4′ Tavoletta [C] “Anu sulla Terra”

Sinossi della 4’Tavoletta  del Libro Perduto di Enki
[C] “Anu sulla Terra”

Questo è ora il racconto di come Anu discese sulla Terra.
Di come la sorte fu tirata per Ea ed Enlil, di come a Ea venne conferito il titolo di Enki.

Anu viaggiò verso la Terra a bordo di un Carro Celeste; seguì la rotta dei pianeti.
Attorno a Lahmu Nungal, il pilota, compì un circuito; Anu lo osservò da vicino.
Attorno alla Luna, quella che un tempo era stata Kingu, orbitarono e l’ammirarono.
Si può forse trovare dell’oro anche lassù? Così in cuor suo Anu si domandava.
Il carro ammarò nelle acque accanto alle paludi.
Ea preparò barche di giunco per accoglierlo, affinché Anu arrivasse navigando.
Le camere celesti ronzavano nel cielo, offrendo un benvenuto regale.
Nella barca principale vi era Ea in persona, il primo a porgere omaggio al re, suo padre.
Al cospetto di Anu si inchinò, poi Anu lo abbracciò.
Figlio mio, mio primogenito! Con queste parole lo salutò.
Gli eroi, ordinatamente in fila, erano nella piazza di Eridu, per tributare gli onori regali al proprio sovrano.
Di fronte a loro si trovava Enlil, il loro comandante.
Si inchinò al cospetto di Anu, suo re. Anu lo strinse al petto.
Anche Alalu era lì con loro, non sapeva esattamente cosa fare.
Anu estese il saluto anche a lui.
Abbracciamoci come compagni! Così parlò ad Alalu.
Con esitazione Alalu fece un passo avanti, con Anu si abbracciarono!
Un pasto fu preparato per Anu; alla sera, Anu si ritirò in una capanna di canne per lui costruita da Ea.
Il giorno successivo, il settimo in base al conto iniziato da Ea, era di riposo.
Fu un giorno di congratulazioni e di celebrazioni, così come si conviene all’arrivo di un re.
Il giorno seguente Ea ed Enlil illustrarono ad Anu le loro scoperte.
Discussero con lui ciò che avevano fatto e ciò che ancora era da farsi.
Che io possa vedere le terre! Così disse loro Anu.
Tutti, a bordo delle camere celesti, si alzarono nei cieli, le terre, da un mare all’altro, osservarono.

Si recarono in volo fino all’Abzu, atterrarono sul suo suolo che nascondeva l’oro.
L’estrazione dell’oro sarà molto difficile! Così diceva Anu.
E necessario estrarre l’oro. Per quanto si trovi in profondità, Io dobbiamo estrarre!
Che Ea ed Enlil creino strumenti idonei allo scopo, che assegnino alcuni eroi a questo compito.
Che scoprano come separare l’oro dal terreno e dalle rocce, come portare oro puro a Nibiru!
Che sia costruito un Luogo dell’Atterraggio, che un numero maggiore di eroi venga assegnato ai compiti della Terra!
Così diceva Anu ai suoi due figli; in cuor suo pensava a stazioni di passaggio nei cieli.
Questi furono gli ordini di Anu;
Ea ed Enlil chinarono il capo in obbedienza.
Trascorsero sere e trascorsero giorni; a Eridu tutti fecero ritorno.
A Eridu tennero consiglio per assegnare compiti e mansioni.
Ea, che aveva fondato Eridu, fu il primo a parlare:
Eridu ho fondato; che vengano creati altri insediamenti nella regione.
Che la regione sia chiamata Eden, la Dimora dei Giusti. Che questo sia il suo nome.
Che io sia il comandante dell’Eden, che Enlil si occupi dell’estrazione dell’oro!
Nell’udir queste parole Enlil si infuriò; la divisione dei compiti è errata! Così disse ad Anu.
Sono il migliore nel comandare e nel far eseguire le mansioni, conoscenza delle navi celesti ho acquisito.
Ea, il mio fratellastro conosce bene la Terra e i suoi segreti.
Lui ha scoperto l’Abzu, che sia lui il Signore di Abzu!
Anu ascoltò con attenzione le parole piene di rabbia; i fratelli erano tornati a essere fratellastri.
Il Primogenito e l’Erede Legittimo stavano combattendo, usando le armi come parole!
Ea era il Primogenito, da Anu generato con una concubina.
Enlil, in seguito, da Antu, sposa di Anu, era stato procreato. Antu era la sorellastra di Anu, perciò Enlil era l’Erede Legittimo. Il Figlio nato dopo scavalcava così il Primogenito nella successione. Anu temeva un conflitto che avrebbe messo a repentaglio l’estrazione dell’oro.
Uno dei fratelli doveva fare ritorno a Nibiru, per il momento si doveva accantonare il problema della successione. Così meditava Anu in cuor suo.
Ad alta voce invece fece ai due una proposta che li colse di sorpresa: colui che dovrà fare ritorno sul trono di Nibiru, colui che comanderà l’Eden, colui che sarà il Signore di Abzu, che per noi tre, io con voi, sia la sorte a decidere!
In silenzio restarono i fratelli, sorpresi nell’udir parole sì audaci. Tiriamo a sorte! Così disse Anu.
Che la decisione sia presa dal Fato! I tre, il padre e i due figli, si strinsero le mani.
Tirarono a sorte, tirando a sorte si divisero i compiti:
Anu avrebbe fatto ritorno a Nibiru, sul suo trono sarebbe rimasto.
L’Eden fu destinato a Enlil, affinché fosse il Signore del Comando, così come indicava il suo nome. Altri insediamenti avrebbe fondato, delle navicelle spaziali e dei loro eroi sarebbe stato il responsabile. Per essere il capo di tutte le terre, fino a dove esse incontrano il limite delle acque!
I mari e gli oceani furono concessi a Ea come suo dominio. Sulle terre oltre il limite delle acque lui avrebbe comandato.
Di Abzu sarebbe stato il Signore, per estrarre con ingegno l’oro.

Enlil era disposto ad accettare la sorte, la mano del Fato accettò con un inchino. Gli occhi di Ea si riempirono di lacrime, non voleva separarsi da Eridu e dall’Eden.
Che Eridu diventi per sempre dimora di Ea! Così disse Anu ad Enlil. Che sia per sempre ricordato che fu lui ad ammarare per primo. Che Ea sia conosciuto come Signore della Terra; Enki, Signore della Terra, che questo sia d’ora in poi il suo titolo!
Enlil accettò con un inchino le parole del padre; con queste parole si rivolse al fratello: Enki, Signore della Terra, d’ora in poi questo sarà il tuo nome; il mio sarà invece Signore del Comando. Anu, Enki ed Enlil annunciarono le decisioni agli eroi lì riuniti.
I compiti sono assegnati, il successo è imminente!
Così riferì loro Anu. Ora posso accomiatarmi da voi, a Nibiru posso fare ritorno con cuore sereno!

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