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13′ Tavoletta [B] “L’inquietudine di Marduk”

Sinossi della 13′ Tavoletta  del Libro Perduto di Enki
[B] “L’inquietudine di Marduk”

La sovranità della Prima Regione venne trasferita a Urim, città di Nannar e Ningal.

A tutti gli avvenimenti delle altre Regioni, Marduk prestava molta attenzione.
Ra era infastidito dai sogni e dalle visioni di Inanna, che alludevano al dominio di Dumuzi.
Era ben deciso a opporsi ai progetti di espansione di Inanna.
Fece profonde riflessioni sulle questioni della risurrezione e dell’immortalità.
Il pensiero di assurgere a divinità lo attraeva molto, proclamò di essere egli stesso una divinità!
Per quanto era stato concesso a Gilgamesh, in buona parte un Terrestre, Ra era infuriato.
Ma lo ritenne un buon sistema per assicurarsi la lealtà dei re e del popolo.
Se ai semidèi viene mostrata la porta per l’immortalità, che ciò valga anche per i re della mia regione!
Così Marduk, conosciuto nella Seconda Regione con il nome di Ra, diceva tra sé:
Che i re della mia Regione siano discendenti di Neteru, che nell’Aldilà viaggino fino a Nibiru!
Questo decretò Ra nel suo regno.
Insegnò ai re come costruire tombe rivolte a oriente.

Agli scribi sacerdoti dettò un lungo libro, nel quale veniva descritto in ogni particolare il viaggio dell’Aldilà.
Nel libro si narrava come raggiungere il Duat, il Luogo delle Barche Celesti.
Come da lì con una Scala viaggiare fino al Cielo, viaggiare fino al Pianeta Imperituro.
Come mangiare la Pianta della Vita, come bere a sazietà le Acque della Giovinezza. Ai sacerdoti Ra insegnò della venuta degli dèi sulla Terra.
Disse loro che l’oro è lo splendore della vita. E la carne degli dèi! Così Ra disse ai re.

Dette istruzioni ai re di compiere spedizioni nell’Abzu e nel Dominio Inferiore, per procurarsi l’oro.
Quando, con la forza delle loro armi, i re di Ra conquistarono terre non loro, Ra invase i regni dei suoi fratelli, facendo così nascere e crescere la loro ira. Cosa fa Marduk? Così si chiedevano i fratelli.
Ci vuole forse sottomettere? Si rivolsero allora a Enki, loro padre; Ra non dette ascolto alle parole di Ptah, suo padre.
Ra dette ordine ai re di Magan e Meluhhah di conquistare tutte le terre circostanti.
In cuor suo progettava di essere il Signore delle Quattro Regioni.
La Terra è mia, io solo la governerò! Così, inflessibile, disse a suo padre.
Dopo che la sovranità venne trasferita da Unug–ki a Urim, Nannar e Ningal sorrisero al popolo.
Come si addice al suo Rango di Trenta, Nannar era venerato come dio della Luna. Contando i mesi della Luna in un anno, decretò ogni anno dodici festività. Un mese e la sua festività erano dedicati a ciascuno dei dodici Grandi Anunnaki.
In tutta la Prima Regione, in onore degli dèi Anunnaki, sia quelli importanti, sia quelli meno importanti, templi e santuari vennero eretti, lì la gente poteva pregare direttamente le sue divinità.
Nella Prima Regione, la civiltà si diffuse da Ki–Engi ad altre terre limitrofe.
Nelle Città dell’Uomo i sovrani del posto erano designati quali Giusti Pastori.
Artigiani e contadini, pastori e tessitori scambiavano i prodotti anche in terre lontane.
Vennero decretate leggi di giustizia, vennero onorati contratti di commercio, di matrimonio e di divorzio.
Nelle scuole i giovani studiavano.
Gli scribi annotavano gli inni, i proverbi e le parole di saggezza.
Abbondanza e felicità regnavano sulle terre; ma vi erano anche litigi e usurpazioni.

Sempre Inanna, a bordo della sua nave celeste, continuava a viaggiare di terra in terra; si divertiva con Utu nei pressi del Mare Superiore.
Si recò nel dominio di Ishkur, suo zio; Dudu, Amato, così lo chiamò.
Inanna si invaghì della gente che abitava nella pianura superiore dei due fiumi.
Trovava gradevole il suono della loro lingua: a parlare la loro lingua ella imparò.
La chiamarono Ishtar, nella loro lingua, con il nome del pianeta Lahamu.
Chiamarono Uruk la sua città Unug–ki, nella loro lingua pronunciavano Dudu come Adad.
Chiamarono suo padre Nannar Sin, Signore degli Oracoli: la città di Urim la chiamarono Ur.
Nella loro lingua chiamarono Utu Shamash, Sole Splendente, venerarono anche lui.
Enlil lo chiamarono Padre Elil; Nippur per loro divenne Nibru–ki.
Ki–Engi, Terra dei Supremi Osservatori, nella loro lingua la chiamarono Sumer.
A Sumer, la Prima Regione, la sovranità passava a turno fra le città.
Nella Seconda Regione, Ra non permetteva cambiamenti, desiderava regnare da solo.
Il Più Anziano del Cielo, colui che è primogenito sulla Terra! Così voleva che i sacerdoti lo chiamassero.
Il Supremo dei tempi del Principio! Così decretò di essere chiamato negli inni. Signore dell’Eternità, colui che ha creato l’eternità, che presiede su tutti gli dèi. Colui che è senza pari, il grande solitario e l’unico! Così Marduk, come Ra, si pose al di sopra di tutti gli altri dèi.
Dei loro poteri e attributi arbitrariamente si appropriò.
Come Enlil sono responsabile della signoria e dei decreti, come Ninurta sono responsabile di zappare e combattere. Come Adad dei lampi e dei tuoni, come Nannar sono responsabile di illuminare la notte. Come Utu sono Shamash, come Nergal regno sul Mondo Inferiore; come Gibil conosco le profondità ricche di oro; ho scoperto il luogo da dove provengono rame e argento. Come Ningishzidda comando i numeri e il loro conto; i cieli cantano la mia gloria!
I capi Anunnaki erano profondamente allarmati per queste sue rivendicazioni. I fratelli di Marduk parlarono a Enki, loro padre; Nergal esternò a Ninurta le loro preoccupazioni. Cosa ha mai avuto il sopravvento su di te? Così disse Enki a Marduk, suo figlio. Le tue pretese sono senza precedenti!
I cieli, i cieli cantano la mia supremazia! Così rispose Marduk al padre Enki.
II Toro dei Cieli, segno della costellazione di Enlil, fu ucciso dai suoi stessi figli.
Nei cieli si sta avvicinando l’Era dell’Ariete, la mia; gli auspici sono inequivocabili!
Nella sua dimora, a Eridu, Enki esaminò il cerchio delle dodici costellazioni.
Nel primo giorno di primavera, che segnava l’inizio di un anno, venne attentamente osservato il sorgere del Sole.
Quel giorno il Sole sorgeva nelle stelle della costellazione del Toro.
Enlil e Nannar eseguirono le osservazioni a Nibru–ki e Urim.
Nel Mondo Inferiore, dove era stata la Stazione degli Strumenti, Nergal confermò i risultati.
L’era dell’Ariete era ancora remota, si trovavano ancora nell’Era del Toro di Enlil!
Nei suoi domini Marduk non si placava, continuava a fare rivendicazioni. Nàbu lo assisteva.
Non inviava emissari nei domini per annunciare la sua èra al popolo.
I capi Anunnaki si rivolsero a Ningishzidda, affinché insegnasse alla gente a osservare i cieli.
Ningishzidda, con la sua saggezza, inventò strutture di pietra, Ninurta e Ishkur lo aiutarono a edificarle.
Nelle terre abitate, vicine e lontane, insegnarono alla gente a osservare i cieli.
Mostrarono al popolo che il Sole sorgeva ancora nella Costellazione del Toro.
Enki osservava questi eventi con dolore, rifletteva su come il Fato mutava il giusto ordine.
Dopo che gli Anunnaki si sono proclamati dèi, dipendono invece ancora dal sostegno dell’Umanità!

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