4′ Tavoletta [D] “Ribellione di Alalu”

Sinossi della 4’Tavoletta  del Libro Perduto di Enki
[D] “Ribellione di Alalu”

Questo è ora il racconto Di come Alalu lottò per la seconda volta contro Anu.

Alalu fece un passo avanti verso Anu. Una questione seria è stata dimenticata! Così urlò.
II dominio sulla Terra era stato assegnato a me; tale fu la promessa quando annunciai a Nibiru il ritrovamento dell’oro!
Né ho mai rinunciato ai miei diritti sul trono di Nibiru. Che Anu condivida tutto con i suoi figli, è un grave abominio!
Con queste parole Alalu sfidò Anu e le sue decisioni.
All’inizio Anu rimase senza parole, poi con collera così parlò: Che la controversia venga decisa da una seconda lotta, combattiamo qui, facciamolo ora! Con disdegno Alalu si tolse i vestiti; anche Anu si spogliò. In nudità i due uomini di stirpe regale iniziarono a combattersi, una lotta furente si scatenò.
Alalu piegò il ginocchio; Alalu cadde al suolo.
Anu sul petto di Alalu fece pressione con il piede, decretando in tal modo la vittoria.
La decisione fu presa con la lotta; io sono il re, Alalu non dovrà più fare ritorno a Nibiru!
Così disse Anu togliendo il piede dal petto di Alalu, ancora steso a terra.
Come un fulmine Alalu si sollevò da terra. Afferrò Anu alle gambe e lo fece cadere.
La sua bocca era spalancata, fulmineo azzannò il membro di Anu.
Il membro di Anu Alalu ingoiò!
Anu, straziato dal dolore, elevò un grido al cielo; così ferito, si accasciò al suolo.
Enki corse verso Anu che giaceva a terra;
Enlil teneva prigioniero Alalu che rideva trionfante.
Gli eroi condussero Anu alla sua capanna; parole di maledizione pronunciò contro Alalu.
Che giustizia sia fatta! Così urlava Enlil al suo luogotenente. Che Alalu sia ucciso con la tua arma che irradia!
No! No! Enki urlò con fermezza. La giustizia è già fatta dentro di lui, il veleno è già entrato nelle sue interiora!
Condussero Alalu a una capanna di canne, mani e piedi gli legarono come si conviene a un prigioniero.

Questo è ora il racconto del giudizio di Alalu; e di quanto avvenne dopo sulla Terra e su Lahmu.
Nella sua capanna di canne Anu era sofferente, Enki lo curò nella capanna di canne.
Nella sua capanna di canne era seduto Alalu, dalla bocca sputava schiuma.
Il fallo di Anu pesava come un macigno nelle sue interiora.
Del seme di Anu erano impregnate le sue interiora; il suo ventre si gonfiò come quello di una femmina in travaglio.
Il terzo giorno i dolori di Anu si placarono; il suo orgoglio era profondamente ferito.
Desidero fare ritorno a Nibiru! Così disse Anu ai suoi due figli. Prima però, che Alalu venga giudicato; che gli venga inflitta una sentenza commisurata al crimine commesso! Secondo le leggi di Nibiru sette giudici dovevano essere presenti, colui di rango più elevato avrebbe presieduto. Nella piazza di Eridu gli eroi si riunirono per assistere al processo di Alalu.
Sette seggi erano stati preparati per i Sette che Giudicano;
per Anu, che presiedeva, fu approntato il seggio più alto.
Alla sua destra era assiso Enki;
alla sua sinistra era assiso Enlil.
Anzu e Nungal erano seduti alla destra di Enki;
Abgal e Alalgar erano seduti alla sinistra di Enlil.
Alalu venne condotto al cospetto dei Sette che Giudicano; mani e piedi erano slegati.
Enlil fu il primo a prendere la parola: in modo leale è stata condotta la lotta, Alalu aveva perso il trono di Anu. Cos’hai da dire, Alalu? Così Enki lo interrogò. In modo leale è stata condotta la lotta, ho perso il trono!
Così ripetè Alalu. Poiché era stato sconfitto, Alalu ha commesso un crimine abominevole, ha staccato con un morso e ha ingoiato il membro di Anu! Con queste parole Enlil formulò l’accusa.
Che sia punito con la morte! Così Enlil disse.
Cos’hai da dire, Alalu? Enki chiese a colui che era diventato suo padre in virtù del matrimonio. Cadde il silenzio; Alalu non rispose alla domanda.
Noi tutti del crimine siamo stati testimoni! Così disse Alalgar.
La condanna deve essere commisurata al crimine commesso! Se desideri dire qualcosa, parla prima che venga emesso il giudizio!
Enki così disse ad Alalu. Alalu ruppe il silenzio, nel silenzio così parlò:
Su Nibiru sono stato re, per diritto di successione ho regnato.
Anu era il mio coppiere. Sollevò i principi, mi sfidò a una lotta.
Per nove circuiti io fui re su Nibiru, il potere sovrano apparteneva al mio seme.
Anu prese posto sul mio trono, per sfuggire alla morte compii un viaggio pericoloso fino alla Terra.
Io, Alalu, scoprii la salvezza per Nibiru sul pianeta straniero!
Mi fu promesso di fare ritorno a Nibiru per poter lealmente riconquistare il trono!
Giunse poi Ea sulla Terra; venne designato a regnare su Nibiru in virtù di un compromesso.
Giunse poi Enlil, rivendicando per sé la successione da Anu.
Poi giunse Anu, tirando a sorte ingannò Ea; proclamò Enki, Signore della Terra.
Della Terra e non di Nibiru sarebbe stato il padrone.
Poi il comando fu assegnato ad Enlil, Enki venne relegato nel lontano Abzu.
Il mio cuore era per questo molto addolorato, il mio petto scoppiava dalla vergogna e dalla rabbia.
Poi Anu posò il suo piede sul mio petto, calpestava così il mio cuore infranto!

Calò il silenzio, Anu prese la parola: ottenni il trono per seme regale e per legge, lo ottenni a seguito di lotta leale.
Con un morso hai staccato e ingoiato il mio fallo, per interrompere la mia discendenza!
Enlil parlò: l’accusato ha ammesso il crimine, che sia emessa la sentenza.
Che la punizione sia la morte!
Morte! Così disse Alalgar. Morte! Così disse Abgal. Morte! Così disse Nungal.
La morte colpirà comunque Alalu, ciò che ha ingoiato ed è nelle sue interiora gli porterà la morte! Così disse Enki.
Che Alalu resti in prigione sulla Terra, fino alla fine dei suoi giorni! Così disse Anzu.
Le loro parole Anu in cuor suo ponderava: il suo animo era combattuto tra collera e pietà.
Morirà in esilio, che questa sia la sua condanna! Così disse Anu.
Con grande stupore i giudici si guardarono.
Riflettevano su quanto Anu aveva appena detto.
L’esilio non dovrà essere né su Nibiru, né sulla Terra! Così disse Anu.
Lungo la rotta c’è il pianeta Lahmu, che di acque e di atmosfera è dotato.
Enki, come Ea, fece una pausa.
Avevo pensato a quel pianeta come a una stazione di passaggio.
La forza della sua rete è minore di quella della Terra, vantaggio da valutare con saggezza.
A bordo del Carro Celeste Alalu verrà portato.
Quando partirò dalla Terra, compirà il viaggio con me.
Compiremo circuiti attorno al pianeta Lahmu, doneremo ad Alalu una camera celeste.
Verrà fatto discendere sul pianeta Lahmu.
Da solo sarà in esilio su di un pianeta sconosciuto.
In solitudine conterà i suoi giorni fino all’ultimo!
Così pronunciò il giudizio Anu, le parole vennero ascoltate solennemente.
All’unanimità il giudizio su Alalu fu emesso, alla presenza degli eroi fu pronunciato.
Che Nungal sia il mio pilota fino a Nibiru, perché da lì possa pilotare i carri che trasporteranno altri eroi sulla Terra.
Che Anzu si unisca al viaggio, che sia incaricato della discesa su Lahmu!
Questo fu il comando di Anu.
Per il giorno seguente fu approntata la partenza; tutti coloro che partivano vennero condotti al carro a bordo di imbarcazioni.
Devi preparare un luogo di atterraggio sulla terraferma! Così disse Anu a Enlil.
Dovresti fare progetti per utilizzare Lahmu come Stazione di Passaggio!
Vi furono addii, permeati sia di gioia che di dolore.
Zoppicando Anu si imbarcò sul carro, con le mani legate Alalu entrò nel carro.
Poi il carro si innalzò verso i cieli e la visita reale giunse così al termine.

Compirono un circuito attorno alla Luna; Anu alla sua vista rimase incantato.
Viaggiarono verso Lahmu dal colore rossastro; due volte vi orbitarono intorno.
Scesero poi verso il pianeta sconosciuto, notarono squarci sulla sua superficie e montagne alte fino a toccare il cielo.
Osservarono il luogo dove una volta il carro di Ea era atterrato; si trovava accanto a un lago.
Rallentati dal potere della rete di Lahmu, all’interno del carro prepararono la camera celeste.
Anzu, il pilota, così inaspettatamente parlò ad Anu:
Discenderò sul suolo di Lahmu insieme ad Alalu.
Non desidero fare ritorno sul carro a bordo della camera celeste!
Resterò al fianco di Alalu sul pianeta sconosciuto; lo proteggerò fino alla sua morte.
Quando morirà per il veleno che è nelle sue interiora, lo seppellirò come si conviene a un re!
Per quanto mi riguarda, il mio nome diventerà così famoso:
Anzu, diranno, a dispetto delle circostanze, fu compagno di un re in esilio.
Ha visto cose mai vedute da altri, su di un pianeta inesplorato ha affrontato cose sconosciute!
Anzu, diranno fino alla fine dei tempi, è caduto da eroe!
C’erano lacrime negli occhi di Alalu, vi era stupore nel cuore di Anu.
Che il tuo desiderio venga esaudito, disse Anu ad Anzu. Qui, ora, ti faccio una promessa.
Ti giuro così con la mano alzata:
La prossima volta che un carro orbiterà intorno a Lahmu, la sua nave celeste discenderà fino a te.
Se ti troverà ancora vivo, sarai proclamato Signore di Lahmu.
Quando verrà creata una Stazione di Passaggio su Lahmu, ne sarai il comandante!
Anzu piegò il capo. Che così sia! Rispose ad Anu.
Alalu ed Anzu entrarono nella camera celeste.
Vennero consegnati loro gli Elmetti d’Aquila e i Vestiti da Pesce; cibo e strumenti vennero loro forniti.
La nave celeste lasciò così il carro orbitante, dal carro venne seguita la sua discesa.
Poi sparì alla vista e il carro proseguì il suo viaggio fino a Nibiru.
Per nove Shar Alalu era stato re su Nibiru, per otto Shar aveva comandato su Eridu.
Nel nono Shar il suo destino fu quello di morire in esilio su Lahmu.

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