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ARTICOLI BIBBIA

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LA BIBBIA, DUBBI E DOMANDE

L’ORO NELLA BIBBIA

ERE ZODIACALI NELLA BIBBIA

GLI DEI DELLA BIBBIA

TRADUZIONE LETTERALE DELLA BIBBIA FATTA DA MAURO BIGLINO

IRONIA BIBLICA

UFO NELLA BIBBIA

10 FATTI CHE NON SAI SULLA BIBBIA

5 STORIE BIBLICHE RUBATE DALLA MITOLOGIA GRECA 

ANGELI, ALIENI E DEI – 25 SIMILITUDINI / 1′ parte / 2′ parte / 3′ parte

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15 MOTIVI PER CUI DIO NON è PERFETTO

GESU’, CAPRO ESPIATORIO DI DIO

COME DIO COMMETTE I 7 PECCATI CAPITALI

I SACRIFICI UMANI DI DIO

GLI OMICIDI DI DIO (tabella con la lista completa e la stima totale)

Tabella con la lista completa delle persone uccise da Dio nella Bibbia

DIO E IL SUO FOLLE DESIDERIO DI UMILIAZIONE UMANA

PERCHE’ DIO ODIA LE DONNE. MISOGINIA NELLA BIBBIA

PERCHE’ DIO ODIA I BAMBINI – Prima Parte

PERCHE’ DIO ODIA I BAMBINI – Seconda Parte

DIO, ASSASSINO DI BAMBINI

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I RACCONTI BIBLICI NON SONO ALTRO CHE COPIE DEI RACCONTI MESOPOTAMICI

BIBBIA: COPIATA E RIVEDUTA

IL PLAGIO DELLA CREAZIONE DELLA TERRA

# IL PLAGIO DELL’EDEN E DEL PARADISO TERRESTRE

# IL PLAGIO DEL DILUVIO UNIVERSALE

# IL PLAGIO DELLA TORRE DI BABELE

# IL PLAGIO DI SODOMA E GOMORRA

# IL PLAGIO DEL PADRE NOSTRO

# IL PLAGIO DEI 10 COMANDAMENTI

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Mauro Biglino

Mauro BiglinoMauro Biglino

Mauro Biglino

Studioso di storia delle religioni è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera da scrittore in cui porta alla luce le sorprendenti scoperte fatte in 30 anni di analisi dei cosiddetti testi sacri che da sempre sono state omesse. Da oltre 10 anni, Mauro Biglino, si occupa inoltre di Massoneria in quanto …. continua

 

    

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UFO NELLA BIBBIA

UFO NELLA BIBBIA

UFO BIBBIA

Negli ultimi tempi stiamo sorprendentemente apprendendo dal Vaticano che l’esistenza di civiltà extraterrestri è perfettamente compatibile con Dio e quindi con la dottrina cristiana, ma di certo non viene assolutamente accettata la “tesi” che una di queste sia scesa migliaia di anni fa e che ci abbia creato; questo infatti andrebbe a contrastare col “credo” dell’Unico Dio nostro creatore, e che di conseguenza farebbe crollare tutto il sistema.

Ma “purtroppo” per loro, la Bibbia, come gli altri testi sacri antichi, è piena di riferimenti ad “oggetti” strani che ci portano ad immaginare ad “oggetti” volanti arificiali, descritti, come meglio potevano, da popoli senza cognizione scientifiche.

Nuvole luminose, carri volanti, serpenti piumati, colonne e sfere di fuoco, non sono altro che dischi, sigari e sfere volanti, in altre parole UFO.

I primi a sostenere ufficialmente che le sacre scritture contenessero episodi UFO furono l’astronomo statunitense Morris Jessup e lo scienziato sovietico Matest Agrest; come ad esempio nella circostanza che riguarda la distruzione di Sodoma e Gomorra, descritta da un osservatore dell’epoca che nominò “zolfo” e “fuoco”, e che richiama a alla nostra mente un’esplosione nucleare, ed in particolarmodo la descrizione dell’onda d’urto che spazzò via i giacimenti di salgemma del Mar Morto ed infine ha investito la moglie di Lot trasformandola in una “statua di sale”.

Ma andiamo nello specifico:

EZACHIELEIl più famoso e ceramente meglio descritto è il “carro celeste” che apparve nel deserto al patriarca Ezechiele e che poi lo trasportò a Gerusalemme; questo veicolo, che ci dicono sia la “Gloria di Dio”, poteva muoversi in tutte le direzioni per mezzo di ruote concentriche e poteva anche sollevarsi verticalmente da terra.

Recentemente alcuni studiosi, tra cui Josef F. Blumrich della Nasa, si sono occupati di questo passo della Bibbia, concludendo che il “carro” visto da Ezechiele era probabilmente un elicottero formato da una cabina poggiata su quattro sostegni, ciascuno dei quali munito di ali rotanti.

ELIA 2AUn’altro mortale che ebbe il privilegio di salire al cielo fù il profeta Elia, che fu sollevato da terra da un “carro di fuoco”, un “turbine di vento”; ma l’evento non fu improvviso ed inaspettato ma anzi accuratamente preparato. Fu detto ad Elia di andare a Beth-El “la casa del Signore” in un determinato giorno, e tra i suoi discepoli si era già diffusa la voce che egli stava per essere “assunto” in cielo. Quando chiesero se l’evento fosse la verità, gli fu risposto che si, in effeti <<oggi il Signore porterà via il Maestro>>…<<Quindi apparve un carro di fuoco, e cavalli di fuoco…ed Elia salì al cielo portato da un turbine di vento>>.

Poi abbiamo il profeta Giona che venne inghiottito da un “grosso pesce” per tre giorno e tre notti, e <<Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore suo Dio>>…<<E il Signore comandò al pesce ed esso rigettò Giona sull’asciutto>>.

Ma oltre al “pesce” di Giona, la Bibbia ci parla che di un’alro mostro marino, ssia il serpente alato Leviatan, che viene descritto con un corpo cilindrico capace di muoversi in acqua, come un mezzo anfibio, ed in cielo (come una specie di portaerei) per lanciare piccoli ordigni.

MOSè fuocoUn’altro personaggio biblico che fu più volte testimone diretto della visione della “Gloria” di Dio fu certamente Mosè, che ad indicargli la via dell’esodo fu una misteriosa “colonna di fuoco”, che di giorno assomigliava ad una nube; o ancora sul monte Sinai, dove Mosè chiede a Yahweh di fargli vedere la sua “Gloria”, << Ma tu non potrai vedere il mio volto, perchè nessun uomo può vedermi e restare vivo…quando passerà la mia Gloria, ti coprirò con la mano finchè sarò passato…e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere>> .

Ma la Gloria non è fatta di luce e soavità e si espande da tutte le direzioni??….come mai se la guardi dal da vanti muori??!!

Ma andiamo avanti!

kos1Mosè narrava anche che il Signore (Yahweh) discendeva dal cielo con il suo “Cherubino” <<si librava in volo su ali di vento>> e da qui possiamo palesemente dedurre che i “cherubini” erano veri e propri “carri celesti”, altro che angeli santificati; inoltre si spostava da un luogo all’altro con la sua “Gloria”, o come propriamente trascritto dai testi antichi originali, si spostava sul suo “KAVOD”.

Per secoli il significato di questa parola ci viene spiegata ed infiocchettata come il “peso dell’essere”, “l’essere trascendente di Dio” ecc.. ma in realtà il suo vero e letterale significato è “oggetto pesante o grosso”.

E qui è d’obbligo nominare il prof. Mauro Biglino che da anni ormai si occupa dell’argomento e che ha tradotto letteralmente l’antico testamento direttamente da Codice Masoretico (dal quale derivano le Bibbie che ognuno di noi ha a casa).

Sulla parola Kavod egli afferma:

<<Da alcuni anni sostengo che il termine biblico Kavod – che viene tradotto con “gloria” dagli esegeti teologi – indica in realtà “oggetto pesante” con cui Yahweh si muoveva e sicuramente combatteva.

Stessa affermazione fa il Dr. Jeff Benner, fondatore dell’Ancient Hebrew Researc Center.

Questo ovviamente non viene accettato dagli esegeti giudaico-cristiani che devono sostenere la presenza nella Bibbia del Dio spirituale e della sua presunta “gloria”.>>

Poi abbiamo la parola RUACH, che ci viene tradotta come “Spirito”, ma che in realtà significa ” ciò che si sposta nell’aria” o ” aria che si sposta rapidamente”; indica inoltre il volo classico dei rapaci che si fanno trasportare dall’aria senza muovere le ali.

ruachQuesta parola non è originaria ebraica, ma è stata presa dalla cultura Sumero-Accadica, una lingua sillabica dove RUACH è scritto RU.A e le due sillabe sono rappresentate da due figure ben distinte per la rappresentazione di RU.A.

Il secondo versetto della Genesi ci dice infatti che << In principio…e lo spirito (Ruach) di Dio (Elohim) aleggiava sulle acque>>, e i Sumeri ce lo raffigurano nello stesso modo.

Infine vi è la parola MERKAVA’ che significa “carro/strumento per trasportare uomini e merci” (oggi abbiamo un bell’esemplare di carro armato con questo nome!!…alla faccia della gloria di dio!!)

Quindi, se uniamo i 3 termini, Kavod, Ruach e Merkavà, con il loro significato reale, “oggetto pesante” “che si sposta nell’aria” e che “trasporta uomini o meci”, possiamo benissimo pensare ad un aereo o a un elicottero; il concetto è lo stesso.

Per concludere, possiamo affermare che è alquanto evidente l’analogia tra le descrizioni bibliche e gli avvistamenti moderni; questi veicoli, chiamati “carri”, “uccelli volanti”, “turbini di vento” ecc…, che erano in grado di alzarsi in volo ed emettere luce brillante, erano senza dubbio delle macchine volanti!

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TRADUZIONE LETTERALE DELLA BIBBIA

TRADUZIONE LETTERALE DELLA BIBBIA FATTA DA MAURO BIGLINO

Da uno studio ad opera del Prof. Mauro Biglino che consiste nella “traduzione letterale” del Codice di Leningrado emergono ipotesi che stanno facendo riflettere.

Mauro Biglino approfondisce il suo precedente studio (“Il Libro che Cambiera’ per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia”) sull’interpretazione dell’Antico Testamento secondo la lettera Ebraica.
In questa nuova opera si analizza la consistenza reale delle basi ideologiche che, a partire dalla Bibbia, hanno generato l’immensa cornice etica, spirituale/religiosa, e sociale propria delle grandi religioni monoteistiche del mondo. 

A partire dai possibili significati del termine Elohim, tradotto come Dio (unico) ma in realta’ dalla radice Ebraica foriera di molteplici significati.

Se gli Elohim, i “Signori”, erano una pluralita’ di individui in carne e ossa, venuti sulla Terra per determinati scopi, da dove provenivano? 
E’ la domanda che l’autore si pone nel Capitolo 4, aggiungendo alle varie ipotesi piu’ o meno condivise da altri studiosi, quella Greca della traduzione “Giganti” [Nephilim] come figli del rapporto tra Elohim e Donne Adamitiche (Umane, Terrestri).
Biglino propone l’ipotesi dell’assonanza tra la parola Giganti e Orione, costellazione rappresentata come un gigante proprio dai Greci. Una semplice casualita’ o una conoscenza precisa andata perduta? 
Si passa poi ai temi principali del libro, e cioe’
– la creazione dell’uomo gia’ analizzata nel precedente volume, ma che qui affronta la tematica della creazione del primo uomo ad opera degli Elohim, e della successiva creazione da parte di Yahweh.
Interessante la traduzione e successiva interpretazione dei due termini Teema e Tiit dei racconti Sumeri (Epopea Gilgamesh), che nella Bibbia vengono tradotti come Tselem e Afar. Due traduzioni diverse di unici concetti, e cioe’ dell’operazione di mescolamento della sostanza vitale degli Anunnaki/Elohim con quella originaria dell’Adam (Ricordiamo che in tutti i testi Biblici e non, l’Adam/Uomo viene “creato” a partire da una creatura che gia’ esisteva sulla Terra). Si tratterebbe quindi di una vera e propria operazione di eugenetica da parte dei “Signori dell’Alto” nei confronti della creatura terrestre selezionata. Il parallelismo dei due testi (Sumero e Biblico) porta l’autore a sospettare una certa influenza del primo sul secondo, e di conseguenza la veridicita’ storica dell’Antico Testamento se letto come un vero e proprio resoconto cronologico di testimoni. 

– Il secondo importante argomento e’ quello del Monoteismo.
Nel Capitolo 6 l’Autore smonta ogni possibilita’ dell’esistenza del concetto del “Dio Unico e Onnipotente” nella Bibbia, attraverso due semplici criteri:

traduzione letterale del testo e logica.

Ci appare cosi’ il racconto di una molteplicita’ di esseri dotati di conoscenze e tecnologie avanzate, che discendono sulla Terra e si spartiscono il territorio controllando ogni settore personalmente, e poi in seguito assegnandolo a un loro rappresentante Adamitico.

La stessa cosa sarebbe successa con Yahweh, uno tra gli Elohim, che avrebbe ricevuto (o deciso di controllare) un territorio, e a sua volta avrebbe scelto un suo “esercito” (Tribu’ riunite sotto Mose’) per abitarlo e governarlo. Di qui il “patto” tra Yahweh e Mose’, un patto che si sarebbe dovuto rinnovare di generazione in generazione, o che si sarebbe potuto sciogliere (opzione non consigliabile vista la sorte che toccava ai “ribelli”). 

Interpretare l’Antico Testamento secondo l’antica lettera Ebraica (che, va detto, possiede la caratteristica del molteplice significato della parola) riduce di fatto la Bibbia a un testo che racconta la Genesi della Terra e poi il percorso delle tribu’ di Israele verso la conquista di un territorio particolarmente ambito dal loro Capo, Yahweh.
Non si tratterebbe dunque del Testo Sacro dell’umanita’ che riproduce la Parola di Dio inteso come entita’ spirituale, onnipresente e onniscente, che ha parlato all’Uomo dandogli la vita, la scienza, e il Mondo.
Non di monoteismo si dovrebbe parlare, come puntualizza l’autore, ma semmai di Monolatria, una forma particolare di Monolatria Anarchica intesa come la libera scelta di un “Dio” cui sottomettersi e obbedire, per ottenere vantaggi importanti come terre, potere, ricchezze, e in sintesi una vita di prosperita’. 

Questo scenario descritto dal punto di vista Ebraico sarebbe potuto benissimo essere visto dal punto di vista delle altre popolazioni che in quel tempo venivano governate dagli altri Elohim, e le cui vicende sarebbero potute essere registrate (o magari lo sono state) in altrettanti testi.
Pensiamo ai seguaci di Baal, ad esempio, menzionato nella Bibbia come un “Eloha” viaggiatore che si assentava per lungo tempo lasciando il suo popolo, i Fenici. 

Altro concetto importante analizzato nel libro e’ quello dell’esatto significato dei Cherubini, un duplice significato a seconda che essi vengano associati al Giardino dell’Eden o all’Arca dell’Alleanza. Un duplice significato che certamente non e’ quello fornito dalla Teologia corrente.

La stessa Arca dell’Alleanza, un mistero affascinante ancora oggi, sarebbe perfettamente descrita nell’originale testo della Bibbia come un apparecchio dai molteplici usi: condensatore elettrico, ricevitore radio, banca dati,… 

E che dire della “cacciata” di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden e conseguente nascita del peccato originale su ogni uomo e donna?
Una pura invenzione teologica secondo l’autore, in quanto l’Eden sarebbe stato un luogo preciso a Est della Mesopotamia dove l’Eloha (forse il signore supremo Enlil?) teneva le sue prime creazioni, oltre a diversi strumenti della conoscenza della sua razza, e che solo l’intervento del “serpente” (il fratello Enki?) avrebbe causato la presa di coscienza dei terrestri riguardo la loro “nudita'” (intesa come consapevolezza della propria capacita’ riproduttiva) e di conseguenza la cacciata dall’Eden da parte dell’ Eloha/padrone. 

Dove sta, in tutto questo, l’immane costruzione spirituale avanzata nei secoli successivi al tempo di Cristo, e sempre piu’ orientata verso la divinizzazione dei testi sacri, la monoteizzazione di Dio??, e l’esasperazione dei concetti di Paradiso, Inferno, Angeli, Demoni, Satana, Lucifero? Concetti che ancora oggi sono la causa di guerre di religione, persecuzione, preghiere e suppliche, rituali satanici o appello ai miracoli, nonche’ la sterminata letteratura che ne consegue e la nascita di culture vere e proprie basate su tali elementi? 
Nella Bibbia non ve ne sarebbe traccia, anzi si tratterebbe di una interpretazione faziosa inserita dai primi creatori delle religioni quando gli Elohim, i “Signori dell’Alto”, lasciarono il Pianeta (o comunque interruppero i contatti diretti con gli uomini). C’era il bisogno di mantenere i popoli nella convinzione dell’esistenza (della persistenza) di un’entita’ che tutto vede e tutto puo’, piu’ potente dei singoli governanti terrestri, e che avrebbe potuto salvare o punire a seconda delle azioni compiute. Il bisogno di Religioni, paradossalmente, sarebbe nato con la scomparsa degli Dei. Dobbiamo quindi ridurre tutta la nostra evoluzione spirituale e di coscienza a mera costruzione post-Biblica? 
Io credo di no, anzi semmai e’ il contrario.
Se la Bibbia e’ solo il resoconto dell’arrivo di esseri da altri pianeti sulla Terra, e della creazione dell’Uomo secondo la loro scienza, questo rappresenta solo una sezione dell’Impianto multidimensionale in cui tutti noi siamo immersi.
L’interpretazione letterale della Bibbia non deve in alcun modo ridurre la nostra vita alle sole azioni materiali. Se e’ vero che la Terra e le sue creature viventi preesistevano all’arrivo di altre creature con un diverso livello di conoscienza, e’ presumibile pensare ad essi come dotati di una qualche forma di coscienza o concezione spirituale che si sarebbe trasferita nell’ominide divenuto Adamo. Accanto alla mescolanza del DNA degli Elohim, o si sarebbe trasferita anche la parte della coscienza e dello spirito, o questo gia’ esisteva nel DNA originario terrestre. Come altrimenti spiegare non tanto il bisogno di religione (bisogno instillato nelle nostre menti da false interpretazioni dei testi), quanto il bisogno di connettere la nostra piu’ intima sostanza con quella della Natura, linguaggio sulla Terra dell’Universo.
E’ difficile spiegare concetti astratti come questi, ma e’ innegabile che chi sente questo bisogno spirituale, puo’ comprendere quanto tale sensazione sia presente costantemente nella nostra vita. Lo era anche negli Elohim e per gli Elohim.
La Bibbia non ne parla, ma certamente l’accenno all’esistenza dell’Albero dei Viventi (Genesi 2:8,…) e l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male. 
L’autore ci dice che la Bibbia localizza il primo ma non fa alcun cenno al secondo; poi ci viene detto che il primo non contempla la Morte, mentre il secondo abbraccia Bene e Male. Nell’interpretazione di Biglino questo avviene perche’ dove c’e’ vita non puo’ esserci morte, mentre Bene e Male sono due concetti presenti nella stessa sostanza. 
Al versetto 2:17 Yahweh proibisce agli Adam di mangiare dall’Albero della Conoscenza ma non da quello della vita. Ma quando Adamo e Eva mangiano da questi, Yahweh li caccia dall’Eden. Come e’ possibile questo, si domanda l’autore? Perche’ sarebbero dovuti essere cacciati per aver trasgredito un ordine che non era stato mai dato? 
La conclusione piu’ ovvia sarebbe quella di una confusione nata dai copisti, che avrebbero raddoppiato un albero che invece era unico. Altri errori sono effettivamente presenti nell’Antico Testamento, ma nessuno di questa portata.
La mia personalissima visione di questo concetto, che non solo rappresenta la Genesi dell’uomo come lo intendiamo oggi, ma a mio parere e’ la chiave per capire i nostri stessi creatori, e’ che gli “alberi” (se cosi’ possono essere definiti) potrebbero essere stati effettivamente due: quello della Vita (la parte biologica, chimica, genetica, scientifica in possesso degli Elohim) e quello della Conoscenza (forse il segreto dell’esistenza dello Spirito, dell’Anima, della Coscienza?). 
La Bibbia non parla del secondo forse perche’ gli Elohim non avevano nessuna intenzione di trasmettere all’Adam l’essenza dello Spirito e della Coscienza. Lo stesso “serpente”, anche se ben disposto nei confronti delle sue creature, si e’ guardato bene dall’offrire loro la Conoscenza, ma certamente li ha spinti all’indipendenza attraverso l’Albero della Vita (non dell’immortalita’ che, come scrive l’autore, non era in possesso degli Elohim visto che anche loro morivano – ma semmai del segreto dell’autonoma riproduzione sessuale). 
Sarebbe quindi l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male l’unico accenno “spirituale” della Bibbia connesso agli Elohim? 
Siccome si e’ nel campo delle supposizioni, mi si conceda lo spazio per questa brevissima interpretazione basata sulla conoscenza dell’autore – certamente superiore della mia – della Bibbia Ebraica.

Il messaggio di Cristo è stato ampiamente disatteso e su questo non occorre soffermarci oltre.
Unendo la visione di Sitchin a quella di Biglino e mettendoci su una spruzzatina di Icke, se ne potrebbe dedurre che re, principi, imperatori, nobili, condottieri e alto clero siano stati e siano tuttora discendenti di quegli ibridi alieni-umani che hanno ampiamente dimostrato la loro malvagia natura. L’unica differenza è che nell’antichità erano d’alta statura, mentre oggi le loro sembianze sono simili alle nostre.
Biglino parla chiaro. A lui non interessa fare un discorso di fede, che deve essere libera e personale. A lui non interessa neanche parlare del Nuovo Testamento, che con il Vecchio c’entra come i cavoli a merenda. Tanto che anche gli gnostici se n’erano accorti e avanzavano l’ipotesi che quello del Vecchio e quello del Nuovo fossero addirittura due Dei diversi.
Anche se leggere la Bibbia era vietato, evidentemente gli gnostici avevano capito con secoli d’anticipo che le storie narrate nell’Antico Testamento non raffiguravano precisamente un Dio d’amore.
Il dottor Biglino non parla di Anunnaki, ma di Elohìm, ma i personaggi comunque sono riconoscibili.

Vi sono dei passi nel libro della Genesi in cui si parla di Elohìm al plurale – e questo si sapeva –
ma ve ne sono altri in cui si dice che muoiono anche loro.

Un esempio del primo caso è laddove, dopo l’attraversamento della penisola del Sinai, Giosuè riunisce i capi delle tribù e li esorta a seguire l’Elohìm dei loro padri, chiamato Yahwèh, come lui avrebbe fatto, e ad abbandonare definitivamente gli altri.
In quell’occasione parla di ben quattro Elohìm differenti, tra cui quello degli Amorrei.

Nel secondo caso, Biglino ha citato un versetto della Bibbia che dice espressamente che gli Elohìm muoiono, versetto rigorosamente tenuto nascosto dai propugnatori del monoteismo e di cui, come tutti, non sospettavo l’esistenza.
E inoltre, sono gli stessi esegeti ebrei della Torah, autori del Talmud, a spiegare che Yahwèh intendeva dire: “Non adorerai altri Elohìm finché io esisto”.
Dunque, abbiamo un Dio dotato della consapevolezza che prima o poi morirà anche lui. 
L’averlo reso eterno, invisibile e onnipotente è stata una scelta obbligata per coloro che ci videro un business, nonché lo strumento per detenere il potere sulle folle. I padri della Chiesa saranno stati anche vegliardi, ma non erano per niente rimbambiti!

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