecchi e barbuti; Ninharsag, un tempo una vera bellezza, era ora curva e rugosa.
Gli occhi dei cinque erano colmi di lacrime; lacrime di gioia mescolate a lacrime di dolore.
Gli ospiti e i loro anfitrioni vennero condotti all’Eden a bordo di navi celesti.
Le navi celesti atterrarono in un luogo appositamente preparato nei pressi di Unug–ki.
Tutti gli Anunnaki, rimasti sulla Terra, erano sull’attenti, come guardie d’onore.
Evviva! Benvenuti! Evviva! Benvenuti! Così all’unisono urlarono ad Anu e Antu.
Poi, in processione, cantando e suonando musica, gli Anunnaki accompagnarono gli ospiti alla Casa di Anu.
Nella Casa di Anu, Anu si lavò e si riposò, poi venne profumato e vestito.
Antu fu scortata da donne Anunnaki fino alla Casa del Letto d’Oro.
Lì anch’ella si lavò e si riposò, poi venne profumata e vestita.
Nel cortile aperto, mentre la brezza serale muoveva le foglie degli alberi, Anu e Antu vennero fatti sedere sui troni, Enlil, Enki e Ninharsag erano al loro fianco.
I servitori, Terresti completamente nudi, servirono vino e olio buono.
In un angolo del cortile, altri Terrestri, sul fuoco, arrostivano un toro e un montone, doni di Enlil ed Enki.
In onore di Anu e Antu venne preparato un grande banchetto; perché avesse inizio, si attendeva un segnale nei cieli.
Su istruzioni di Enlil, Zumul, esperto di stelle e pianeti, salì i gradini della casa di Antu, per annunciare il levarsi dei pianeti al crepuscolo.
Sul primo gradino, nei cieli a oriente, comparve Kishar, sul secondo fu la volta di Lahamu.
Sul terzo fu annunciato Mummu, Anshar sorse sul quarto gradino.
Lahmu venne avvistato sul quinto gradino, la Luna venne annunciata sul sesto gradino.
Poi, a un segnale di Zumul, intonarono l’inno “Il Pianeta di Anu che Sorge nei Cieli”.
Infatti, dal gradino superiore, il settimo, si mostrò Nibiru, circondato da un alone rosso.
Gli Anunnaki battevano le mani e danzavano al suono della musica, al suono della musica danzavano e cantavano.
Cantavano in onore di Colui Che Diviene Sempre più Splendente, cantavano in onore del pianeta celeste del Signore Anu.
A un segnale venne acceso il primo falò; l’uno dopo l’altro tutti i falò vennero accesi.
Prima che la notte volgesse al termine, tutta la terra dell’Eden era illuminata dai falò!
Dopo un pasto a base di carne di toro e di montone, di pesce e di selvaggina, annaffiato da vino e birra, Anu e Antu vennero condotti per la notte ai loro appartamenti; Anu e Antu ringraziarono tutti gli Anunnaki.

Per diversi giorni e notti della Terra Anu e Antu dormirono; il sesto giorno Anu convocò i suoi due figli e sua figlia.
Ascoltò i loro racconti di quanto era accaduto sulla Terra, della pace e della guerra egli fu messo al corrente.
Anu ascoltò di come i Terrestri, che dovevano essere sterminati secondo il giuramento di Enlil, si erano di nuovo moltiplicati.
Enlil gli rivelò della scoperta dell’oro nella terra al di là degli oceani, e del luogo dei carri che vi avevano costruito.

Fu allora che Enki narrò a suo padre del sogno e della tavoletta che gli aveva affidato Galzu.
A questa rivelazione Anu si mostrò perplesso:
Non ho mai inviato sulla Terra un emissario segreto con quel nome! Così disse Anu ai tre capi.
Perplessi erano Enki ed Enlil, confusi si guardarono.
Per merito di Galzu, si sono salvati Ziusudra e i semi della vita! Così disse Enki.
Per merito di Galzu siamo rimasti sulla Terra! Così riferì Enlil a suo padre.
Il giorno che farete ritorno su Nibiru morirete! Così ci ammonì Galzu.
Anu non poteva credere a quanto gli veniva narrato; il cambiamento dei cicli aveva invero causato danni, ma con gli elisir erano stati curati!
Di chi era allora Galzu l’emissario, se non il tuo? Così esclamarono all’unisono Enki ed Enlil.
Chi voleva che i Terrestri si salvassero? Chi voleva che restassimo sulla Terra?
Ninharsag lentamente annuì col capo:
Galzu è apparso per volere del Creatore di Tutte le Cose!
La creazione dei Terrestri era dunque destinata? Così io ora mi domando!
Per un po’ i quattro restarono in silenzio: ciascuno ripensava in cuor suo agli eventi trascorsi.
Mentre noi decretavamo i fati, la mano del Destino ha diretto ogni passo! Così parlò Anu.
La volontà del Creatore di Tutte le Cose è palese: sulla Terra e per i Terrestri siamo solo degli emissari.
La Terra appartiene ai Terrestri, la nostra missione era di preservarli e di farli evolvere!
Se dunque tale è la nostra missione qui, agiamo allora di conseguenza! Così disse Enki.

CONTINUA ==> Sinossi della 12′ Tavoletta  del Libro Perduto di Enki [B] “Le quattro Regioni”

==> LIBRO PERDUTO DI ENKI

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