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Dio e il suo folle desiderio di Umiliazione umana

Dio e il suo folle desiderio di Umiliazione umana

Dio, come nostro creatore, vuole molte cose da noi. Vuole che soddisfiamo determinati parametri per ottenere la sua misericordia, amore e gratitudine. Dio vuole che noi gli obbediamo per poter accedere al paradiso celeste promesso.
Dio e il suo folle desiderio di Umiliazione umanaCosa vuole Dio da noi?
Bene … nel suo libro ci rende molto chiari riguardo alle cose che vuole da noi “sue creazioni”:
Dio vuole che noi lo amiamo; vuole che ci conformiamo ai suoi statuti e regole ben stabiliti nella Bibbia; Egli vuole che noi manteniamo i suoi ” 10 Comandamenti “; Dio vuole che siamo buoni, gentili, fedeli, misericordiosi, leali e blah blah blah …
Ma Dio vuole e richiede un’altra cosa molto importante da noi umani: che ci umiliamo davanti a Lui .
Dio desidera – ha bisogno che l’essere umano si umili davanti a lui per essere degno del suo amore e delle ricompense celesti .

Ma … Cosa significa “umiliare”?

Vediamo cosa dice il Vocabolario:

umiliazione. [dal lat. tardo humiliare, der. di humĭlis «umile»]. 1. f. Azione ed effetto di umiliante o umiliante.

1. letter. Abbassare, inchinare in segno di rispetto.
2. a. Mortificare qualcuno offendendone e ledendone la personalità e la dignità, così da causare in lui uno stato, giustificato o ingiustificato, di grave disagio, di avvilimento e vergogna.
b. letter. Rendere meno superbo, più mite o comprensivo. 
    c. non com. Mortificare, deprimere: (Dio umilia i superbi).
3. rifl. Riconoscere la propria pochezza, i proprî limiti, essere e dimostrarsi umile; abbassarsi; fare atto di sottomissione. Con enfasi, prostrarsi umilmente.
5. Part. pres. umiliante, che umilia, che mette in una situazione di disagio e di avvilimento.
Tra i sinonimo di “Umiliare”, abbiamo solo termini denigratori e offensivi:
sminuire, mortificare, sconfortare, offendere, deprimere (sentimento, desiderio) reprimere, domare, schiacciare, vincere

umiliarsiv.pron. degradarsi, mortificarsi, abbassarsi; estens. sottovalutarsi, sottomettersi, prostrarsi, inchinarsi; avvilirsi.


 Per quanto possiamo vedere, la parola “umiliare” porta con sé una sorta di degrado personale, di soggezione e disonore.


Umiliazione nella Bibbia

Dio e il suo folle desiderio di Umiliazione umana

Tu, amico lettore cristiano, dirai che Dio non vuole che noi “ci umiliamo” dinanzi a lui; poiché Dio è amore e non può desiderare cose così orribili da parte nostra.

Ma diamo un’occhiata ad alcuni dei molti versetti della Bibbia che rendono molto chiaro che Dio cerca e ha bisogno che gli uomini “si umiliano” davanti a Lui.


(Umiliato: Questa espressione appare nella Bibbia in 19 versetti
Umiliarti: Questa espressione appare in 4 versetti
Umiliati: Questa espressione appare in 12 versetti
Umiliò: Questa espressione appare in 10 versetti   ecc… ecc…) (fai QUI la tua ricerca!)

Esodo 10

3 Mosè e Aronne entrarono dal faraone e gli dissero: “Dice il Signore, il Dio degli Ebrei: Fino a quando rifiuterai di umiliarti davanti a me? Lascia partire il mio popolo, perché mi possa servire.
Deuteronomio 9
3 Sappi dunque oggi che il Signore tuo Dio passerà davanti a te come fuoco divoratore, li distruggerà e li umilierà davanti a te; …
1 Re 21
29 “Hai visto come Acab si è umiliato davanti a me? Poiché si è umiliato davanti a me, non farò piombare la sciagura durante la sua vita, … 
2 Cronache 7
14 se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese.
2 Cronache 12
7 Poiché si erano umiliati, il Signore parlò a Semaia: “Si sono umiliati e io non li distruggerò. Anzi concederò loro la liberazione fra poco; la mia ira non si rovescerà su Gerusalemme per mezzo di Sisach. ….
12 Perché Roboamo si era umiliato, lo sdegno del Signore si ritirò da lui e non lo distrusse del tutto. Anzi in Giuda ci furono avvenimenti felici.

2 Cronache 32

26 Tuttavia Ezechia si umiliò della superbia del suo cuore e a lui si associarono gli abitanti di Gerusalemme; per questo l’ira del Signore non si abbatté su di essi finché Ezechia restò in vita.
2 Cronache 34
27 poiché il tuo cuore si è intenerito e ti sei umiliato davanti a Dio, udendo le mie parole contro questo luogo e contro i suoi abitanti; poiché ti sei umiliato davanti a me, ti sei strappate le vesti e hai pianto davanti a me, anch’io ho ascoltato. Oracolo del Signore!
Neemia 8
6 Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: “Amen, amen”, alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
1 Pietro 5
6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno,
Dio e il suo folle desiderio di Umiliazione umanaMa di tutti questi riferimenti; Forse quello che riassume tutta questa questione della necessità di umiliazione umana davanti a Dio è l’epistola di Santiago:

Giacomo 4:10

Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.
Hai notato che generalmente “l’umiliazione” richiesta è seguita da un “Premio”? … cioè … Umiliati, disprezza te stesso … e ti do un piccolo regalo!
Quindi …  Umiliati davanti a Dio (leggi la definizione già descritta della parola e la sua sinonimia così sai cosa significa) … e Dio ti darà la sua ricompensa per umiliarsi davanti a lui.

Perfezione Vs Il Bisogno di Umiliazione.

Ricorda che Dio è ” perfetto ” … e avere questa condizione significa che nella sua perfezione non ha bisogno di nulla.
Non è strano e contraddittorio che Dio, essendo la perfezione assoluta, desideri fortemente che ci umili davanti a Lui?
Da dove viene questo insano desiderio divino? Perché ne hai bisogno?
Dobbiamo anche tenere a mente che Dio è ” Onnisciente “, cioè, conosce tutto. Dio solo sa se andrai in paradiso o marcirai all’inferno. Se Dio già lo sa … da dove viene quel desiderio incoerente che ci umilia se sa già se saremo salvati o no? Non è un gioco crudele e sadico da parte tua?

Sicuramente sarai confortato dal dire che ” le vie di Dio sono misteriose ” e che una volta morti e sepolti … sapremo perché Dio ci ha fatto richieste così assurde.


Quindi, Dio ha bisogno di molte cose da te per permettergli di raggiungere il tanto atteso paradiso. Ma una di quelle cose è che dovresti umiliarti a Lui.
E naturalmente … dirai che ho torto e che Dio non lo fa (anche se la Bibbia lo dice molto chiaramente). Sicuramente sosterrai che il tipo di “umiliazione” che Dio desidera è qualcosa di diverso, una specie di “accettazione” della grande potenza e gloria di Dio; e sicuramente ci sono molti “Simbolismi” dietro questa parola. 
È più che ovvio che l’intenzione di Dio è che tu ammetta la tua miseria e insignificanza davanti a Lui. “Lascia che ti umili e trascini davanti al suo grande potere”
Fino a quando Dio non ti vede totalmente sottomesso, umiliato, denigrato,  … Dio non ti darà il suo ” premio di consolazione “.
Non solo è molto improbabile che questo Dio chiamato “Yahweh” sia il “Vero Dio”…
Non solo Dio ha chiarito che è un assassino consacrato e bestiale

(Vedi: Gli omicidi di Dio )

Non solo Dio ci ha mostrato che odia e disprezza molte cose e persone…
… ma richiede all’uomo anche una serie di mandati complicati e difficili, tra cui spiccano i suoi “comandamenti” e che dobbiamo compiere pienamente senza metterne in discussione nessuno! … ed infine accettare e ad adempiere tutto quanto detto sopra, ossia “devo umiliarmidavanti a Dio” come se tutto lo sforzo compiuto non avesse alcun merito implicito.

Beh, mi dispiace … ma mi risulta difficile credere in una divinità oppressiva e capricciosa come questo vostro “Dio”!!


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NEL MITO E NELLA TRADIZIONE IL GATTO IMPERA

NEL MITO E NELLA TRADIZIONE IL GATTO IMPERA

NEL MITO E NELLA TRADIZIONE IL GATTO IMPERA

Il Gatto, soprattutto quello nero, è l’animale più adatto ad affiancare le Dee lunari della notte. Nero, silenzioso e furtivo si muove nell’oscurità, caccia abilmente, ha occhi che penetrano l’oscurità, brillano e, come le Dee lunari notturne, veglia mentre gli altri dormono.

Gli antichi Greci infatti, ritenevano il Gatto un animale sacro alla dea Artemide, Dea della Caccia e della Luna. Narra la leggenda che la Dea potesse liberamente trasformarsi in un Gatto.
Anche nell’antica Roma i Gatti erano sacri a Diana (Artemide in Grecia), si credeva che avessero poteri magici, concessi loro dalla Dea. Quando moriva un Gatto nero, veniva cremato e le sue ceneri sparse sui campi per propiziare un buon raccolto ed eliminare le erbe infestanti.

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Nella civiltà dell’antico Egitto, gli Egizi raffiguravano la loro Dea con sembianze feline, chiamata Bastet, avente corpo di donna e testa di Gatto, simbolo della vita della fecondità e della maturità. Gli Egizi onoravano ed idolatravano questo animale. Il Gatto era assurto a livello di divinità, venerato per la sua propensione alla caccia dei roditori che infestavano i granai, ed in quanto ottimo animale da compagnia.
Presso gli Egizi infatti, l’uccisione del gatto era punita più severamente di quella di qualsiasi altro animale, sia che avvenisse inavvertitamente o che fosse provocata di proposito. Chi uccideva un Gatto era sempre criminale, e tale crimine si espiava solo col supplizio.
Ma, quando un Gatto moriva naturalmente, dice Erodoto, le persone della casa piangevano il lutto come se fosse scomparso un membro della famiglia. Se moriva il Gatto di casa, tutta la famiglia egizia si rasava le sopracciglia, e il Gatto veniva imbalsamato e degnamente seppellito.
Nell’antico Egitto il Gatto era ritenuto animale sacro e divino, ed è quindi naturale che, alla loro morte, essi venissero imbalsamati e sepolti con ogni onore. Attraverso l’Egitto il Gatto giunse persino nei Paesi Arabi dove l’animale eletto era il cavallo, tuttavia anche il nostro amico felino venne preso in simpatia e la sua fama ben presto eguagliò quella equina.
Pare anche che, mentre il Gatto era sacro al Sole e a Osiride, la Gatta era sacra alla Luna e a Iside.

Il Gatto, la cui pupilla subisce delle variazioni che ricordavano le fasi della luna, veniva paragonato alla Sfinge per la sua natura segreta e misteriosa, e per la sensibilità alle manifestazioni magnetiche ed elettriche. Inoltre la sua abituale posizione raggomitolata e la facoltà di dormire per giornate intere ne facevano, agli occhi degli ierofanti (guida/sacerdote), l’immagine della meditazione, mostrata come esempio ai candidati all’iniziazione rituale.

Matou contro Apophis
Matou contro Apophis

Nel Libro dei Morti egizio, il Gatto è chiamato Matou allorché combatte contro Apophis, il serpente pitone della paludi, simbolo delle forze malvagie. Si affermava infine che il Gatto possedesse nove anime, e godesse di nove vite successive.

I Gatti erano quindi considerati sacri ed attorno a loro o alle loro immagini si svolgevano riti religiosi, danze e riti sessuali.

Questo culto, anche se meno sentito, venne mutuato anche dall’Impero Romano e, mentre il Gatto continuava a vivere pacificamente, attorno ad esso si scatenavano gli istinti più brutali dell’essere umano.

Ben presto il periodo di gloria dei Gatti fu destinato a tramontare, e nei loro occhi dove un tempo era stato visto il riflesso dello sguardo degli Dèi, furono temuti come se fossero l’espressione stessa del Demonio.

Con l’avvento del Cristianesimo i “gattofili” venivano guardati con sospetto, venne persino stabilita una relazione fra i Gatti e Satana, quindi i Gatti passarono dal rango di divinità a quello di Demoni minori. Da qui a farli passare per gli alleati, complici, confidenti delle Streghe, il passo non era lungo.

In Inghilterra i Gatti ed altri presunti Demoni al servizio delle Streghe vennero spesso esibiti come prove d’accusa nei processi del XVII secolo, con l’effetto di attirare sospetti sulle persone molto attaccate ai loro animali domestici.

I Gatti Celtici del mito irlandese diventarono pian piano miniature del demone che avanza, venuti a distruggere il mondo umano e ad oscurare la marea con il sangue del sacrificio: non erano amati perché considerati incarnazione di forze malvagie, i loro occhi mutevoli venivano ritenuti simbolo di falsità, ipocrisia e cattiveria, per cui era abituale che le cerimonie di purificazione si concludessero col sacrificio di un Gatto.

Oltre alle accuse dettate soltanto da gelosie o asti personali, consideriamo anche che una donna sola od uomo, che abbia come unica compagnia un animale, è portato a parlarci e a considerarlo quasi come un membro di una ipotetica famiglia, pertanto, in un periodo in cui gli animali erano considerati o carne da macello oppure esseri fondamentalmente inutili, questo atteggiamento nei confronti di alcuni animali faceva dunque nascere timori e sospetti: nella migliore delle ipotesi, la persona veniva considerata quantomeno bizzarra; nella peggiore delle ipotesi, finiva sul rogo poiché ritenuta una Strega. Del resto non si era ancora sviluppata la coscienza del legame profondo che può stabilirsi fra esseri umani ed animali. Durante la caccia alle Streghe, le donne sospettate di praticare la stregoneria venivano torturate e messe al rogo, ma anche i Gatti venivano arsi vivi, se ne sono contati otto milioni…

Un’antica leggenda ad esempio, dice che le Streghe usassero il cervello dei Gatti per provocare la morte del loro peggior nemico, ma solo se era direttamente minacciata la loro vita: il sacrificio del loro animale preferito era giustificato dalla gravità della situazione. E se il Gatto uccideva la Strega alla quale apparteneva, diventava invece un Demone quasi impossibile da eliminare, per merito delle sue nove vite.

Tuttavia i Gatti non erano gli unici animali che attiravano le attenzioni dell’Inquisizione: furetti, merli, gufi, civette, rospi e rane, venivano ugualmente ritenuti validi alleati delle Streghe.

Particolare attenzione fu data al Gatto nero: portatore di magia, egli era rappresentante delle tenebre, ma grazie alla pelliccia capace di assumere il bagliore luminoso del chiaro di luna, poteva contare su una duplice identità.

gatto neroInoltre il nero era un sottoprodotto del fuoco, che per gli antichi era una realtà positiva. Tutti questi aspetti erano, e sono ancora oggi, presenti nel Gatto nero e nelle leggende che ne derivano.

Nella mentalità occidentale viene visto in maniera sostanzialmente negativa, in quanto legato al buio delle tenebre, alla morte, al lutto, all’ignoto, ma in altre culture ha valenze positive: è il colore del vuoto primordiale, del principio, dell’assoluto che racchiude le potenzialità che precedono la creazione del mondo, quindi della creatività latente.
Era collegato alla morte anche per gli Egiziani, ma in senso positivo: infatti era il colore dell’aldilà, dove il defunto subiva le trasformazioni che gli avrebbero conferito la vita eterna. Osiride signore dell’Oltretomba era chiamato anche Il Nero.
Per le popolazioni classiche (greci e romani) era semplicemente il colore della notte con la Luna e le stelle. Era una delle tonalità preferite da Iside, la Dea della buona sorte dall’anima felina e, di conseguenza, il Gatto nero era il più sacro per suoi devoti.

Il nero era anche il colore del limo portatore di fertilità e rinnovamento, quindi era simbolo di rinascita e rigenerazione. 
Il nero, se indossato, assicura una certa inaccessibilità, una sorta di barriera protettiva. È il colore usato dalle Streghe per la sua capacità di ostacolare, assorbire e neutralizzare energie negative. Occorre fare però una distinzione fra il nero opaco, che è associato spesso a sensazioni negative (ad esempio il colore del lutto è opaco), e il nero lucido che ci trasmette sensazioni positive: è brillante, elegante e sensuale. Il Gatto nero, se in buona salute, ha un pelo lucidissimo che riflette la luce.

La prima donna, quando ancora Eva non era “nata”, la pura e la ribelle, Lilith, l’incontrollabile, l’imprevedibile, la vergine selvaggia, sovrana delle ombre, scelse per compagno lo spirito stesso della notte e del mistero: il Gatto.
Già ad opinione degli Gnostici, nel XVI secolo, il Gatto era legato a tutti gli aspetti diabolici della femminilità. “Il Gatto sta al cane”, dicevano, come “la donna sta all’uomo. La sua natura, la sua voluttà, la sua dolcezza, la sua astuzia sono simili a quelle della donna. Gatti dalle movenze sinuose, tanto da essere stati identificati con la femminilità, ma non la femmina positiva, madre e moglie, bensì quella seduttrice, misteriosa ed affascinante, affine alla notte e alle trame nascoste.

Il Gatto come “bestia satanica”

Partiamo dall’ovvio e con le dicerie che sentiamo oggigiorno: “il gatto nero che attraversa la strada porta sfortuna”; “guai a lasciar dormire il gatto sul letto accanto a sé, con il suo alito pestilenziale sarà causa di morte”; “il pelo del gatto è non soltanto nocivo, ma perfino velenoso”; “il gatto sparisce misteriosamente anche in una casa, riapparendo sempre altrettanto misteriosamente”; “il martedì grasso i gatti, essendo intenti a festeggiare con il demonio, non sono visibili in giro”; infine, essendo un animale infernale, “il gatto soffre particolarmente il freddo, quindi durante l’inverno ricerca il calore della fiamma del focolare, e perfino d’estate si crogiola al calore del sole”.
Queste sono soltanto alcune delle leggende luttuose o inquietanti che accompagnano il piccolo felino domestico, ne è passato di tempo da quando era deizzato nell’antico Egitto…

1090 SABBA2Fin dal primo Sabbah, di cui si ha notizia nel 1090, il Gatto fa la sua comparsa da protagonista, la Strega officiante infatti era travestita da gatto nero e le donne che partecipavano al festino danzavano attorno a Satana, con pelli di gatto o gatti appesi al corpo.
In uno Scritto del 1180 si descrive l’attesa per la discesa di un mostruoso gatto nero, personificazione del Demonio da parte degli eretici.

1231 Guillaume d’Auvergne
Guillaume d’Auvergne


Guillaume d’Auvergne, vescovo di Parigi (1231-1236), affermò senza ombra di dubbio che Satana si mostrasse ai suoi fedeli sotto forma di gatto.

1233 gregorioIX
Gregorio IX

 

 

Il Papa Gregorio IX, nella bolla Vox in Roma del 13 giugno 1233, fece menzione al gatto nero che cadde dal cielo, indicando in questa visione Lucifero, e che il giorno del giudizio si sarebbero visti i gatti arrampicarsi sui muri dell’inferno.

 

1427 San Bernardino da Siena
San Bernardino da Siena

San Bernardino da Siena, nel 1427, scrisse che le Streghe potevano trasformarsi in gatti tramite uno speciale unguento preparato la notte di San Giovanni, o la notte dell’Ascensione, a base di erbe cotte segrete.

Nel 1579 venne bruciata la strega Dewell di Windsor, il cui gatto Gille era stato testimone dei suoi patti col diavolo.

Nel 1586 anche la Strega Anna Winzelkipfel venne bruciata viva a Bergheim, in quanto colpevole di essersi introdotta, indossando pelli di gatto nero, nella camera di tale Jacques Potter per lanciargli il malocchio.
A Vesoul, nel 1620, la Strega Jeanne Boille confessò di essere in contatto con un potente demone che le appariva sotto le spoglie di un mostruoso gatto nero.
nel 1662, colpevole del medesimo crimine Isabel Gowdie, ad Auldearn, nella contea di Nairn, seguirà la medesima sorte di Jeanne sul rogo.

1681 JFRegnard
JFRegnard

 

Il drammaturgo Jean-François Regnard, a seguito di un viaggio nelle terre lapponi nel 1681, raccontò che in quella terra gli Stregoni vantavano di poter operare sulle persone malvagie una trasformazione: quella in gatti neri, poiché tali animali erano affini al demonio.

1764 voltaire
Voltaire

Qualcosa di diabolico in questo felino era trovato anche dall’illuminista Voltaire che, nel suo dizionario filosofico (1764), trattando delle costellazioni celesti fece notare che non vi si vede mai la costellazione di un gatto, ma sempre di altri animali, quasi i primi fossero perfino banditi dalla volta celeste.

 

 

Infine, non si può non menzionare un’assurda quanto crudele “ricetta” per ottenere una pozione per l’invisibilità: procurarsi una pentola nuova, una pietra d’agata, un gatto nero e dell’acqua attinta da una fontana a mezzanotte in punto. Mettere l’acqua nella pentola con l’agata, quindi metterci il gatto nero tenendo il coperchio con la mano sinistra (altrimenti la ricetta pare non si attivi), lasciar bollire per 24 ore, mettere la carne in un piatto nuovo, e gettarsela dietro le spalle. Guardatevi allo specchio e non vi vedrete più.

Non c’è limite alla crudeltà umana, e alla sua idiozia…!!!


NEL MITO E NELLA TRADIZIONE IL GATTO IMPERA


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FONTE ==>> https://giardinodellefate.wordpress.com/creature-magiche/il-gatto/

 

5′ ILLUMINAZIONE

5′ ILLUMINAZIONE

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5 – Il messaggio dei mistici

“La risoluzione è stabilire un contatto con il divino, una trasformazione mistica che ci colma di energia e di amore infiniti, affina la percezione della bellezza e ci eleva a una consapevolezza spirituale superiore”

Con la Quinta illuminazione si attinge energia attraverso il connubio con l’universo provando amore per il tutto.
Insicurezza e violenza cessano di esistere quando finalmente proviamo una connessione interna con I’energia divina, descritta molte volte in pas­sato sopratutto dai mistici di tutte le religioni.
Un senso di leggerezza ed esuberanza e una costante sensazione d’amore, dimostrano l’esistenza di tale rapporto, ed è indispensabile per provarne l’autenticità. In mancanza di tali requisiti, la connessione è solo simulata.

Il tuo viaggio è solo all’inizio. Nonostante tu abbia appreso molto dalla vita, dalle esperienze e dalle persone che hai incontrato, ora tutto inizia ad avere un senso, e tutto cambia radicalmente. Non vedrai più il mondo per come te lo hanno sempre fatto credere, ma da un punto di vista completamente diverso; il “Tuo”!



E sarà solo allora che tutto crollerà e ti sentirai perso, spiazzato, a volte anche distrutto, crederai di morire, e con questo improvviso cambiamento proverai finalmente un’esperienza straordinaria, di leggerezza. Il velo che ti avevano posto sul capo finalmente è caduto via. ti sei aperto! Sei cambiato! Sarai confuso, ma in fondo capirai che ciò che ti sta accadendo è qualcosa che ti viene dal profondo, che quell’energia sacra interiore ti appartenesse da sempre.
Con la Quinta Illuminazione entrerai finalmente in contatto con l’unica fonte, il vero mondo, stabilendo un contatto con l’energia divina e gettando uno sguardo sul futuro.
Ma per adesso, questo contatto sarà discontinuo, non sarà stabile, perchè è uno sforzo troppo grande per noi al momento, ma stiamo andando in quella direzione e un giorno tutti vedremo in quel modo e vivremmo in quel mondo.

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