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BIBBIA: Copiata e Riveduta

BIBBIA: Copiata e Riveduta

Il Cristianesimo conta  il 17,7% della popolazione mondiale, e come tutti sanno la Bibbia è la fonte della conoscenza di Dio. Forse tu sei uno di quelli che costituisce il 32% della suddetta popolazione, che non loda o disprezza, ma semplicemente rispetta la cosiddetta Bibbia; e sicuramente, pensi che questi “libro sacro” sia “l’originale” e “ispirato da Dio”, una morale e persino un esempio da seguire!

La verità è che le sacre scritture sono un plagio di testi più antichi di quelli cristiani chiamati culti barbarici.

Scritti zoroastriani dieci secoli prima della creazione della Bibbia, hanno parlato di come Ormuz abbia creato il mondo e i primi due esseri umani in sei giorni e si sia riposato il settimo. I nomi di questi due esseri umani erano Adama ed Evah.

 

L’epopea di Gilgamesh parla di come viene creato l’uomo, e che dopo avrebbe abitato in un paradiso, e di come verrà creata una donna che in seguito gli darà da mangiare un “frutto” per il quale sarà costretto a lasciare il paradiso. Tutto questo 1600 anni prima della realizzazione della prima Bibbia.

 

Un uomo viene avvertito di un’imminente inondazione da parte di un dio e viene incaricato di costruire una grande nave per sopravvivere. Le dimensioni della nave sono di 120 cubiti, i materiali di costruzione sono in legno, tono e canne. Dopo l’alluvione l’uomo manda una serie di uccelli per trovare terra asciutta, quindi la barca si arena sulla cima di una montagna. Infine tutte le persone e gli animali possono andare via liberi dopo il sacrificio al dio che lo ha salvato. Ora, anche se questi dettagli sembrano essere stati presi direttamente dal Libro della Genesi, sono in realtà scritti nella storia di Utnapishtim, che si trova nell’epopea di Gilgamesh, 16 secoli prima della Bibbia.

Ci sono un certo numero di sorprendenti somiglianze tra il Libro dei Proverbi della Bibbia e le Istruzioni di Amenemope. Si ritiene che tutti i testi superstiti delle Istruzioni di Amenemope, furono composte durante la dodicesima dinastia (1990 a.C. al 1780 a.C.). Vi è stato un ampio dibattito su questo argomento, ma gli studiosi moderni concordano sul fatto che vi siano sufficienti prove convincenti a sostegno dell’originalità di questi Testi.

Nella Bibbia, i dieci comandamenti furono dati a Mosè sul monte Sinai e furono scritti su tavole di pietra, apparentemente per mano di Dio stesso. Si pensava che questo avvenisse intorno al 1490 aC Tuttavia, quando si esamina il capitolo 125 del Libro Egiziano dei Morti (circa 2600 aC), sembra che possa aver avuto un po ‘di ispirazione. Il libro egiziano dei morti legge i dieci comandamenti 3000 anni prima della prima bibbia. (Leggi qui l’Articolo)

Esiste un’interessante correlazione tra i Gathas di Zarathustra Yasna (i testi sacri degli zoroastriani) e il capitolo della Creazione e il Libro di Isaia nell’Antico Testamento. Ciò può essere attribuito in gran parte all’influenza che i mesopotamici hanno impresso sugli israeliti durante il periodo in cui gli israeliti vivevano a Babilonia. È interessante notare che il libro di Yasna pone domande a cui viene data risposta direttamente nel libro di Isaia. Ci sono molti esempi di influenze zoroastriane, ma questo è molto convincente.

L’idea di “Angeli” e “Demoni” non è originariamente biblica, bisogna dire che ci sono stati diversi modi in cui l’ebraismo e il cristianesimo sono stati influenzati dallo Zoroastrismo. Uno degli esempi principali è l’esistenza, la struttura e la gerarchia di angeli e demoni. Secondo gli studiosi, gli

zoroastriani furono i primi a credere negli angeli, l’idea di Satana e la battaglia in corso tra le forze del bene e del male. È interessante notare che l’arte di Zoroastro ritrae il profeta Zarathustra come circondato dallo stesso alone di luce in cui spesso vengono raffigurate figure cristiane.L’esistenza di un paradiso per il bene e un inferno per il cattivo è stato gia descritto molto prima della creazione della Bibbia, parlando di testi del Mitraismo persiano centinaia di anni prima.

Il Nuovo Testamento cita in Matteo l’esistenza di una Trinità composta dello Spirito Santo + Padre + Figlio, ma quello che pochi sanno è che di questa trinità ne hanno già parlato i testi egiziani (come a Menfi con Ptah/Sekhmet/Nefertum; o a Tebe con Amon/Mut/Khonsu) e quelli Sumeri (triade cosmica formata da An/Enlil/Enki, o la triade astrale formata da Nanna/Utu/Inanna; o ancora Ishtar/Baal/Tammuz;) migliaia di anni prima.

L’idea di “Messiah” o “Salvatore“, un semidio metà umano, metà divina, è venuto nel mondo per salvare l’uomo, ed è presente nelle prime religioni della storia, e il Nuovo Testamento è una raccolta di miti avatar come:

Hermes (200 anni A.C.)
Dionisio (500 anni A.C.)
Buddha (563 anni prima di JC)
Krishna (900 anni A.C.)

 

 

 

 

Mitra (600 anni A.C.)

 

 

 

 

Horus (3.000 anni A.C.)

 

 

Ercole (800 anni A.C.)
Tammuz (400 anni A.C.)

 

Adone (200 anni A.C.)

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FONTE:http://www.unsurcoenlasombra.com/la-biblia-es-un-plagio/

I GATTI NELL’ARTE DI TUTTO IL MONDO

I GATTI NELL’ARTE DI TUTTO IL MONDO

I GATTI NELL’ARTE DI TUTTO IL MONDO

Quale, tra i numerosi piccoli felini selvatici che vivono in Europa, Asia, Africa o America, avrà dato origine al gatto domestico? In quale periodo sarà avvenuta la domesticazione? La risposta a queste domande non è ancora sicura: vi sono infatti moltissime ipotesi.

FOSSILE GATTOAlcuni Fossili attestano la presenza del gatto in tempi antichissimi. Ossa di gatto risalenti a 10.000 anni fa, per esempio, sono state ritrovate assieme a quelle di altri animali in una grotta sui Monti Sandia, nel Nuovo Messico. Reperti archeologici di 8.000 anni fa, venuti alla luce nell’Anatolia sud-occidentale, ci dimostrano che a quell’epoca tra l’uomo e il gatto vi era già amicizia. La paleontologia, tuttavia, può accertare la presenza di un animale in un certo periodo, ma non aiuta a stabilire quando iniziò l’addomesticamento.

Arte orientale

In Oriente i gatti hanno sempre goduto di molta considerazione da parte degli artisti, dalla Persia e dall’India fino alla Cina divennero simboli di potere e comando. Man mano che si diffondeva verso est il gatto domestico conquistava un posto nell’arte.

Gatto dell’Antico Egitto.egitto.okkio

statuetta bronzea 722-332 a.C,
statuetta bronzea 722-332 a.C,

Le prime rappresentazioni pittoriche sono quelle che lo immortalano nelle vesti di una divinità, nell’antico Egitto, e da qui probabilmente trae origine il suo atteggiamento altezzoso e impertinente. 
 Animale sacro nell’Antica civiltà Egizia, il gatto veniva venerato e rappresentato, bellissimo e regale, in numerosi manufatti ed opere d’arte. Sono tante le antiche statuette feline provenienti dall’Antico Egitto: alcune di queste erano oggetti votivi, altre delle vere e proprie urne per piccole mummie di gatti. Quella in foto è una statuetta bronzea databile al periodo 722-332 a.C, conservata oggi al Museo Egizio di Torino.La dea Bast, conosciuta anche come dea Bastet, era il simbolo della femminilità nell’antico Egitto.

La dea Bastet o Bast era un’antica divinità della mitologia egizia raffigurata generalmente con il corpo di donna e la testa di gatto: una divinità dai tratti solari, simbolo della vita, della fecondità e della maturità, venerata per la sua forza e la sua agilità. Per ottenere un favore dalla dea Gatta gli Egizi avevano la consuetudine di offrire del pesce prelibato al proprio gatto, che amavano tenere in casa, vezzeggiato e trattato con ogni riguardo.

Talmud Babilonese

Non ci è giunta nessuna testimonianza di pitture o sculture Assiro Babilonesi che attestino o neghino l’esistenza dei gatti in quel periodo: sono stati rappresentati cani, tori e leoni, ma non c’è traccia di questi felini. Solo l’ antico Talmud Babilonese, uno dei testi sacri dell’ Ebraismo, redatto in aramaico nelle accademie rabbiniche della Mesopotamia, tra il III e il V secolo, tra i suoi insegnamenti civili e religiosi parla delle ammirevoli qualità dei gatti e ne incoraggia l’allevamento “per aiutare a mantenere pulite le case”.

Arte Araba

MUEZZAI musulmani tenevano il gatto in grande considerazione perché animale di Maometto, secondo un’antica leggenda. Le immagini dei gatti provenienti dal Medio Oriente sono molto rare perché l’Islam non ammette il concetto di arte figurativa. Nei dipinti di anonimi artisti ottomani del Trecento sono raffigurati gatti domestici in scene della Bibbia ma in ruoli secondari. Nell’arte orientale i gatti più ritratti sono quelli bicolore e gli squama di tartaruga con bianco, probabilmente perché i preferiti dai viaggiatori dell’epoca.

In Indiashashthi gatto

In India il gatto è simbolo di nobiltà e ricchezza. La maggior parte delle opere artistiche che ritraggono questi felini sono di natura religiosa, come ad esempio un’opera che ritrae la dea della fertilità Shashthi  a cavallo di un gatto.

In Thailandia

I thailandesi hanno sempre amato i gatti tanto che dipingevano magnifiche scene su papiri per illustrarne la varietà di colori e forme. Le numerose copie manoscritte dei Cat Book Poems, risalenti al Cinquecento, rappresentano gatti pointed e dai tanti colori.
Cat Book PoemsDurante la Dinastia Sung (960/1279) i gatti comparvero per la prima volta nell’arte cinese come simbolo di corte e prestigio, come nell’opera “Commedia Primaverile” in un giardino Tang che raffigura micetti che giocano tra i fiori. Nel Cinquecento il gatto diventò un soggetto comune negli smalti e nelle lampade di porcellana.

gatti giapponeIn GiapponeCatsTokaidoKUNIYOSHI

Nei dipinti e nelle xilografie dell’antico Giappone compaiono i gatti a squama di tartaruga in compagnia di bellissime donne. L’artista più rappresentativo fu Utagawa Kuniyoshi (1797/1861) che dipinse gatti con estrema precisione, la sua opera più celebrè Cinquantatre stazioni di Tokaido, dove ogni stazione è rappresentata da un gatto.

Nell’arte Americana

Nelle opere americane il gatto non era che una figura secondaria presente occasionalmente in quadri d’arte popolare. Daniel Merlin (Francia, 1861-1933)Ma l’inizio del Novecento segnò una nuova era, gli artisti americani scelsero spesso proprio i felini come soggetti delle loro opere. In America verso la fine dell’Ottocento il gatto non è più simbolo di paganesimo ma diventa simbolo di bellezza e modernità. I gatti sono ritratti nelle opere spesso in compagnia di bambini. L’opera più famosa a tema felino è Cats and Kittens di Daniel Merlin (Francia, 1861-1933) che raffigura una scena domestica con una gatta e i suoi cuccioli.

Nell’arte Europea

In epoca greco-romana i gatti passarono in secondo piano dopo leoni e tigri.

Cipro

E’stata scoperta una tomba risalente al 7.500 a. C. nella quale fu seppellito un gatto selvatico accanto a un essere umano.

Erotodo e Antica Grecia

gatto greciaNell’ antica Grecia il ruolo del gatto non fù mai così importante come quello del leone o del cane. Il gatto si ritagliò però un piccolo spazio nella letteratura greca di Erotodo (484-430 a. C.) che lo descrisse con senso favolistico e gusto estetico. Erotodo raccontò anche l’arrivo e la diffusione dei gatti in Grecia grazie ad abili mercanti che li rapirono agli egiziani causando non pochi incidenti diplomatici tra i due paesi. Persi i privilegi ed il suo ruolo divino, arrivando in Grecia il gatto venne apprezzato più come animale curioso, da compagnia, ma non come animale da utilità, poichè per la caccia ai topi si preferivano le piccole e fameliche donnole, solo più tardi si capì che il gatto poteva essere più adatto a questo scopo.

Antica Roma

Se i Greci furono i primi ad importare il gatto dall’Egitto, i Romani lo conobbero molto più tardi, ma ne seppero apprezzare subito le doti sia come animale da lavoro che da compagnia. In particolare negli scavi di Ercolano e Pompei, importanti città di epoca romana, sono stati rinvenuti resti di ogni genere di animale, ma non del gatto a dimostrazione che i felini, animali arguti, fuggirono alle prime avvisaglie del terremoto, mettendosi in salvo. Ma la loro esistenza è testimoniata dal ritrovamento di un mosaico che raffigura un gatto mentre afferra un volatile.

gatto pompei
Gatto della Casa del Fauno

 

Su un pannello musivo rinvenuto della casa del Fauno di Pompei, risalente al II secolo a.C., oggi al Museo Archeologico di Napoli, un piccolo gatto, in una forma antica di natura morta, azzanna un volatile per divorarlo. Piccolo e agile, il felino di epoca romana sta in realtà rubando dalla dispensa la cacciagione, ma è qui rappresentato con occhi dolci e con tenerezza che suggeriscono l’amore e l’indulgenza per il gatto, ormai già animale domestico.

Antica Francia

Gatto e nimismatica 1I GATTI NELL'ARTE DI TUTTO IL MONDONumismatica: Medaglia francese del 1968 con gatto. Sul dritto è rappresentato il muso di un gatto in basso rilievo visto di fronte. Sul retro è raffigurato un gatto in primo piano che doma un cobra. Sullo sfondo si stagliano le piramidi con i due simboli del sole e della luna e la scritta “Ami du Soleil Venu de la Nuit des Temps”.

Alcune tradizioni del Nord Europa prevedevano il seppellimento di gatti,vivi, nelle fondamenta della casa, in modo che il loro spirito potesse poi vegliare su chi abitava all’interno delle mura e in Polonia erano arsi vivi durante alcune cerimonia nuziali, come simbolo di buon augurio.


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FONTE ==>> http://www.tuttosuigatti.it/arte.html
FONTE ==>> http://www.veterinariogennaro.it/news.php?id=36
FONTE ==>> http://www.fanpage.it/i-gatti-piu-famosi-della-storia-dell-arte/
FONTE ==>> http://web.tiscali.it/acquabranda/origini_e_storia_del_gatto.htm

LA RELIGIONE

LA RELIGIONE

religioni1

Una delle più scaltre invenzioni escogitate dall’inizio dei tempi, fu la religione, intesa come culto dogmatico e narcotico per lo spirito, come instrumentum regni. Che poi tale religione coincida con l’adorazione di “dèi” assetati di sangue animale ed umano, come molti idoli medio-orientali o che, con un po’ di maquillage, sia stata resa un briciolo più degna ed appetibile e diffusa col nome di Ebraismo, “Cristianesimo”, Islam ecc… poco importa. 

Sono sempre sistemi dottrinari assurdi e, in gran parte, falsi, ma di grandissima presa sulle masse ora blandite con la promessa di un paradiso ultraterreno, ora spaventate e controllate con la minaccia dell’inferno.

Come sappiamo, dai tempi più antichi, in tutto il mondo, esistono culti e movimenti di ogni genere, che venerano l’uno o l’altro Dio (Monoteismo) e Dei vari (Politeismo); essa è forse o sicuramente l’arma più potente che sia mai stata creata da quando l’uomo ha fatto la sua comparsa sulla terra influenzando le menti di tutti.
Ma quello che non sappiamo è che queste Religioni hanno innumerevoli somiglianze, e convergono tutte in un unico punto comune, cioè “l’origine della loro nascita”; un’essere venuto dal cielo scese sulla terra e creò ogni cosa.(Anunnaki? Neteri? Nephilim? ecc.)

La prima somiglianza che troviamo fra tutte le Religioni mondiali, è sicuramente l’eterna lotta del “bene contro il male”, della “luce contro l’oscurità”, che è la bipartizione più conosciuta e quella più onnipresenti; DIO E SATANA; HORUS E SET; ENKI E ENLIL; ecc…ecc….
– Un’altro punto costante in comune e è che è riuscita a convincere il genere umano, nell’esistenza di una qualche forma di individuo che vive nel cielo e che vede tutto;
– e che questi ha una lista di cose che non vuole che ognuno di noi faccia;
– e se ne infrangi una vi è un luogo di dannazione per le anime, pieno di fuoco, dove si brucia e si viene torturati: luogo cha seconda della dottrina a cui apparteniamo, viene chiamato Inferno (Bibbia), o Tartaro(Grecia), o ancora Amenti (Egitto), o Fung Doo (Cina), ecc… ((…altre somiglianze))

Ma nonostante tutto, è giusto anche affermare che ogni Dio ama i suoi figli, egli è perfetto in tutto e vede tutto, ma che, non si sa bene il motivo, ha anche bisogno di sangue e soldi, tanti soldi. Infatti come ben sappimo ogni Religione conosciuta raccoglie milioni di euro, dollari, yen, e sappiamo anche che non pagano le tasse. Insomma, circa 4 miliardi di persone credono nell’esistenza di un’entità che controlla e vede tutto.
Robert G. Ingersoll (1833-1899) affermò: “La religione non potrà mai migliorare l’umanità, in quanto la religione è schiavitù”
…e per schiavitù possiamo intendere che la Religione riduce la responsabilità dell’uomo, considerato che è “Dio” che controlla ogni cosa, e oltretutto giustificando così l’azione di terribili crimini nel nome di un obbiettivo divino, come ad esempio furono le Crociate o la Santa Inquisizione.

Quindi la Religione rende potenti “coloro che sanno la verità”, usando questo “mito” per manipolare e controllare le società, un “mito” che serve come terreno psicologico sopra il quale altri miti possono sorgere, creando una storia in grado di orientare e mobilitare la gente, perchè una storia non può funzionare se non la si viene considerata vera.

E se per qualsiasi motivo una persona ha “il cattivo gusto” di discutere o porgere domande o sia anche in disaccordo circa la verità della “Storia Sacra” o del “mito”, i tutori della fede non entrano in dibattito con loro, ma semplicemente li ignorano o li condannano pubblicamente come blasfemi, quindi può aspettarsi facilmente di essere deriso, attaccato e addirittura essere indicato come un agente di Satana.
Un Mito è un’idea che, sebbene venga creduta come vera da molte persone, probabilmente è falsa, pertanto potremmo presumere o semplicemente alludere che la cristianità, assieme agli altri sistemi religiosi teistici, sono un qualsivoglia raggiro di questa Era??
Cosa ci nascondono? O per meglio dire, “CHI” stanno occultando con i loro insabbiamenti e dissimulazioni?
Forse stanno distogliendo la nostra coscienza dalla verità? Quella verità che riguarda questi esseri venuti dal cielo? Gli Anunnaki?? I Neteri?? I Nephilim?? ecc. ecc. ecc….

Il problema di fondo è che le persone sono state tradite con il lavaggio del cervello da parte della classe dirigente che difenderanno a pappagallo la religione, indipendentemente dalla quantità di prove che dimostrino che non è la parola di Dio.

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LA NASCITA DI SATANA parte 2

LA NASCITA DI SATANA parte 2

Ogni religione è sempre stata accompagnata da conquiste territoriali e di potere, come ad esempio le crociate o la conquista degli spagnoli del centro america, sotto il comando della Chiea Cattolica, e la stessa cosa è accaduta millenni fa quando i primi re di popolazione semita riuscirono ad unificare sotto una unica bandiera, politica e religiosa, le terre del medioriente.
I primi semiti, infatti, dovevano ritrovare la propria identità dopo la distruzione di Gerusalemme e fu proprio durante questo periodo che vennero a conoscenza delle tradizioni babilonesi, che a loro volta avevano ereditato dai Sumeri, ma che loro riportareranno in chiave monoteista.
Questo nuova stirpe che si andava formando era il popolo Ebraico, il quale nella sua fase iniziale (II millennio a.C.) era per lo più una religione enoteista, cioè che aveva una divinità principale (El/Enlil), ma che riconosceva anche le divinità dei paesi in cui si diffondeva, come quella Camita di stampo Enkita (che adoravano Enki, fratello di Enlil), che comprendeva le popolazioni libanesi, egiziane, e dell’Africa centro-orientale, e col passare del tempo, quindi, l’ebraismo ebbe la meglio sulle altre religioni, imponendo il loro “Protettore” Yahwe come unico dio, per finire con la demonizzazione e col bando assoluto degli altri Dei non affini.

L’epilogo, se così si può dire, avvenne dopo l’Esodo, quando gli Israeliti che fuggirono dall’Egitto e quindi dal territorio Enkita, si ritrovarono in Mesopotamia che era territorio Enlilita, ed ecco che, automaticamente in virtù di questo trasferimento, Enki diventò “Saytan”, Satana per la Bibbia, ma che in lingua originale aramaica, significa semplicemente “Avversario”!
Poi successivamente la propaganda Cristiana Cattolica ha fatto tutto il resto.

EVOLUZIONE SATANA 2

Alla luce di tutto questo, possiamo comprendere che “Satana” non è altro che una e più divinità adorate da quei popoli che furono soggiogati dai semiti, i quali gli imposero il loro unico Dio.

E chi erano queste “divinità”??
Ma naturalmente le entità enkite, che vennero organizzate in una struttura gerarchica con a capo Enki/Satana (shaytan) il quale comandava le orde di “demoni”, cioè i suoi figli, più tutte le altre divinità minori loro seguaci, mentre dal punto di vista dell’iconografia questo passaggio viene evidenziato dalla reppresentazione dell’icona identificativa di Satana, il Serpente, che nella cultura mesopotamica rappresentava appunto Enki, divenendo così il simbolo dispregiativo per i nemici politici enkiti.

Nonostante, però, la figura di Satana sia stata identificata con Enki, il personaggio più demonizzato dall’ebraismo fu Marduk il ribelle, figlio di Enki.
Egli, infatti, fu protagonista di molte vicende che riguardano le contese Anunnake, dalla causa della Prima Guerra della Piramide, fino ad arrivare alla distruzione nucleare del Sinai; tutto questo perchè gli fu sempre negato il diritto di successione, e questo risentimento se l’è portato dietro per secoli.
Una vicenda famosa che accomuna Marduk con il Satana della Bibbia è nell’undicesimo capitolo della Genesi che parla della distruzione della Torre di Babele.
Sappiamo che Marduk aveva al suo seguito il popolo egiziano, il quale lo adorava come Ra, e che volle ribellarsi al dominio enlilita conquistando Babilonia, così insieme a suo figlio Nabu, prese la città dove edificò la sua dimora (L’Esagila) e per affermare la sua supremazia fece edificare una torre.
Fu a questo punto che, secondo la Bibbia, Yahwe/Enlil distrusse la torre di Babele e “confuse le lingue degli uomini”.

Tornando all’ebraismo, la sua fase monoteista si affermò anche quando tutti gli attributi e le opere di tutte le divinità precedenti vennero associati alla divinità unica Yahwe, non solo quelle enlilite ma anche quelle enkite. Troviamo quindi da una parte la demonizzazione della fazione enkita e della sua stirpe, e allo stesso tempo la privazione di queste divinità delle loro caratteristiche peculiari e delle loro opere, che vennero così attribuite a Jahwe.

Primo esempio tra tutti riguarda la creazione dell’uomo.
Paradossalmente, secondo gli scritti sumero-accadici fu proprio Enki (Satana), assieme a sua sorellastra Ninmah (La levatrice degli dei sumeri) a creare il primo uomo, e successivamente fu Enlil (Yahwe) a porlo nell’ E.Din/Eden, ed è comico come, nella fase di creazione del monoteismo ebraico, questa azione fu attribuita a Yahwe e immediatamente il creatore dell’uomo Enki fu chiamato “Satana”, cioè avversario di Jahwe.
(e da qui allora mi annovera una riflessione… secondo i racconti sumero-accadici l’uomo è una creazione di Satana?!!)
Sigillo della TentazioneLa storia continua con la vicenda della tentazione; il Serpente/Enki tenta Eva e gli fa mangiare il frutto dell’Albero della Conoscenza, poi Dio/Enlil caccia i due umani per impedirgli di mangiare anche dall’Albero della Vita.
Inutile dire che esiste un cilindro sumero, quello della “sigillo della tentazione”, realizzato molti secoli prima della stesura della Bibbia, che mostra la stessa scena!

Altro esempio eclatante è la storia del diluvio universale, dove Dio decide di sterminare la razza umana peccatrice, ma che subito dopo “cambia idea” e sceglie di salvare Noè con tutta la sua famiglia, poichè egli era “Puro” dinnanzi ai suoi occhi.
sigillo enki-noèQuesto dilemma ci viene spiegato accuratamente andando a leggere il “mito” sumero di Atra Hasis, e riportato in modo chiaro nel “sigillo del diluvio” (qui Enki, come nel sigillo precedente, viene rappresentato metà uomo e metà serpente), dove Ziusudra, la figura corrispondente a Noè, viene avvertito da Enki dell’imminente decisione di Enlil di sterminare l’umanità.
Quindi; Yahwe (Enlil) decide di sterminare l’umanità perchè peccatrice, ma subito dopo “cambia idea” (?) e avverte (Enki) noè.
(!!!)
Questa succinta narrazione ci costringe ad affrontare una nuova verità; fin quando vorremmo considerare i miti come semplici fantasie dei nostri progenitori e non come cronache di fatti realmente accaduti, troppe cose ci resteranno incomprensibili.
Purtroppo “nella storia delle religioni” abbondano le interpretazioni unilaterali e di conseguenza aberranti, mentre invece sembra proprio che tutte le più recenti scoperte dell’uomo non facciano altro che confermare le verità insite nei miti pagani e che in questo caso la religione cattolica collega il Serpente a Lucifero, il quale non fece altro che sciogliere i segreti degli “dei”.
Dopo l’attenta valutazione di tali letture è giocoforza accettare le nuove teorie dell’ultimo mezzo secolo, secondo cui gli antichi dèi non sarebbero altro che essere mortali di civiltà più evolute di noi, che ci hanno creato a loro immagine e somigliana attraverso l’utilizzo del loro e del nostro DNA.
Forse il loro compito è stato di elevare il livello spirituale di altri mondi, o forse il loro intento era semplicemente servirsi di noi per i loro scopi.
Sta di fatto che questo malizioso Serpente, non era nient’altro che un coraggioso e brillante astronauta che dopo averci creato “aprì gli occhi all’automa”, per dare così agli uomini quelle conoscenze che gli altri “dei” volevano serbare esclusivamente per loro, divenendo secoli dopo l’avversario di Dio, e quindi Satana.

FONTI ==> http://ningizhzidda.blogspot.it/2012/10/la-nascita-di-satana.html

            ==> https://it-it.facebook.com/FunpageGagliotta/posts/561474963916282

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GESUITI: LA CREAZIONE DELL’ISLAM

Gesuiti: La creazione dell’Islam

Un cardinale gesuita di nome Agostino Bea ci ha mostrato con quanto accanimento la chiesa cattolica volesse Gerusalemme alla fine del terzo secolo. Per via della sua storia religiosa e della sua collocazione strategica la città santa era considerata un tesoro inestimabile. Bisognava studiare un piano per rendere Gerusalemme una città cattolica romana.

La grande fonte di manodopera non ancora sfruttata, ma che poteva compiere quest’opera, erano i figli di Ismaele. I poveri arabi caddero vittime di uno dei piani più astuti mai realizzati dai poteri delle tenebre! I primi discepoli del Messia diffusero ovunque la buona notizia creando piccole chiese. Ma incontrarono pesanti opposizioni. Sia gli ebrei che il governo romano perseguitarono i credenti nel Messia per fermare la loro diffusione.

Ma gli ebrei si ribellarono a Roma, e nel 70 d.C. l’esercito romano al comando del generale Tito distrusse Gerusalemme e il tempio che era al centro del culto religioso e spirituale ebraico, adempiendo così alla profezia del Messia in Matteo 24:2. In questo luogo sacro dove una volta sorgeva il tempio, oggi sorge la Cupola della Rocca, il secondo luogo sacro dell’Islam.

Grandi cambiamenti erano nell’aria. Corruzione, apatia, avidità, crudeltà, perversione e ribellione stavano corrodendo l’Impero Romano, che era sull’orlo del collasso. La persecuzione contro i discepoli era inutile, perché continuavano a rinunciare alle loro vite per il vangelo del Messia. L’unico modo che satana aveva per fermare questa stoccata, era di creare un duplicato di religione cristiana.

La soluzione era Roma. La loro religione derivava dall’antica Babilonia e aveva solo bisogno di qualche ritocco. Questo non avvenne in un giorno, ma cominciò con gli scritti dei “padri” della chiesa. Fu attraverso i loro scritti che prese forma una “NUOVA RELIGIONE?” La statua di “Giove” a Roma finì per rappresentare “S.Pietro” e la statua di “Venere” fu mutata in quella della “Vergine Maria”.

Il sito scelto come suo centro era su uno dei sette colli, quello detto “Vaticanus”, il luogo del serpente divinatore dove sorgeva il tempio satanico del “dio” Giano. La GRANDE “falsa religione era la chiesa cattolica romana, dal nome misterioso “Babilonia la grande città, madre delle prostituzioni e degli abomini di tutto il mondo” (Apocalisse 17:5). Essa fu creata per fermare la Verità, uccidere i messaggeri di Dio, fondare nuove religioni, creare guerre e ubriacare il mondo con il vino della sua “fornicazione con i poteri”, come vedremo.

Le tre principali religioni hanno una cosa in comune: ciascuna ha un luogo sacro a cui si rivolge.

La chiesa cattolica romana ha come città sacra il Vaticano,
gli ebrei il muro del pianto a Gerusalemme
e i mussulmani hanno come città sacra la Mecca.

Ciascun gruppo crede di ricevere particolari benedizioni per il resto della vita quando si reca in visita al proprio luogo sacro. In principio, i visitatori arabi portavano doni alla casa di Dio, e i custodi della Qaaba erano concilianti con tutti.

Alcuni portavano i loro idoli, e per non offenderli i custodi li collocavano nel santuario (Si dice ..) che gli ebrei guardassero alla Qaaba con venerazione, come ad un tabernacolo periferico del Signore, finché non venne contaminato dagli idoli. Durante una contesa tribale riguardo a un pozzo (zam zam), il tesoro della Qaaba e le offerte dei pellegrini furono gettate nel pozzo, che fu poi interrato e scomparve. 

Molti anni dopo, Abd Al-Mattalib ricevette visioni sul sito del pozzo e del suo tesoro. Egli divenne l’eroe della Mecca, colui che sarebbe diventato il “nonno” di Maometto. Prima di questi fatti, S. Agostino divenne vescovo del Nord Africa e riuscì a convertire gli Arabi al cattolicesimo. 

Fu tra questi convertiti arabi che venne fatta “sviluppare” l’idea di cercare un profeta arabo. Il padre di Maometto morì di malattia, e a quel tempo i figli delle famiglie arabe facoltose venivano mandati nel deserto per essere allattati, svezzati e per trascorrere parte della loro infanzia con le tribù beduine per essere addestrati, e ad evitare le malattie nelle città.

Dopo che furono morti anche sua madre e il nonno, Maometto era con suo zio quando un “monaco cattolico”..(?) profetizzò la sua identità e disse: “riporta il figlio di tuo fratello nel suo paese e preservalo dagli ebrei, perché se lo scoprono e sanno di lui quel che so io, gli faranno del male”. Perché: “grandi cose sono in serbo per questo tuo nipote” (detto da un monaco cattolico).

Questo “monaco cattolico” aveva creato la futura persecuzione degli ebrei per mano dei seguaci di Maometto. Il Vaticano voleva disperatamente Gerusalemme per il suo significato religioso, ma era ostacolato dagli ebrei. Un ulteriore problema erano i veri discepoli (Natsarym) che predicavano il vangelo in Nord Africa. Il cattolicesimo aveva un potere sempre maggiore e non tollerava opposizioni. In qualche modo doveva trovare il sistema per “ELIMINARE gli ebrei, e i veri discepoli” del Messia Yahushua che rifiutavano il cattolicesimo.

Guardando al Nord Africa, la chiesa cattolica identificò nelle masse di arabi la forza lavoro utile a fare il loro lavoro sporco. Alcuni Arabi erano “diventati cattolici” e potevano essere usati per riportare informazioni ai  Capi di Roma. Altri furono usati in una rete occulta di spionaggio per realizzare il piano generale di Roma, atto a “controllare” le grandi moltitudine di Arabi che avevano rifiutato il cattolicesimo. 

Quando S. Agostino apparve sulla scena religiosa, SAPEVA di questo “diabolico progetto segreto”. I suoi monasteri furono utilizzati come basi operative per cercare e distruggere i manoscritti della Bibbia “usati dai veri discepoli”. Il Vaticano voleva “creare un Messia per gli arabi”, qualcuno da poter allevare come un grande leader del mondo arabo, un uomo con grande carisma, da “addestrare” per poi unire tutti gli arabi non cattolici dietro di lui, creando una potente armata che avrebbe infine conquistato Gerusalemme per il Papa.

Il Cardinale Bea ci ha raccontato questa storia durante gli incontri in Vaticano. Una ricca “vedova araba”, (fedele seguace del Papa) giocò un RUOLO CHIAVE in questo piano diabolico, una vedova di nome Khadijah. Essa lasciò il suo patrimonio alla chiesa e si chiuse in un convento, ma ricevette un incarico. Doveva trovare un brillante giovane arabo, che potesse essere usato dal Vaticano, per creare una nuova religione e divenire il condottiero (Messianico) per i figli di Ismaele.

Khadaijah aveva un cugino di nome Waraquah, “anche lui fedele cristiano cattolico” che il Vaticano pose in un ruolo fondamentale “come consigliere di Maometto”. E questo ebbe una ENORME INFLUENZA su di lui. Al giovane Maometto furono inviati maestri, e ricevette un intenso addestramento. Maometto studiò le opere di S.Agostino, che lo prepararono alla GRANDE CHIAMATA. Il Vaticano fece diffondere dagli arabi la notizia del prossimo avvento di un profeta prescelto tra il popolo; da Allah.

Mentre Maometto veniva preparato, gli fu detto che i suoi nemici erano gli ebrei, e che “gli unici veri adoratori erano i cattolici” .. (???) gli insegnarono che tutti gli altri che si chiamavano “credenti” erano in realtà dei malvagi impostori da distruggere. Molti mussulmani credono tutt’oggi questo. Maometto iniziò a ricevere “rivelazioni divine” e Waraquah, il cugino cattolico di sua moglie, lo aiutò a interpretarle.

Così nacque il Corano. Nel quinto anno della missione di Maometto e i suoi seguaci erano perseguitati perché si rifiutavano di adorare gli idoli alla Qaaba. Maometto istruì alcuni di loro a fuggire in Abissinia, dove li accolse il re cristiano cattolico Negus, perché le vedute di Maometto sulla Vergine Maria erano molto vicine a quelle della chiesa di Roma. Questi mussulmani ricevettero protezione dai re cattolici grazie alle rivelazioni di Maometto.

Più tardi Maometto conquistò la Mecca e la Qaaba fu “epurata” dagli idoli. La storia dimostra che prima dell’avvento dell’Islam, i Sabei di Arabia adoravano la dea luna che era sposata con il dio sole. Essi avevano tre figlie che erano adorate in tutto il mondo arabo come “figlie di Allah”. Un idolo scoperto ad Hazor in Palestina nel 1950 mostra Allah seduto su un trono con mezzaluna sul petto.

Maometto sosteneva di aver avuto una visione da Allah, che gli diceva: “Tu sei il messaggero di Allah”. Così iniziò la sua carriera di profeta, e ricevette molti messaggi. Quando Maometto morì, la religione dell’Islam era in grande espansione. Le tribù nomadi arabe si stavano unendo nel nome di Allah e del suo profeta Maometto. Alcuni degli scritti di Maometto furono inseriti nel Corano, altri non furono mai pubblicati. Ora sono nelle mani di uomini “santi” che occupano alte posizioni nella fede islamica, gli Ayatollah.

Quando il Cardinale Bea si è confidato con noi in Vaticano, ci ha detto che questi “scritti sono tenuti segreti” perché contengono informazioni che legano il Vaticano alla CREAZIONE DELLA RELIGIONE ISLAMICA. Entrambe hanno così tante informazioni l’uno sull’altro che se divulgate, potrebbero creare un tale scandalo che sarebbe un’apocalisse per entrambe le religioni.

Nel loro libro “sacro”, il Corano, Cristo è considerato un semplice profeta. Se il Papa fosse il suo rappresentante, allora anche lui deve essere un profeta di Dio. Questo ha indotto i mussulmani a temere e rispettare il Papa come un altro “uomo santo”. Il Papa agì in fretta e pubblicò delle bolle papali che garantivano ai generali il permesso di invadere e conquistare le nazioni del Nord Africa. Il Vaticano contribuì a finanziare la formazione di questi grandi eserciti islamici in cambio di tre favori: 1) Eliminare gli Ebrei ed i veri discepoli del Messia Yahushua, che essi chiamarono “INFEDELI”; 2) proteggere i monaci agostiniani e cattolici romani; 3) Conquistare Gerusalemme per “Sua Santità” al Vaticano.

Con il passare del tempo il potere dell’Islam divenne enorme – gli Ebrei e i veri discepoli furono uccisi, e Gerusalemme cadde nelle mani degli arabi. Né i cattolici né i loro luoghi di culto furono attaccati, in quel periodo. Ma quando il Papa pretese Gerusalemme fu stupito dal loro rifiuto! I generali arabi avevano un tale successo che il Papa non poteva intimidirli. Niente poteva mettersi tra loro e il loro obiettivo. Sotto la direzione di Waraquah, Maometto scrisse che Abramo offrì Ismaele come sacrificio. La Bibbia dice che il sacrificio fu Isacco, ma Maometto fece cancellare il nome di Isacco e lo sostituì con quello di Ismaele.

A seguito di questa visione di Maometto, i mussulmani fedeli costruirono una moschea, la Cupola della Roccia, in onore di Ismaele, nel luogo dove sorgeva il Tempio ebraico distrutto nel 70 d.C. Questo fece di Gerusalemme il secondo luogo sacro per la fede islamica. Ma come potevano cedere al Papa un simile tempio sacro senza provocare una rivolta? Il Papa si rese conto di aver perso il controllo della sua creatura, quando seppe che gli arabi chiamavano “Santità” un infedele.  

I generali mussulmani erano determinati a conquistare il mondo ad Allah, ed ora si rivolgevano verso l’Europa. Alcuni ambasciatori islamici andarono dal Papa, e chiesero delle bolle papali con il permesso di invadere i paesi europei. Il Vaticano era scandalizzato, e la guerra inevitabile. Il potere temporale ed il controllo del mondo erano considerati diritti fondamentali del Papa. E non aveva intenzione di condividerle con coloro che considerava dei pagani.

Il Papa mise in campo i suoi eserciti, i “crociati”, per impedire ai figli di Ismaele di impadronirsi dell’Europa cattolica. Le crociate durarono secoli, e Gerusalemme sfuggì alle mani del Papa. La Turchia cadde insieme a Spagna e Portogallo, che furono così invase dalle forze islamiche. In Portogallo essi chiamarono “Fatima” un villaggio di montagna in onore della figlia di Maometto senza immaginare che sarebbe diventato famoso in tutto il mondo.

Anni dopo, con le truppe islamiche pronte ad invadere l’Italia attraverso la Sardegna e Corsica, si pose un problema serio. I generali Islamici si accorsero di essersi spinti troppo oltre. Era il tempo di trattare la pace. E uno dei negoziatori fu, Francesco d’Assisi. Quindi, ai mussulmani fu consentito di occupare la Turchia all’interno del mondo cristiano. Mentre ai cattolici fu concesso di occupare il Libano nel mondo arabo. Fu anche concesso agli arabi di costruire moschee nei paesi cattolici senza intromissioni, purché la chiesa cattolica potesse espandersi nei paesi arabi.

Il Cardinale Bea ci ha raccontato durante gli incontri segreti in Vaticano, che mussulmani e chiesa cattolica si accordarono per bloccare e distruggere l’opera del loro comune nemico I VERI DISCEPOLI del Vangelo, fedeli alla Bibbia. Attraverso questi concordati, Satana ha impedito ai figli di Ismaele di pervenire alla conoscenza delle Scritture e della Verità. Fu mantenuto un controllo “morbido” sui mussulmani, dagli Ayatollah, sacerdoti, monache e monaci islamici.

Il Vaticano dirige anche una campagna d’odio tra gli arabi mussulmani e gli ebrei. Ove in precedenza, essi avevano sempre convissuto in pace. La comunità islamica considera i missionari fedeli alla Bibbia come “demoni” che portano veleno ai figli di Allah. Questo spiega perché l’opera di anni di predicazioni in quei paesi ha avuto scarso successo. Il passo successivo era di controllare lo stesso Islam. Nel 1910, il Portogallo stava diventando socialista. Mentre apparivano le bandiere rosse, la chiesa cattolica stava affrontando gravi problemi. E un numero crescente si opponeva alla chiesa.

I Gesuiti volevano coinvolgere la Russia, e la collocazione della visione a Fatima poteva giocare un ruolo chiave nel trascinare l’Islam all’interno della Madre Chiesa. Nel 1917, la Vergine apparse proprio a Fatima, La “madre di Dio” ebbe un successo clamoroso, e attrasse folle oceaniche. Di conseguenza, i socialisti del Portogallo furono sconfitti. I cattolici di tutto il mondo cominciarono a pregare per la conversione della Russia, i Gesuiti inventarono le Novene di Fatima che potevano celebrare anche in Nord Africa, migliorando le relazioni col mondo islamico.

Nel “culto di Fatima” gli arabi credevano di rendere onore alla figlia di Maometto, e questo era proprio ciò che i Gesuiti volevano. Come risultato dell’apparizione di Fatima, Papa Pio XII ordinò al suo esercito nazista di schiacciare la Russia, la religione ortodossa e rendere la Russia cattolica romana. Alcuni anni dopo avewr perso la II guerra mondiale, Pio XII sorprese il mondo con la sua falsa visione del “sole danzante” per mantenere alla ribalta Fatima. Fu un grande show religioso e tutto il mondo ci cascò.   

Incredibilmente, Papa Pio XII fu l’unico a vedere quel miracolo. Con la conseguenza che un gruppo di seguaci divenne un Esercito Blu mondiale, con milioni di fedeli cattolici pronti a morire per la fede nella vergine santissima. Ma questo non è niente, i Gesuiti hanno programmato 4 o 5 apparizioni della Vergine Maria da tenersi in Cina e Russia, e un’importante apparizione negli Stati Uniti. 

Cosa c’entra tutto questo con l’Islam? Ascoltiamo le dichiarazioni del vescovo Sheen: “Le apparizioni di nostra signora a Fatima hanno segnato un punto di svolta nella storia dei centinaia di milioni di mussulmani nel mondo”. Perché dopo la morte di sua figlia, Maometto scrisse che lei era “la più santa tra le donne in Paradiso accanto alla Vergine Maria”. Egli (Maometto) credeva che la vergine Maria avesse scelto di farsi conoscere come nostra “Signora di Fatima”, come segno e testimonianza per i mussulmani che avessero creduto alla nascita del Messia da una Vergine, così avrebbero creduto anche alla sua “Divinità” (?!)

Il vescovo Sheen ha rimarcato che le statue di nostra “Signora di Fatima” donate ai pellegrini sono state ricevute con entusiasmo dai mussulmani in Africa, India e altrove e anche molti mussulmani stanno ora convertendosi alla chiesa cattolica romana!

Intanto nel mondo sta tornando lo spettro di una Jahad mondiale (guerra santa) combattuta in nome di Allah! Questa inizia proprio con Babilonia (Iraq) la sede secolare di una moltitudine di religioni pagane! Così il “segno” della profezia indica che la FINE della prostituta religiosa, collusa con i poteri forti internazionali sta per avvenire e con essa verrà vendicato il sangue dei Giusti, dei Santi e di TUTTI QUELLI CHE SONO STATI UCCISI SULLA TERRA. Rivelazione capitolo 18 

FONTE ==> http://ningishzidda.altervista.org/isacco-ismaele/

 

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