POST-NUCLEARE

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POST-NUCLEARE

Circa ottomila anni dopo il diluvio, l’operato degli dei venne cancellato da una calamità nucleare provocata dal corso di rivalità e guerre scatenate da loro stessi e dai loro discendenti.
Gli effetti del vento radioattivo che si propagò verso est, annientarono le civiltà in mesopotamia causando la fine della grande civiltà Sumera, dando così inizio all’epoca di Marduk e l’era dei Babilonesi, i quali subentrarono quasi subito,
Nabu, figlio di Marduk si spostò in europa dando inizio alla civiltà sarda,

ziggurat SARDA

mentre Enlil insieme a suo figlio Ninurta partirono alla volta delle Terre al di là degli Oceani per completare la missione di procurare oro per Nibiru.

TEMPIO DI MARDUKMarduk, finalmente con i pieni poteri nelle sue mani ,segnò la propria assunzione della potestà con la proclamazione della Nuova Era dell’Ariete (circa nel 1890 a.C.) e con la costruzione di un nuovo Cancello degli Dèi; un tempio in suo onore che Enki suggerì fosse costruito dagli stessi Anunnaki.
La ziggurat fu eretta alta cento metri, in sette piani, l’ultimo dei quali era destinato all’abitazione di Marduk.
La Nuova Era introdotta da Marduk non aveva a che vedere con il monoteismo, Marduk non si dichiarò dio unico; in realtà aveva bisogno della presenza di altri dèi che lo proclamassero supremo. A quel proposito, nel sacro recinto dei templi di Babilonia, fece edificare piccoli templi e residenze per tutti gli altri dèi principali, e li invitò a farne le loro case (non ci sono indicazioni in nessun testo che qualcuno abbia accettato l’invito).


HAMMURABIBabilonia assurse così allo stato imperiale con la dinastia inaugurata dal re Hammurabi nel 1800 a.C circa.
Hammurabi ampliò e fortificò la città e ne fece la capitale dell’impero babilonese sotto la dominazione semitica. L’impero babilonese naturalmente si estese molto al di là della Babilonia, includendo la Siria e la Palestina fino al confine dell’Egitto.

Nel periodo in cui Marduk si insediò finalmente a Babilonia, gli dei dispersi cominciarono a stabilire i loro nuovi domini nei continenti vicini e in tutta la Mesopotamia.
Fra questi, importante fu Elam a est, con Susa per capitale (che più tardi fu la biblica Shushan) e Ninurta come “Dio Nazionale”.
A ovest, sulle rive occidentali del fiume Eufrate, fiorì indipendentemente un regno la cui capitale fu chiamata Mari (da Amurru, “Colui che è a Occidente”). I suoi magnifici palazzi erano decorati con pitture murali che mostravano Ishtar che investiva il re a prova del notevole prestigio di cui godeva la dea in quel luogo.
Nella montuosa terra di Hatti, dove gli Ittiti già avevano adorato il figlio più giovane di Enlil, Ishkur/Adad, con il nome Ittita di Teshub (il dio del Vento/Tempesta), cominciò a svilupparsi un regno di aspirazione e forza imperiali. E fra la terra di Hatti e quella di Babilonia, a cavallo del 1900 a.c., fiorì un regno assolutamente nuovo, quello di Assiria.
Situata nella zona a nord-est della Mesopotamia, ai piedi dei monti Zagros, gli Assiri erano fortemente imparentati con i babilonesi ed erano un popolo molto combattivo.
ASSIRI-ISKURAvevano un pantheon in tutto identico a quello di Sumer e Accad, eccetto per il dio nazionale che veniva chiamato Ashur “Colui che Vede” (Ishkur). Egli riuniva i poteri e l’identità di Enlil e di Anu, e il suo ritratto, raffigurante un dio entro un oggetto circolare alato dominava i monumenti assiri.

Nel corso dell’antichità si ebbero ben quattro capitali assire: Assur, Ninive, Kalkhu, Dur-Sharrukin. 
Assur era abitata sin dal 2400 a.C. e verso il 1700 a.C. i suoi mercanti si spingevano fino in Anatolia per esportarvi tessuti e acquistare rame. La città non ebbe mai predominio politico bensì un rilevante prestigio religioso in quanto città santuario della divinità nazionale assira.

Dopo un declino della durata di circa cinque secoli, un nuovo impero babilonese risorse per durare fino al VI secolo a.C. Fra le sue conquiste vi furono diversi attacchi a Gerusalemme e la distruzione del suo tempio nel 587 a.C a opera del re Nabucodonosor II, che confermano pienamente i racconti biblici.
Il ruolo di Babilonia quale capitale imperiale, centro religioso e simbolo del suo regno giunse al termine nel 539 a.C quando la città fù conquistata dal re Persiano Achemenide Ciro.
Mentre questo sovrano ebbe rispetto per Marduk, il suo successore Serse distrusse il famoso tempio ziggurat nel 482 a.C, che all’epoca aveva solo la funzione di sepolcro glorificato per il defunto Marduk.
Più tardi, con lo spostamento del baricentro del potere da Babilonia a Ninive (capitale dell’impero assiro) e successivamente a Persepoli (capitale dell’impero persiano), Marduk verrà soppiantato prima da Assur e dopo da Ahura Mazda.
Assur fu distrutta come Ninive nel 612 a.C. dall’esercito dei Medi e dei Babilonesi.

Il Secondo Regno (l’Egitto) fu escluso dalla scena internazionale da un periodo caotico fino al 1650 a.C., quando ebe inizio il così detto Nuovo Regno (1543 a.c.).
La nuova dinastia (XVIII) che prese il controllo dell’Egitto fu preda di un fervore imperialista, espandendosi nella Nubia a sud, nella Libia a ovest e nei paesi lungo la costa del Mediterraneo a est.
Nella terra degli Hittiti, un nuovo re inviò il suo esercito oltre la barriera delle  montagne del Toro, e lungo la costa mediterranea; il suo successore schiacciò Mari. E a Babilonia, un popolo chiamato Cassiti, originario della regione montagnosa che delimita il Mar Caspio a nord-est, attaccò Babilonia e pose rapidamente fine alla dinastia che era cominciata con Hammurabi.

A metà del I° Millennio a.C. l’umanità delle varie regioni del mondo si trovò progressivamente senza gli dèi che aveva adorato da sempre. Con l’avvicinarsi di Nibiru la permanenza degli dei Anunnaki stava giungendo alla fine; la maggior parte di loro infatti fecero ritorno al proprio pianeta, mentre altri, a dispetto della loro presunta “immortalità”, morirono sulla Terra. 
Degli dèi adorati dagli uomini ben pochi rimasero sulla terra.
A giudicare dalle citazioni nei testi e dalle iscrizioni dei periodi successivi, possiamo essere solo certi di Marduk e di Nabu degli Enkiti; mentre Nannar/Sin e la sua sposa Ningal per gli Enliliti; probabilmente rimase anche Ishtar.
In ciascuna fazione della grande divisione religiosa c’era solo un grande Dio di Cielo e Terra: Marduk per gli Enkiti, Nanar/Sin per gli Enliliti.  

Erano finiti i tempi solenni in cui i dèi risiedevano nei recinti sacri nelle città degli uomini, quando un faraone affermava che un dio viaggiava nei cieli a bordo di un carro, quando un re assiro si vantava dell’aiuto ricevuto dal cielo. Già ai tempi del profeta Geremia  626- 586 a.C. le nazioni che circondavano la giudea venivano beffate perché veneravano non un “dio vivente” bensì idoli in pietra, legno o metallo, opera di artigiani, dèi che avevano bisogno di essere trasportati perché non erano in grado di camminare.

croce-NIBIRU2Infatti intorno al 1.000 a.c. sia nella cultura babilonese che in quella Egiziana comincia a comparire ed ad essere usato su vari sigilli il simbolo della croce che rappresenta il momento di ritorno dell’ellisse di Nibiru ( chiamato anche Pianeta della croce).

Anche in Assiria, il re cominciò ad indossare al petto questo simbolo .
Non ci volle molto che una domanda cominciasse a tormentare l’umanità: “Torneranno?”
Come una famiglia improvvisamente abbandonata dal proprio padre l’umanità ha iniziato ad annaspare nella speranza di un ritorno, poi, come un orfano che ha bisogno di aiuto, l’umanità ha cercato un salvatore. I profeti aveva promesso una sua venuta alla Fine dei Giorni.                                     da oggi anche in eBook ==>>

 

 

Un commento su “POST-NUCLEARE

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