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TERZA TAVOLETTA ENUMA ELISH

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TERZA TAVOLETTA

ENUMA ELISH

TERZA TAVOLETTA ENUMA ELISH

[v.1-138] Gli dèi decidono di affidare il destino di gloria a Marduk.

1. Anshar allora aprì la bocca
2. e rivolse queste parole a Kaka (Gaga), suo paggio:
3. “Kaka, paggio mio, che mi rallegri l’anima,
4. dopo i Lahmu e Lahamu io ti delego,
5. tu, che sai ben giudicare e che puoi discorrere!
6. Fà venire davanti a me gli dèi miei padri:
7. che mi si porti anche gli dèi al gran completo,
8. tengano consiglio, prendano parte al banchetto,
9. mangino il loro pane, bevano la loro birra,
10. stabiliscano il destino di Marduk, loro vendicatore!
11. Và, parti, Kaka e davanti ad essi, in piedi,
12. ripeti loro tutto quello che ti ho detto qui:
13. “Vostro figlio Anshar mi ha incaricato
14. di esporvi nei particolari ciò che gli detta il suo cuore:
15. Tiamat, nostra progenitrice, ci ha presi in odio,
16. avendo tenuto consiglio freme, con furia,
17. e i suoi dèi, al completo, la circondano:
18. anche alcuni tra quelli che voi avete creato hanno scelto di stare dalla sua parte!
19. In piedi, in cerchio intorno a Tiamat,
20. furibondi, complottano senza tregua [1], notte e giorno,
21. incitandosi al combattimento, battendo i piedi, infuriati,
22. hanno tenuto un consiglio per programmare la guerra.
23. La Madre-Abisso, che tutto ha formato [2],
24. ha preparato armi irresistibili: ha messo al mondo dragoni giganti
25. dai denti aguzzi, dalle zanne spietate,
26. a cui ha riempito il corpo di veleno al posto del sangue;
27. e leviatani feroci, a cui ha dato aspetto spaventoso
28. e circonfusi di splendore soprannaturale, equiparandoli così agli dèi;
29. Chi li vede (ha detto Tiamat) perda i sensi!
30. E che una volta lanciati, non indietreggino mai!
31. Ha creato ancora Idre, dragoni formidabili, mostri marini,
32. leoni colossali, molossi rabbiosi, uomini scorpioni,
33. mostri aggressivi, uomini-pesci, bisonti giganteschi:
34. tutti brandenti armi spietate e senza tema di combattimento.
35. Dai poteri delegati smisurati ed essi irresistibili!
36. In verità, quegli undici [3], erano proprio tali quali li aveva creati!
37. Dopo di che, tra gli dèi suoi rampolli che avevano tenuto consiglio con lei,
38. ha esaltato Quingu, conferendogli tra loro il rango più elevato:
39. il comando dell’armata, la direzione del consiglio di guerra,
40. il compito dell’arruolamento, la condotta in battaglia,
41. l’autorità sui combattenti.
42. Ha affidato tutto ciò nelle sue mani e l’ha insediato sul trono d’onore
43. (dicendo): “Ho proferito per te la formula e ti ho reso superiore all’assemblea degli dèi!
44. Ti ho offerto il principato su tutti loro!
45. Sii il più grande! Sii il mio unico sposo [4]!
46. Che si esalti il tuo nome su tutti gli Anunnaki!”
47. Egli ha rimesso la Tavoletta dei destini, che ha fissato sul suo petto (ha detto):
48. “Che irrevocabile sia il tuo ordine! (ha detto) Che la tua parola si realizzi!”
49. Quingu così esaltato e posto in possesso della supremazia,
50. per gli dèi suoi figli ella ha stabilito questo destino:
51. “Aprendo soltanto la bocca, spegnete il fuoco!
52. Che il vostro veleno concentrato faccia cadere la tirannia!”
53. Ho inviato Anu, ma non ha potuto tenerle testa;
54. Nudimmud, spaventato, è tornato indietro!
55. Allora, Marduk si è offerto, il saggio fra gli dèi, vostro figlio:
56. il suo coraggio lo spinge ad andare ad affrontare Tiamat.
57. Ma proprio a me ha espressamente dichiarato:
58. “Se io vi devo vendicare,
59. sbaragliare Tiamat per salvarvi
60. tenete consiglio, proclamate per me un destino trascendente!
61. Nella sala delle deliberazioni, sedete allegramente insieme
62. e fatesì che, con una parola, in vostra vece, io fissi i destini,
63. che nulla si muti di ciò che io disporrò
64. e che ogni ordine proferito dalle mie labbra resti irreversibile, irrevocabile!”
65. Affrettatevi dunque a venire, per stabilire senza indugio il vostro destino,
66. Perchè vada ad affrontare la vostra potente nemica!”
67. Kaka partì e diresse i suoi passi
68. verso i Lahmu e Lahamu, gli dèi suoi padri,
69. davanti a loro si inchinò e baciò la terra;
70. poi si alzò e, in piedi, si rivolse loro:
71. “Vostro figlio Anshar mi ha incaricato
72. di esporvi nei particolari ciò che vi invia il suo cuore:
73. “Tiamat, nostra genitrice, ci ha preso in odio.
74. Avendo tenuto consiglio, freme con furia
75. e i suoi dèi, al completo, la circondano;
76. anche alcuni che voi avete creato sono passati dalla sua parte!
77. In piedi, in cerchio intorno a Tiamat,
78. furibondi, complottano senza tregua, notte e giorno,
79. incitandosi al combattimento, battendo i piedi, infuriati,
80. hanno tenuto un consiglio per decidere la guerra;
81. la madre-abisso, che tutto aveva formato,
82. ha preparato armi irresistibili: ha messo al mondo dragoni giganti
83. dai denti aguzzi, dalle zanne spietate,
84. a cui ha riempito il corpo di veleno al posto del sangue,
85. leviatani feroci a cui ha dato un aspetto spaventoso
86. e circonfusi di splendore soprannaturale, equiparandoli così agli dèi:
87. Chi li vede (ha detto) perda i sensi!
88. E che una volta lanciati non indietreggino (mai)!
89. Ha creato ancora Idre, Dragoni formidabili, Mostri marini,
90. Leoni colossali, Molossi rabbiosi, Uomini-scorpione,
91. Mostri aggressivi, Uomini-pesce, Bisonti giganteschi,
92. tutti brandenti armi spietate e semza tema del combattimento,
93. dai poteri delegati smisurati ed essi irresistibili!
94. In verità, quegli undici erano proprio tali quali li aveva creati!
95. Dopo di che, tra gli dèi suoi rampolli, che avevano tenuto consiglio con lei,
96. ha esaltato Quingu, conferendogli tra loro il rango più elevato:
97. il comando dell’armata, la direzione del consiglio di guerra,
98. il compito dell’arruolamento, la condotta della battaglia,
99. l’autorità sui combattenti.
100. Ha affidato tutto ciò nelle sue mani e l’ha insediato sul trono d’onore
101. dicendo: “Ho proferito per te la formula e ti ho reso superiore all’assemblea degli dèi!
102. Ti ho offerto il principato su tutti loro!
103. Sii il più grande! Sii il mio unico sposo!
104. Che si esalti il tuo nome su tutti gli Anunnaki!”
105. Egli ha rimesso la tavoletta dei destini che ha fissato sul suo petto;
106. ha detto: “Che irrevocabile sia il tuo ordine! Che la tua parola si realizzi!”
107. Quingu così esaltato e posto in possesso della supremazia,
108. per gli dèi suoi figli, ella ha stabilito questo destino:
109. “Aprendo soltanto la bocca spegnete il fuoco!
110. Che il vostro veleno concentrato faccia cadere la tirannia!
111. Ho inviato Anu, ma non ha potuto tenerle testa;
112. Nuddimmud è tornato indietro spaventato!
113. Allora si è offerto Marduk, il saggio fra gli dèi, vostro figlio.
114. Il suo coraggio lo spinge ad andare ad affrontare Tiamat.
115. Ma proprio a me ha espressamente dichiarato:
116. “Se io devo vendicarvi,
117. sbaragliare Tiamat per salvarvi,
118. tenete consiglio e proclamate per me un destino trascendente!
119. Nella sala delle deliberazioni sedete lietamente insieme
120. e fate si che, con una parola, in vostra vece, io fissi i destini.
121. Che nulla sia cambiato di ciò che io disporrò
122. e che ogni ordine proferito dalle mie labbra resti irreversibile, irrevocabile!”
123. Affrettatevi dunque a venire per stabilire senza indugio il vostro destino,
124. perchè vada ad affrontare la vostra potente nemica!”
125. Quando Lahmu e Lahamu ebbero udito ciò lanciarono alte grida
126. e tutti gli Igigi esclamarono con asprezza:
127. “Che cosa abbiamo fatto di ostile perchè abbia preso con noi tale decisione?
128. Non conosciamo, noi altri, gli intrighi di Tiamat!”
129. E corsero a frotte per andar vicino ad Anshar.
130. Tutti i grandi dèi che fissano i destini.
131. Giunti in presenza di Anshar, si riempirono di gioia
132. e si abbracciarono l’un l’altro. Nella loro assemblea plenaria
133. tennero consiglio e presero parte al banchetto;
134. mangiarono il loro pane e bevvero la loro birra;
135. di dolce bevanda inebriante riempirono le loro cannucce per bere,
136. sorbendo così la bevanda inebriante, si sentirono il corpo rilassato.
137. Senza la minima preoccupazione la loro anima era in allegria.
138. Così stabilirono il destino per Marduk, loro vendicatore.

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NOTE
[1] Probabilmente i mostri intorno a Tiamat indicavano una fascia asteroidale che gli gravitava attorno e che risultava pericolosa per tutti i pianeti vicini.
[2] Tiamat, essendo il pianeta progenitore della Terra, prima della grande collisione, era considerata dagli uomini colei che aveva creato tutto (il nostro mondo).
[3] Probabilmente la fascia di asteroidi-lune attorno a Tiamat era formata da undici corpi separati.
[4] Probabilmente la più grande delle lune di Tiamat era Quingu (Kingu).

SECONDA TAVOLETTA ENUMA ELISH

SECONDA TAVOLETTA ENUMA ELISH

SECONDA TAVOLETTA

ENUMA ELISH

SECONDA TAVOLETTA ENUMA ELISH[v. 1-90] Ea informato dei preparativi di Tiāmat, conferisce con il padre Anšar che lo invita a incontrare Tiāmat, ma Ea si ritira.

1. Tiamat, avendo dunque aizzato la sua progenie,
2. riunì le truppe per la battaglia contro gli dèi, sua discendenza!
3. Ormai più di Apzu, Tiamat si mostrò malvagia!
4. Fu spiegato ad Ea che ella bardava le sue milizie.
5. Quando dunque Ea apprese questo fatto,
6. inizialmente senza muoversi, attonito, rimase sbalordito.
7. Ma, dopo aver riflettuto e calmata le sua rabbia,
8. andò di persona davanti a suo nonno, Anshar.
9. Giunto in presenza di Anshar, padre del suo progenitore,
10. ripetè, anche lui, tutto ciò che Tiamat aveva ordito:
11. “Padre mio, Tiamat, nostra genitrice, ci ha preso in odio.
12. Avendo tenuto consiglio, freme con furia
13. e i suoi dèi, al completo, la circondano:
14. anche tra quelli che voi avete creato, alcuni sono passati dalla sua parte!
15. In piedi in cerchio intorno a Tiamat,
16. furibondi, complottano senza sosta, notte e giorno,
17. aizzandosi al combattimento. Battendo i piedi, arrabbiati,
18. hanno tenuto un consiglio per programmare la guerra.
19. La Madre-abisso, che tutto ha formato,
20. ha preparato armi irresistibili: ha messo al mondo dragoni giganti
21. dai denti aguzzi, dalle fauci spietate,
22. a cui a riempito il corpo di veleno al posto del sangue;
23. e ha messo al mondo leviatani feroci, a cui ha dato aspetto spaventoso
24. e li ha circonfusi di uno splendore soprannaturale, equiparandoli così agli dèi:
25. “Chi li veda (ha detto) perda i sensi!
26. E che una volta lanciati non indietreggino mai!”
27. Ha creato ancora Idre, Dragoni formidabili, Mostri marini,
28. Leoni colossali, Molossi rabbiosi, Uomini-scorpioni,
29. Mostri aggressivi, Uomini-pesci, Bisonti giganteschi:
30. brandenti tutti armi spietate e senza tema del combattimento;
31. i loro poteri delegati, smisurati, ed essi, irresistibili!
32. In verità, quegli undici erano proprio tali gli ha fatti!
33. Dopo di che, tra gli dèi suoi rampolli, che avevano tenuto consiglio con lei,
34. ha esaltato Quingu, conferendogli il rango più alto tra loro:
35. il comando dell’armata, la direzione del consiglio di guerra,
36. il compito dell’arruolamento, la condotta in battaglia,
37. l’autorità sui combattenti.
38. Ha affidato tutto ciò nelle sue mani e l’ha insediato sul trono d’onore,
39. dicendo: “Ho proferito per te la formula e ti ho reso superiore nell’Assemblea degli dèi;
40. ti ho offerto il principato su tutti loro!
41. Sii il più grande! Sii il mio unico sposo!
42. Che si esalti il tuo nome su tutti gli Anunnaki!”
43. E gli ha rimesso la Tavoletta dei destini, che ha fissato sul suo petto:
44. “Che il tuo ordine sia irrevocabile! Che la tua parola si realizzi!”
45. Quingu così esaltato e posto in possesso della supremazia,
46. per gli dèi suoi figli, ella ha stabilito questo destino:
47. “Aprendo soltanto la bocca, spegnete il fuoco!
48. Che il vostro veleno concentrato faccia cadere la tirannide!”
49. Quando Anshar ebbe appreso questo fatto molto inquietante,
50. si battè la coscia e si morse le labbra:
51. la sua anima era a disagio e lo spirito inquieto.
52. Ma alla vista di Ea, suo rampollo, le sue recriminazioni scomparvero:
53. “Tu stesso (gli disse) sii l’avversario nel combattimento:
54. sostieni l’urto dell’azione che condurà contro di te.
55. Tu hai incatenato Mummu, tu hai messo Apsu a morte:
56. di Tiamat arrabbiata, dove trovare migliore antagonista?
57. Non sei tu l’oracolo della saggezza,
58. il consigliere degli dèi, Nudimmud?
59. …
60. Allora Ea aprì la bocca:
61. “Oh spirito profondo, che arresti il destino,
62. che solo hai il potere di creare e di annientare!
63. Anshar, spirito profondo, che arresti il destino,
64. che solo hai il potere di creare e di annientare,
65. l’ordine che mi hai dato, noi lo eseguiremo sul campo.
66. non appena (?) ho (? fatto ……
67. Io stessoioApsù per/in
68. Ora ….
69. …. ho soppresso (?) il Ribelle, sterminato ….
70. Annientato ….
71. Quando Anshar ebbe udito questo discorso, gli piacque.
72. D’accordo con lui disse Ea:
73. “La tua animain festa.
74. Il comportamento sconveniente di Tiamat deve essere castigato.
75. Ingaggia dunque il combattimento contro Tiamat
76. …
77. Ea se ne andò dunque cercando di scoprire i piani di Tiamat.
78. Ma … tornò indietro.
79. E non ha così potuto essere il vendicatore degli dèì.
80. Essendo andato a trovare Anshar, si rivolse a lui:
81. … …. Il suo/sua …….. l’ha portato
82. (?) su di me ….. ……
83. … Di Qingu (?) … , suo sposo …..
84. Temere (?) il combattimento ….. Chi dunque avanzerà contro di lei
85. e ridurrà al silenzio ….
86. Ecco perchè (?) sono tornato indietro!
87. Resta tuttavia Anu (?): Invialo al mio posto (?)
88. ….
89. ….
90. ….

[v. 91-115] Dopo Ea, Anu tenta di sconfiggere Tiāmat.

91. ….
92. ….
93. ….
94. Anshar rivolse dunque queste parole ad Anu, suo figlio:
95. “Anu, ecco l’arma soprannaturale dei campioni:
96. il suo potere è prodigioso, irresistibile è il suo attacco!
97. Và dunque, tu stesso, a pararti davanti a Tiamat
98. affinchè la sua anima sia placata e il suo cuore allargato,
99. ma se lei non vuole ascoltare le tue parole,
100. scongiurala con un sortilegio, si placherà!”
101. Dopo che ebbe udito l’invito di suo padre Anshar,
102. Anu prese la strada verso lei, verso di lei diresse i suoi passi.
103. Anu se ne andò: ma quando ebbe compreso il piano di Tiamat,
104. gli venne paura e tornò indietro.
105. Essendo allora andato a trovare Anshar, suo padre e procreatore,
106. egli ….. si rivolse a lui:
107. … “L’ha portato (?) su di me!” (Possibile lacuna di circa una dozzina di linee. La numerazione che segue è puramente convenzionale: è comunque possibile che, quando il testo riprende, non vi siano affatto interruzioni e che la linea rappresenti, in modo più completo, il precedente verso 106)
       “Ella ha posato la sua mano su di me!”
108. Anshar, colpito, guardava verso terra.
109. Scuotendo la testa, rivolgeva cenni ad Ea.
110. Ora, gli Igigi si trovavano radunati, con gli Anunnaki al completo;
111. le loro labbra erano chiuse, rimanevano muti.
112. Non un dio voleva offrirsi …
113. nè uscire … ad affrontare Tiamat.
114. Il padre dei grandi dèi, Anshar, era … .

[v. 137-151] Marduk, su consiglio del padre si reca al cospetto di Anshar.

115. Allora il benevolente, il protettore universale,
116. il delfino potente, il vendicatore dei suoi padri,
117. Marduk, il campione, impaziente di combattere,
118. Ea, avendolo chiamato nel suo ritiro,
119. gli spiegò il piano elaborato dal suo cuore:
120. “Marduk, ascolta il consiglio di tuo padre,
121. tu, figlio mio, che gli diletti l’anima!
122. Incontro ad Anshar avvicinati, ben vicino;
123. annunciati, resta in piedi: al vederti sarà rilassato!”
124. Il signore (Marduk) si rallegrò alle parole di suo padre.
125. E, avvicinatosi, si portò di fronte ad Anshar.
126. Anshar lo vide e se ne rallegrò.
127. Marduk baciò le sue labbra e allontanò la sua ansietà:
128. “Padre, non chiudere, ma apri le tue labbra:
129. io parto per realizzare quello che tu vuoi!
130. Anshar, non chiudere, ma apri le tue labbra:
131. io parto per realizzare quello che tu vuoi!
132. Quale maschio, fin qui, ha intrapreso la lotta contro di te?”
133. (Anshar:) “Mia figlia, Tiamat, donna, avanzerà contro di me armata!”
134. (Marduk:) “Padre mio e progenitore, rallegrati e sii felice:
135. vai subito a calpestare di persona la nuca di Tiamat!
136. Anshar, padre mio e progenitore, rallegrati e sii felice:
137. vai subito a calpestare di persona la nuca di Tiamat!”
138. (Anshar:) “Parti dunque, figlio mio, esperto in tanta saggezza!
139. Placa Tiamat con il tuo sortilegio augusto!
140. Fà avanzare in fretta il carro da guerra delle tempeste!
141. Ma se non cede all’attacco, torna indietro!”
142. Il signore (Marduk) si rallegrò del discorso di suo padre
143. e, con il cuore in festa, dichiarò a quest’ultimo:
144. “Signore degli dèi, che fissi il destino dei grandi dèi,
145. se io vi devo vendicare,
146. sbaragliare Tiamat, per salvarvi,
147. tenete consiglio e proclamate per me un destino trascendente!
148. Nella sala delle deliberazioni, sedete lietamente insieme
149. e fate sì che, con una parola, in vorsta vece, io fissi i destini:
150. che nulla sia mutato di ciò che io disporrò.
151. E che ogni ordine proferito dalle mie labbra rimanga irreversibile e irrevocabile!”.


FONTE ==>> http://enki-anunnaki.blogspot.it/p/enuma-elish.html

QUARTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

QUARTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

QUARTA TAVOLETTA

ENUMA ELISH

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[v. 1-34] L’assemblea degli dèi e le prove del dio Marduk.

1. Gli costruirono il podio regale
2. sul quale, davanti ai suoi padri, si installò come monarca.
3. Gli dissero: “Tu solo emergi tra i grandi dèi!
4. Il tuo destino è inegualiato, il tuo comando sovrano!
5. Oh Marduk, tu solo emergi tra i grandi dèi!
6. Il tuo destino è ineguagliato, il tuo comando sovrano!
7. D’ora innanzi, irrevocabili saranno i tuoi ordini!
8. Elevare o abbattere sarà in tuo potere!
9. C che esce dalla tua bocca si realizzerà, il tuo comando non sarà mai ingannevole!
10. Nessuno, tra gli dèi, oltrepasserà i limiti da te fissati!
11. E come i nostri luoghi di culto hanno bisogno di un curatore,
12. tu avrai il tuo posto assegnato in tutti i nostri santuari!
13. Oh Marduk, a te solo, nostro vendicatore,
14. abbiamo conferito la regalità sulla totalità dell’Universo intero!
15. La tua parola prevarrà quando siederai nell’Assemblea
16. e le tue armi, infallibilmente, faranno a pezzi i tuoi nemici!
17. Oh Signore, salva la vita di coloro che confidano in te!
18. Ma di chiunque abbia concepito il male, versa il sangue!”
19. Avendo allora suscitato in mezzo ad essi una costellazione unica,
20. rivolsero queste parole a Marduk, loro rampollo:
21. “Se il tuo destino, Signore, vale effettivamente quello degli altri dèi,
22. ordina che avvengano sparizione e poi riapparizione!
23. Una parola della tua bocca e che questa costellazione sparisca;
24. e di nuovo, un ordine e che riappaia intatta!”
25. Con una parola ordinò e la costellazione sparì;
26. poi diede un’altro ordine e la costellazione si riformò!
27. Quando gli dèi suoi padri ebbero constatato l’effetto di ciò che usciva dalla sua bocca,
28. lo salutarono con entusiasmo: “Marduk solo è re!”
29. E gli diedero, di seguito, scettro, trono e bastone reale.
30. Poi gli conferirono l’Arma senza pari che getta a terra i nemici:
31. “Parti dunque per tagliare la gola a Tiamat
32. e che in venti portino il suo sangue in Segreta!”
33. Avendo così stabilito per il Signore il suo destino, gli dèì suoi padri
34. lo misero sulla strada del successo e della riuscita.

[v. 35-64] Marduk si arma.

35. Si preparò un’arco, che designò come sua arma;
36. vi sistemò una freccia e ne tese la corda.
37. Per brandire la sua Mazza d’armi, l’impugnò nella sua destra.
38. Sospese sul suo fianco Arco e Faretra.
39. Dispose fulmini sul suo viso
40. e si adornò il corpo di ardenti fiamme.
41. Confezionando una rete, al fine di avvolgervi Tiamat,
42. radunò i Quattro venti, affinchè nulla di lei ne sfuggisse:
43. Vento del Sud, Vento del Nord, Vento dell’Est, Vento dell’Ovest;
44. e questa rete se la appese al fianco; il dono di suo nonno Anu!
45. Produsse ancora Venti malvagi, Tempesta, Turbine,
46. Vento quadruplo, Vento settuplo, Vento devastatore, Vento irresistibile
47. e, avendo dato libero sfogo a questi Venti, che aveva creato in numero di sette,
48. essi si lanciarono di lui per sconvolgere le viscere di Tiamat.
49. Poi il Signore sollevò Diluvio, sua grande arma,
50. e salì sul terrificante Carro di nome Tempesta Incontenibile.
51. Lo aveva fornito di un tiro a quattro che vi aveva attaccato:
52. l’Uccisore, lo Spietato, il Corto-Veloce, il Volante
53. dalle maschelle spalancate, dai denti carichi di veleno,
54. ammaestrati a calpestare, che non conoscevano fatica.
55. Si fece assistere, alla destra, dai terrificanti Corpo-a-corpo e Combattimento,
56. a sinistra, da Battaglia-che-getta-a-terra-gli-eserciti.
57. Coperto, in guisa di sopraveste, da un’Armatura spaventosa
58. e la sua testa circondata da un terrificante Splendore soprannaturale,
59. dritto davanti a sè il Signore prese dunque direzione
60. e puntò dove si trovava Tiamat infuriata.
61. Aveva sulle labbra un Sortilegio
62. e stringeva nel pugno una Pianta antidoto per il veleno.
63. Mentre gli dèi giravano attorno a lui, giravano attorno a lui,
64. gli dèì suoi padri gli erano attorno, gli dèi gli erano attorno.

[v. 65-134] Lo scontro tra Marduk e Tiāmat e l’uccisione della divina progenitrice.

65. Avvicinatosi dunque il Signore, studiava le intenzioni di Tiamat
66. e di Quingu, suo sposo; mirava a scoprirne i piani.
67. Ma quando li ebbe visti la sua riflessione fu annebbiata,
68. la volontà dissipata, sconvolta la capacità di agire!
69. Così gli dèi, suoi alleati, quelli dalla sua parte,
70. vedendo così il loro campione e capo, ne ebbero l’anima turbata.
71. Su di lui Tiamat, ostinata, proferì un sortilegio
72. e dalle sue labbra questo essere primitivo gli rivolse delle menzogne:
73. sebbene il loro signore …, gli dèi si rivolteranno contro di tè!
74. E’ a loro vantaggio, o al tuo, che si sono riuniti?”
75. Ma il Signore, avendo alzato Diluvio, sua grande arma,
76. mandò questo messaggio a tiamat che faceva le moine:
77. “Perchè ti comporti bene esteriormente,
78. mentre il tuo cuore medita di ingaggiare combattimento?
79. Per la tua falsità, i tuoi figli sono fuggiti e beffati i loro padri.
80. E tu, loro genitrice, tu rifiuti ogni pietà,
81. ti sei chiamata Quingu perchè ti serva da sposo;
82. ti sei insediata indebitamente sul podio supremo!
83. Contro Anshar, il vero re degli dèi, cerchi di fare male
84. e dimostri la tua malvagità contro gli dèi miei padri!
85. Che la tua armata si prepari, che prendano le armi
86. e vieni ad incontrarmi, che combattiamo noi, io e te!”
87. Avendo udito ciò, Tiamat
88. divenne folle di rabbia e perse la testa.
89. Si mise ad urlare, con furia, a squarciagola:
90. in alto e in basso, da ogni parte, le sue estremità fremevano.
91. Brontolava i suoi incantesimi, non cessava di lanciare i suoi incantesimi
92. mentre gli dèi suoi combattenti affilavano loro stessi le armi.
93. Essendosi dunque affrontati Tiamat e Marduk, il Saggio fra gli dèi,
94. si avvinghiarono nella lotta e si unirono nel corpo a corpo!
95. Ma il Signore, spiegata la sua Rete [1], ve la avviluppò,
96. poi lanciò contro di lei il Vento malvagio, che teneva in retrovia.
97. E quando Tiamat ebbe aperto la bocca, per inghiottirlo,
98. vi riversò il vento malvagio per impedirle di chiudere le labbra.
99. Tutti i venti, con furia, le riempirono allora il ventre,
100. così che il suo corpo fu gonfiato, la sua bocca larga aperta.
101. Allora lanciò la sua freccia e le lacerò il torace,
102. le divise il corpo a metà e le aprì aprì il ventre [2].
103. Così trionfò su di lei, ponendo termine alla sua vita.
104. Poi ne gettò a terra il cadavere e vi si mise in piedi.
105. Quando il capitano ebbe messo Tamat a morte,
106. le truppe di lei si dispersero, lo stato maggiore si sparpagliò,
107. mentre gli dèi suoi alleati, quelli che stavano dalla sua parte,
108. spaventati e tremanti, indietreggiarono
109. e fuggirono per salvarsi la vita.
110. Ma erano accerchiati da ogni parte, senza possibilità di fuga:
111. li circondò dunque e bruciò le loro armi.
112. Gettati nella rete, immobilizzati nella trappola,
113. stretti ai fianchi, pieni di gemiti,
114. subirono il castigo, detenuti nel carcere.
115. In quanto a quelle undici creature, quelle circondate di spavento,
116. corte malvagia che l’avevano accompagnata,
117. mise loro un guinzaglio e incatenò le braccia:
118. a spregio della loro bellicosità le calpestò.
119. Quanto a Quingu, infine, che era stato elevato fra tutti loro,
120. lo abbattè e ne fece un ‘dio morto’;
121. gli tolse la tavoletta dei destini che non gli si addiceva
122. e, sigillatala con il suo sigillo, la fissò sul proprio petto.
123. Una volta immobilizzati ed abbattuti questi malvagi,
124. che ad avversari pretenziosi ebbe abbassato la testa,
125. che ebbe completamente assicurato la vittoria di Anshar sui suoi nemici,
126. e che Marduk, il Campione, ebbe realizzato il desiderio di Nudimmud,
127. il suo dominio giustamente rinsaldato sugli dèi vinti,
128. se ne tornò alla fine su Tiamat, che aveva abbattuto.
129. Il Signore salito dunque sulla parte inferiore di Tiamat
130. con la sua spietata mazza d’armi, le ruppe il cranio,
131. poi tagliò i condotti del suo sangue
132. che fece, dal Vento del Nord, portare in segreta!
133. Ciò vedendo, i suoi padri furono in gioia ed allegria
134. e, loro stessi, gli fecero portare offerte e doni.

[v. 135-146] Marduk seziona il cadavere di Tiāmat per creare il mondo.

135. A mente fresca, il Signore contemplò il cadavere di Tiamat:
136. voleva tagliarne la carne mostruosa per trarne cose belle.
137. La tagliò in due, come un pesce da seccare,
138. e ne dispose una metà che incurvò come il Cielo.
139. Ne tese la pelle, su cui insediò guardiani
140. ai quali affidò la missione di impedire alle sue acque di erompere.
141. Traversando allora il Cielo, ne apprestò Sale da cerimonia
142. per farne una replica dell’Apsu, la dimora di Nudimmud.
143. E il Signore, prese le misure della pianta dell’Apsu,
144. edifico, sul suo modello, il grande tempio di Esarra [3]:
145. questo grande tempio di Esarra che ha così edificato è il Cielo!
146. Vi fece prender posto ad Anu, Enlil ed Ea.

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NOTE
[1] Probabilmente qui si intende il campo gravitazionale di Nibiru-Marduk, che era maggiore di quello di Tiamat (essendo un pianeta dalla massa maggiore).
[2] Vedi la “Teoria dell’Impatto Gigante”.
[3] Qui è il riferimento a Tiglatpileser III, in accadico Tukultī-Apil-Ešarra, e il tempio Esarra citato probabilmente era l’Esagila, il tempio di Marduk di Babilonia.

QUINTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

QUINTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

QUINTA TAVOLETTA

ENUMA ELISH

QUINTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

[v. 1-76] L’opera di creazione del Cosmo da parte di Marduk.

1. Vi sistemò le Stazioni per i grandi dèi;
2. vi applicò le Stelle Lumašu (costellazioni) che sono il modello di tutte le (altre) stelle.
3. limitandone i confini e stabilendo l’anno;
4. e per docici mesi attribuì a ciascuno tre stelle.
5. Quando del seguito dell’anno ebbe così tracciato il piano,
6. fissò la stazione di Neberu (la stella Polare) per definire la distanza degli astri
7. e, affinchè nessuno di essi commettesse errori o disattenzioni nel suo percorso,
8. stabilì, accanto alla suddetta Neberu, le stazioni di Enlil ed Ea [1].
9. Avendo allora, dalle due parti del Cielo, aperto grandi porte,
10. vi pose solidi catenacci a sinistra e a destra.
11. Nello stesso fegato di Tiamat sistemò le alte zone celesti [2].
12. Poi fece apparire Nanna (la Luna) al quale affidò la notte.
13. Gli assegnò il Gioiello notturno per definire i giorni,
14. gli disse: “Ogni mese, senza interruzione, mettiti in cammino con il tuo disco.
15. Al primo del mese illuminati al di sopra della Terra;
16. poi mantieni i tuoi corni brillanti per segnare i primi sei giorni;
17. al settimo giorno, il tuo disco dovrà essere a metà;
18. al quindicesimo, ogni mezzo mese, congiungiti con Shamash (il Sole).
19. E quando Shamash dall’orizzonte si dirigerà verso di te,
20. in modo acconcio diminuisci e scompari.
21. Nel giorno dell’oscuramento, riavvicinati alla traiettoria di Shamash,
22. affinchè al trentesimo, di nuovo, tu ti trovi in congiunzione con lui.
23. Seguendo questo cammino, definisci i presagi:
24. congiungetevi … per rendere le sentenze divinatorie.
25. Che Shamash … uccisioni e
26. spoliazioni
27. …. Quando
28. ….
29. …..Shamash
30. in
31. che (?) …
32. ….
33. Che non vi abbia ….
34. che (?) …
35. Nel
36. Ogni giorno
37. Da (?) ….
38. ….
39. ….
40. L’anno …..
41. al primo giorno dell’anno
42. L’anno ….
43. che ….
44. il chiavistello d’uscita (?) …
45. Quando ebbe assegnato il giorno a Shamash
46. e affidato a Nanna la guardia della notte e del giorno,
47. raccolse (?) … la bava di Tiamat
48. e Marduk ne formò la nuvola (?) che assegnò ad Adad (?) (Dio dei Fenomeni Meteorologici).
49. condensata in nuvole, la fece galleggiare nel firmamento.
50. Alzata di vento, Caduta di acquazzone,
51. Fumo di nebbia, Accumulo della schiuma di Tiamat (la Neve) [3],
52. ecco ciò che assegnò personalmente e ciò in cui tramutò (Tiamat).
53. Disposta allora la Testa di Tiamat, vi ammucchiò sopra una montagna,
54. dove aprì una fonte, nella quale un fiume fremeva.
55. Aprì nei suoi occhi l’Eufrate e il Tigri.
56. Otturò le sue narici che riservo a …
57. Sui suoi seni, ammucchiò le montagne nuove
58. e vi creò delle fonti per defluire in cascate.
59. Infine, curvò la sua coda e l’attaccò al Grande Cavo
60. al di sopra del quale egli … l’Apsu.
61. Dispose il sedere (?) di Tiamat a sostenere il Cielo
62. e soffitto la sua altra metà (?) a consolidare la Terra.
63. La sua opera così completata la equilibrò (?) all’interno (di Tiamat);
64. poi, svolgendo la sua Rete, la aprì in ogni sua parte,
65. formando così un involucro (?atmosfera) per il cielo e la Terra
66. e assicurandone perfettamente (?) la coesione (?).
67. Quindi, tracciò le Regole-della-buona-marcia e dispose gli Statuti-del-funzionamento:
68. stabilì i poteri delegati degli dèi e ne investì Ea.
69. Trasse la tavoletta dei destini che aveva preso a Quingu
70. e la prese per offrirla ad Anu, come primo dono di benvenuto.
71. Nella (?) rete-del-combattimento che si era sospesa al fianco,
72. condusse davanti ai suoi padri gli dèi della cricca di Tiamat,
73. non meno che le undici creature create da lei e che egli …
74. legò ai suoi piedi, dopo averne spezzato le armi,
75. e ne fece immagini che pose sulle porte dell’Apsu,
76. disse: “Affinchè questo resti come ricordo, per non dimenticare mai in seguito!”

[v. 77-116] L’intronizzazione di Marduk.

77. Quando gli dèi videro ciò, essi furono pieni di gioia e allegria, di tutto cuore,
78. come Lahmu e Lahamu, loro padri, al completo.
79. Anshar, avendolo abbracciato, lo salutò con rispetto come Re (?);
80. Anu, Enlil ed Ea lo coprirono di doni
81. e (?) Damkina, sua genitrice, lanciò grida di gioia davanti a lui:
82. per i suoi auspici di buona fortuna, gli fece brillare il viso.
83. Al dio Usmu, che aveva portato in segreta i doni di benvenuto di sua madre,
84. conferì la luogotenenza dell’Apsu, per ispezionare le sale da cerimonia.
85. Allora tutti gli Igigi, radunati, si inchinarono davanti a lui
86. e tutti gli Anunnaki gli baciarono i piedi:
87. la loro assemblea fu unanime nel porre il viso a terra,
88. poi, essendosi rialzati, davanti a lui si inchinarono, dicendo: “Ecco il Re!”
89. Quando gli dèi suoi padri si furono saziati del suo splendore,
90. Marduk, ancora ricoperto dalla polvere della battaglia,
91. … nell’acqua (?):
92. addolcì il suo corpo con unguenti di cipresso e di …,
93. si rivestì del mantello principesco,
94. dello splendore soprannaturale della regalità, della corona terrificante.
95. Sollevò la mazza d’armi e la afferrò con la destra
96. e tenne nella sinistra …
97. …..
98. mise su …
99. …. egli … ai suoi piedi;
100. sistemò sul suo fianco lo scettro del successo e della riuscita.
101. Quando il suo splendore soprannaturale …
102. e il suo irraggiamento terrificante ebbe ricoperto l’Apsu che gli serviva come stuoia,
103. installato come …
104. nella sala del trono …
105. nel sancta sanctorum …
106. tutto quello che aveva degli dèi …
107. Lahmu e Lahamu …
108. avendo aperto la bocca, dichiararono agli Igigi:
109. “Prima, Marduk non era che il nostro figlio amatissimo,
110. ora è il vostro Re, rispettate i suoi ordini!”
111. E, riprendendo la parola, dissero insieme:
112. “Il suo nome è Lugal.Dimmer.Ankia: Affidatevi a lui!”
113. Quando ebbero, in tal modo, conferito la regalità a Marduk,
114. pronunciarono ugualmente per lui la formula di buona fortuna e riuscita:
115. “A partire da questo giorno, sii il curatore dei nostri luoghi di culto!
116. Tutto ciò che ordinerai, noi lo eseguiremo!”

[v. 117-156] Babilonia.

117. Anche Marduk, avendo aperto la bocca, prese la parola
118. per rivolgere questo discorso agli dèi suoi padri:
119. “Al di sopra dell’Apsu, dimora che voi occupate;
120. come copia dell’Esarra che io stesso ho costruito per voi,
121. ma più in basso: in un luogo di cui ho consolidato la base,
122. voglio costruirmi un tempio che sarà la mia dimora preferita,
123. in mezzo al quale impianterò il mio santuario
124. e assegnerò i miei appartamenti, per stabilirvi il mio regno.
125. Quando voi lascerete l’Apsu per salire all’assemblea,
126. quella sarà la vostra sosta, per ricevervi tutti insieme!
127. quando lascerete il cielo per scendere all’Assemblea,
128. quella sarà la vostra sosta, per ricevervi tutti insieme!
129. Gli darò il nome di Babilonia: il Tempio dei grandi dèi,
130. ed è là che terremo le nostre feste, noi altri!”
131. Gli dèi suoi padri, sentitolo parlare,
132. fecero questa richiesta al loro rampollo Marduk:
133. “Su tutto ciò che le tue mani hanno edificato,
134. chi più di te avrà autorità?
135. Su queste fondamenta che le tue mani hanno edificato,
136. chi più di te avrà autorità?
137. A Babilonia, di cui tu hai pronunciato il nome,
138. in quel luogo puro, per sempre stabilisci la nostra residenza?
139. Che proprio là ci vengano portate le nostre provviste quotidiane [4]
140. e che ci si
141. ma che un altro in nostra vece compia questo lavoro
142. e, nello stesso luogo, ci permetta di valerci del suo lavoro!”
143. Marduk gioioso diede la seguente risposta,
144. a questi dèi che aveva …
145. e che, immolata Tiamat, aveva liberato.
146. Aprì dunque la bocca – ora la sua parola era sovrana! –
147. e … disse loro:
148. “E’ che saranno affidate le vostre provviste quotidiane!”
149. Allora, inchinati davanti a lui, gli dèi parlarono,
150. a Lugal.Dimmer.Ankia, loro signore, dissero:
151. “Prima, il Signore non era che il nostro figlio molto amato!
152. Oramai è il nostro Re, saggio e
153. è colui che con il suo saggio incantesimo ci ha reso la vita,
154. colui che ha splendore sprannaturale della mazza e dello scettro!
155. Che Ea, esperto nei procedimenti di tutte le tecniche,
156. prepari i piani …: noi li eseguiremo!”

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NOTE
[1] Qui il testo dice che fu Marduk a definire le “Vie Celesti” sulla Terra, simili alla “raja” del ‘500 nelle Americhe, che divideva i possedimenti spagnoli da quelli portoghesi.
[2] In mezzo ne ha fissato lo Zenit
[3] Tiamat, fatta a pezzi da Marduk, verrà usata come materiale da costruzione per il nuovo universo. Per esempio con la saliva di Tiamat verranno fabbricati gli elementi atmosferici, e dagli occhi di Tiamat i due fiumi della Mesopotamia: ilTigri e l’Eufrate.
[4] Qui probabilmente è indicata la ragione e l’inizio della Tradizione di Sacrificare animali agli Dèi, che erano il cibo degli Anunnaki, astronauti alieni di Nibiru, che avevano creato l’Homo Sapiens Sapiens per lavorare nelle loro miniere d’oro. Già che c’erano si erano fatti onorare come Dèi e si divertivano con banchetti nei loro templi, banchetti in cui si mangiavano i doni del sottomesso Uomo Primigenio.


SESTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

SESTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

SESTA TAVOLETTA

ENUMA ELISH

SESTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

[v. 1-44] La creazione dell’uomo.

1. Marduk, udita la dichiarazione degli dèi,
2. il suo cuore lo spingeva a creare nuove meraviglie!
3. Aprì dunque la bocca e disse ad Ea,
4. spiegandogli il progetto che aveva chiuso nel cuore:
5. “Voglio condensare del sangue, costituire un’ossatura
6. e creare così un prototipo umano, che si chiamerà Uomo!
7. Questo prototipo, questo Uomo, voglio crearlo
8. perchè gli siano imposte le fatiche degli dèi e che essi abbiano tempo libero.
9. Nuovamente, voglio render più gradevole la loro esistenza,
10. affinchè anche se separati in due gruppi, siano ugualmente onorati!”
11. Come risposta, Ea gli pronunciò queste parole,
12. comunicandogli il suo progetto per il divertimento degli dèi:
13. “Che mi sia dato uno dei loro fratelli:
14. costui perirà perchè siano creati gli uomini!
15. Che i grandi dèi si riuniscano
16. affichè sia scelto il colpevole, gli altri saranno sani e salvi!”
17. Marduk, radunati dunque gli dèi,
18. li comandò benevolmente e diede i suoi ordini
19. e, quando aprì la bocca, tutti gli dèi ascoltarono con rispetto;
20. il Re rivolse dunque queste parole agli Anunnaki:
21. “Fino ad ora voi non avete mai detto che la verità, certo!
22. Ebbene! Non pronunciate ancora che parole veritiere!
23. Chi ha ordito il combattimento,
24. spinto alla rivolta Tiamat e organizzato la battaglia?
25. Che me lo si porti, colui che ha ordito il combattimento,
26. che gli inflicca il suo castigo affinche voi stiate in ozio!”
27. Gli Igigi, i grandi dèi, gli risposero,
28. a lui Lugal.dimmer.ankia, il Sovrano degli dèi, loro Signore:
29. “Quingu solo ha ordito il combattimento,
30. spinto alla rivolta Tiamat e organizzato la battaglia!”
31. Venne dunque incatenato e messo di fronte ad Ea;
32. poi, per infliggergli il castigo, fu dissanguato
33. e con il suo sangue Ea creò l’umanità,
34. alla quale impose il lavoro degli dèi, liberando questi ultimi.
35. Dopo che Ea-il-saggio ebbe creato l’umanità
36. e che le ebbe imposto il lavoro degli dèi
37. – ora, c’era un’opera che va al di là della comprensione;
38. e se Nuddimud l’ha creata, è grazie alla genialità di Marduk! –
39. Mardk, il Re, divise gli dèi
40. – Gli Annunaki al completo – in-alto e in-basso:
41. la assegnò ad Anu, perchè obbedissero ai suoi ordini,
42. e ne installò come guardie trecento in cielo
43. e altrettanti per regolare il funzionamento della Terra.
44. Tra Cielo e Terra, ne insediò quasi seicento in tutto.

[v. 45-120] Gli Anunnaki costruiscono Babilonia.

45. Quando ebbe loro distribuito le totalità dei poteri delegati
46. e ne ebbe suddiviso gli attributi agli Anunnaki celesti e terrestri,
47. questi stessi Anunnaki avendo aperto la bocca,
48. si rivolsero personalmente a Marduk, loro Signore:
49. “Ora che, nostro Signore, hai deciso la nostra emancipazione,
50. quale beneficio, in cambio, ti offriremo?
51. Ebbene! Costruiamo il santuario di cui hai pronunciato il nome!
52. I tuoi quartieri saranno la nostra sosta: vi riposeremo!
53. Gettiamo le fondamenta di questo santuario, dove sarà installato il nostro Divano:
54. ogni volta che vi verremo, noi vi riposeremo!”
55. Marduk, quando ebbe udito ciò,
56. i suoi lineamenti brillarono infinitamente, come il pieno giorno,
57. e disse: “Erigete dunque Babilonia, poichè ve ne volete assumere la fatica!
58. Che ne venga preparata la muratura, poi alzatene la copertura!”
59. Gli Anunnaki scavarono il suolo con le loro zappe
60. e, per la durata di un’anno, fabbricarono mattoni;
61. poi, a partire dal secondo anno,
62. dell’Esagil, copi dell’Apsu, posero il coronamento.
63. Erassero anche, alta, la torre a gradoni di questo nuovo Apsu.
64. E vi apprestarono una dimora per Anu, Enlil ed Ea.
65. Allora, in maestà, egli venne a prender posto davanti a questi ultimi
66. dal piede dell’Esarra. Se ne poteva contemplare la cima!
67. Quando fu completata l’opera dell’Esagil
68. tutti gli Anunnaki vi portarono il loro luogo di culto:
69. Trecento Igigi del Cielo e seicento con quelli dell’Apsu, vi si erano stabiliti, in totale!
70. Il Signore, nel luogo molto augusto che gli avevano costruito come dimora,
71. al suo banchetto invitò gli dèi suoi padri
72. e disse loro: “Ecco, Babilonia, vostra dimora e residenza:
73. Trastullatevi! Riempitevi di letizia!”
74. I grandi dèi presero dunque posto
75. e, posando le loro coppe, restarono a banchettare.
76. Quando ebbero eseguito un’aria di festa
77. e, nel maestoso Esagil, ebbero proceduto all’oblazione
78. ed i loro poteri delegati furono confermatie anche tutti i loro uffici
79. e Marduk ebbe distribuito a tutti loro le Stazioni del Cielo e della Terra,
80. i grandi dèi, in numero di cinquanta, presero posto
81. e incaricarono delle decisioni gli dèi dei destini, in numero di sette.
82. Il Signore presentò allora il suo Arco e depose davanti ad essi questa arma
83. e gli dèi suoi padri contemplarono la Rete che si era costruito
84. e ammirarono quanto meravigliosa fosse la fattura dell’Arco
85. e lodarono le grandi gesta che aveva compiuto!
86. Anu, sollevato l’Arco, lo baciò
87. e declamò all’assemlea degli dèi: “Sì! E’ mio figlio!”
88. Ecco i nomi che attribuì all’arco:
89. “Il primo sarà Lungo-legno; il secondo Vittorioso;
90. il terzo Costellazione-dell’arca-che-brilla-in-cielo!”
91. – di cui stabilì la posizione tra gli astri divini, suoi fratelli!
92. Quando Anu ebbe stabilito i destini dell’Arco,
93. eresse un trono regale che superava quello degli altri dèi
94. e, nel mezzo di questa assemblea divina, Anu vi insediò Marduk:
95. e i grandi dèi, unanimi,
96. esaltarono i destini di Marduk e si inchinarono davanti a lui.
97. Formularono essi stessi un giuramento esecratorio,
98. giurando per l’acqua e per l’olio e la mano alla gola,
99. lo autorizzarono ad esercitare la regalità sugli dèi,
100. confermandolo nel potere assoluto sugli dèi del Cielo e della Terra.
101. Anshar aggiunse ai suoi nomi quello di Asalluhi
102. e disse: “Quando si pronuncerà questo nome logiamo il viso a terra!
103. Quando aprirà la bocca, che gli dèi lo ascoltino con rispetto
104. e che i suoi ordini prevalgano in-alto e in-basso!
105. Che sia esaltato nostro figlio e vendicatore!
106. Che la sua supremazia prevalga e che sia senza eguali!
107. Che eserciti l’ufficio del Pastore delle teste-nere [1], sue creature!
108. D’ora innanzi, senza mai dimenticarla, che si racconti la sua impresa!
109. Che assicuri ai suoi padri ricche offerte alimentari!
110. Che eserciti per loro l’ufficio del Curatore e si assuma l’incarico dei loro luoghi di culto!
111. Che faccia esalare il profumo delle fumigazioni! Che diriga i sortilegi contro il male!
112. Che realizzi sulla Terra la copia di ciò che ha realizzato in Cielo!
113. Che insegni alle teste-nere a riverirlo!
114. E che le popolazioni abbiano timore dei loro dèi e li invochino;
115. che alla sua parola trattino con rispetto le loro dèe!
116. Che alle loro dèe e dèi portino le offerte alimentari
117. e non dimentichino di offrirle ai loro dèi!
118. Che illuminino il loro paese costruendovi per essi Luoghi di culto!
119. E se le Teste-nere sono divise per i loro dèi personali,
120. per noi, in qualunque modo lo chiamiamo, che sia il nostro solo Dio!”

[v. 121-166] I primi 10 dei cinquanta nomi di Marduk.

121. “Recitiamo dunque i suoi cinquanta Nomi
122. per dimostrare la gloria della sua persona e anche le sue opere!”
123. Innanzi tutto: Marduk, come, alla nascita, lo chiamò il padre Anu [2]:
124. il Fornitore di pascoli e acquazzoni, colui che fa risorgere le stalle degli uomini!
125. Colui che con la sua arma Diluvio ha vinto i fautori dell’agitazione
126. e salvato dal grande pericolo gli dèi suoi padri!
127. E ancora: Mar.utu, il Figlio-Sole-degli-dèi, perchè brilla
128. e, nella sua luce sfolgorante, essi vi vanno e vengono in perpetuo!
129. Agli uomini che ha creato, esseri dotati di anima,
130. ha imposto il lavoro degli dèi, per lasciare questi ultimi in ozio!
131. Creare o annientare, liberare o punire!
132. E’ a suo piacimento – essi non fanno che contemplarlo!
133. Marukka: cioè il dio che li ha creati, lui stesso,
134. per la gioia degli Anunnaki e il piacere degli Igigi!
135. Marutukku: cioè il Sostegno del paese, della città e della sua popolazione!
136. Che mai i popoli smettono di celebrare!
137. Mar.sa.kus.ù: Irritato, ma che ragiona; infuriato ma che si contiene;
138. tollerante e che tiene a freno la sua anima!
139. Lugal.dimmer.ankia: è il nome che gli conferì la nostra assemblea,
140. dando così ancor più importanza alla sua parola che a quella degli dèi suoi padri:
141. infatti è il Signore di tutti gli dèi del Cielo e della terra,
142. il Re, davanti a cui gli dèi hanno pauram in-alto e in-basso.
143. Nade.lugal.dimmer.ankia: è il nome che gli abbiamo dato come reggente di tutti gli dèi;
144. colui che, nel Cielo e nella Terra, ha ristabilito la nostra posizione, fuori pericolo,
145. e assegnato i loro posti, agli Igigi ed Anunnaki!
146. Che a questo nome gli dèi tremino e tremino ovunque si trovino!
147. Asalluhi, tale è il nome che gli ha conferito suo padre Anshar [3]:
148. poichè è la luce degli dèi, loro potente capofila,
149. colui che, in accordo col suo nome, è il protettore degli dèi e del mondo
150. e che, con un formidabile duello, ha salvato la nostra situazione dal pericolo!
151. Lo si è anche chiamato Asalluhi.namtila: dio vivificatore,
152. egli che, in accordo con la propria natura, ha ripristinato tutti gli dèi in pericolo!
153. Il Signore che, con il suo snto incantesimo, ha reso la vita agli “Dèi Morti”
154. e distrutto i loro ostinati avversari! Celebriamo il suo coraggio!
155. Asalluhi.manru, secondo il nome che gli è stato conferito per terzo,
156. il Dio Puro, purificatore della nostra condotta”
157. Anshar, Lahmu e Lahamu, avendo attribuito ciascuno uno di questi ultimi tre nomi,
158. dichiararono agli dèi loro figli:
159. “Noi abbiamo conferito ognuno di questi tre nomi!
160. Ebbene! Voi, come noi, attribuitegli altri nomi!”
161. Avendo udito questi ordini, gli dèi ne furono lieti
162. e, nella sala delle deliberazioni, si scambiarono le proposte:
163. “Di nostro figlio, campione e vendicatore,
164. del nostro curatore, esprimiamo dunque i nomi, noi!”
165. E sedendo nell’assemblea, nominarono i suoi destini,
166. affinchè in tutte le cerimonie si invochi di lui un nome diverso.

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NOTE
[1] Cioè i Sumeri, per estensione tutti i terrestri.
[2] In questo passo sembrerebbe che il padre di Marduk fosse stato Anu e non Enki; oppure il padre fu Enki ma fu Anu a decidere il nome Marduk; oppure Anu è definito padre perchè della generazione di suo padre Ea.
[3] In questo passo sembrerebbe che il padre di Marduk fosse stato Anshar e non Enki; oppure il padre fu Enki ma fu Anshar a decidere il nome Asalluhi; oppure Anshar è definito padre perchè della generazione di suo padre Ea.

 

SETTIMA TAVOLETTA ENUMA ELISH

SETTIMA TAVOLETTA ENUMA ELISH

SETTIMA TAVOLETTA

ENUMA ELISH

SETTIMA TAVOLETTA ENUMA ELISH

[v. 1-144] I cinquanta nomi di Marduk.

1. Asari: il donatore dell’Agricoltura, il fondatore della lottizzazione dei campi,
2. il creatore dei cereali e della canapa, il produttore di tutta la verdura!
3. Asar.alim: prevalente nella Sala del Consiglio, dove la sua opinione prevale!
4. Colui che gli dèi rispettano e che ignora la paura!
5. Asar.alim.nunna: il venerabile, luce dei suoi padri e progenitori!
6. Colui che porta a termine gli ordini di Anu, di Enlil e di Ea il principe.
7. E’ lui, il loro curatore, che assegna loro le loro posizioni;
8. lui che, per il bene del paese, aumenta nei campi l’abbondanza!
9. Tutu, il vero autore del loro rinnovamento!
10. Sì, ha liberato i loro santuari, affinchè stiano in ozio;
11. creato l’incantesimo, affichè gli dèi si plachino
12. e anche se si lanciassero, in corruccio, indietreggerebbero!
13. Ha il posto più elevato nell’assemblea degli dèi, suoi padri!
14. Nessuno tra loro potrà mai essergli pari!
15. Tutu.zi.ukkinna: la vita dei suoi sudditi!
16. Colui che ha creato, per gli dèi, il cielo chiaro,
17. preso carico della loro esistenza e che ha loro assegnato i loro posti!
18. Che si considerino le sue grandi gesta, indimenticabili, tra la moltitudine!
19. Tutu.zi.kù, lo chiamarono per terzo! Il custode della purificazione,
20. il dio dal soffio benefico, il signore dell’esaudimento e della grazia,
21. il produttore della ricchezza e dell’opulenza, il consolidatore della prosperità,
22. colui che rende abbondante tutto ciò che era raro!
23. In un terribile pericolo, abbiamo respirato il suo soffio benefico!
24. Che lo si ripeta, nel celebrarlo! Che si canti la sua lode!
25. Per quarto, gli umani dovranno glorificare Tutu.aga.kù:
26. il padrone del santo incantesimo, il vivificatore dei morenti,
27. lui che provò pena per gli dèi vinti,
28. che fece liberare gli dèi ostili dal giogo loro imposto
29. e che, per risparmiarli, creò l’umanità!
30. Il misericordioso, al quale è concesso di ridare la vita!
31. Che la sua azione resti indimenticabile,
32. sulle labbra delle teste-nere, che ha creato con le sue mani!
33. La loro bocca pronuncerà un sortilegio augusto nel chiamarlo, in quinto luogo,
34. Tutu.tu.kù: colui che, con il suo santo incantesimo, ha arrestato tutto il male!
35. Sà.zu: il conoscitore del cuore degli dèi, lo scrutatore delle loro anime!
36. Colui che dalle mani non si lascia affatto sfuggire i malvagi!
37. Il custode dell’assemblea degli dèi, colui che ne appaga il cuore!
38. La loro ampia protezione che curva i ribelli!
39. Colui che fa trionfare la verità, vanifica il parlare astuto.
40. E che riconosce, ovunque, menzogna e verità!
41. Quindi lo si glorifichi come Sà.zu.zi.si: che impone il silenzio ai rivoltosi
42. e che, nella persona degli dèi, suoi padri, ha generato stupore!
43. In terzo luogo come Sà.zu.suh.rim: che estirpò a mani armate tutti gli avversari,
44. ne dissipò le macchinazioni e li mutò in vento,
45. annientò il gruppo di criminali: tutti coloro che marciavano contro di lui!
46. Che tutti gli dèi, in coro, continuino ad acclamarlo come tale!
47. Quarto, come Sà.zu.gù.rim: che ristabilì la sottomissione agli dèi, suoi padri,
48. che estirpò tutti gli avversari, ne annintò la discendenza,
49. dissipò le manovre, senza risparmiare alcuno!
50. Così sia pronunciato e ripetuto questo nome sulla Terra!
51. Quinto, che in futuro lo si trasmetta anche come Sà.zu.zàh.rim:
52. colui che ridusse in nulla tutti gli avversari e i ribelli, al completo!
53. Colui che reintegrò tutti gli dèi in fuga nelle loro sale di cerimonia!
54. Che esista per sempre questo suo appellativo!
55. Sesto, che lo si celebri ovunque come Sà.zu.zàh.gù.rim:
56. colui che, personalmente, in un corpo a corpo annientò tutti gli avversari!
57. En.bi.lulu: è il Signore munifico per natura!
58. Il potente pastore degli dèi, che promosse le loro offerte,
59. che fondò e fece prosperare, sulla Terra, pascoli e acquazzoni,
60. che creò i fiumi [1] e ne distribuì l’acqua fertilizzatrice!
61. Che lo si chiami anche En.bi.lulu.e.pa.dun: il Signore della pianura e del fiume,
62. il fontaniere dell’universo, il fondatore dei solchi! Colui che fondò, in piena steppa, la santa agricoltura,
63. che allineò argini e canali e definì le linee delle arature!
64. Terzo, che lo si celebri come En.bi.lulu.gù.gal: il fontaniere dei corsi d’acqua divini,
65. signore dell’abbondanza, dell’opulenza e dei ricchi raccolti!
66. Colui che istituì la ricchezza e fece traboccare i beni dell’Ecumene,
67. concesse il frumento e creò il grano!
68. Infine, come En.bi.lulu.hè.gàl: colui che accumula l’abbondanza per tutte le popolazioni,
69. fa piovere la prosperità sulla Terra e fa crescere rigogliosa la verdura!
70. Sir.sir: colui che ammucchiò montagne su Tiamat
71. e che, a mani armate, ne riportò come bottino il cadavere!
72. Colui che sorveglia la Terra; il vero pastore degli uomini!
73. Colui la cui capigliatura non è che piantagioni, campi coltivati, solchi!
74. Colui che, nel suo corruccio, traversava e riattraversava l’immensa Tiamat,
75. passava e ripassava, come un ponte, il luogo del duello con lei!
76. Lo chiamarono anche Sir.sir.malah: e così sia per sempre,
77. Tiamat essendo per lui barca e per lui nocchiero!
78. Gilim: l’ammucchiatore di enormi mucchi nei granai,
79. il creatore dei cereali e delle greggi, colui che garantisce la semenza nel paese!
80. Gilim.ma: il consolidatore del mutuo legame tra gli dèi, il creatore del buon diritto,
81. la briglia che frenò i malvagi, inaugurando il buon ordine!
82. A.gilim.ma: il posto in alto, che allontana l’inondazione, tiene a bada la neve,
83. che, consolidate le regioni superiori, ha creato la terra sull’acqua!
84. Zu.lum: colui che assegnò agli dèi le campagne e che ne suddivide per loro il prodotto,
85. distribuIsce ad essi porzioni ed offerte e provvede alle sale da cerimonia!
86. Il demiurgo dell’universo e colui che ne dirige la marcia!
87. Come dio purificatore del cielo e della terra, lo chiamarono ancora Zu.lum.um.mu:
88. colui che, per potenza, non ha eguali fra gli dèi!
89. Gis.numun.àb: il creatore di tutte le popolazioni, il fabbricatore dei continenti:
90. colui che, distrutti gli dèi di Tiamat, ha creato i popoli con qualcosa di essi [2]!
91. Lagal.àb.du.bùr: il Re che vanificò le manovre di Tiamat e le strappò le armi;
92. colui il cui regno è solidamente stabilito: nell’avvenire come nel passato!
93. Pa.gal.gu.enna: il Capo di tutti i Signori, il cui potere è eccelso!
94. Il più grande tra gli dèi, suoi fratelli, loro sovrano per tutti!
95. Lugal.dur.mah: il Re che costituì il legame tra gli dèi, il signore del sublime legame,
96. il più grande sul seggio reale, tra gli dèi il più maestoso!
97. A.rà.nunna: il consigliere di Ea; il creatore degli dèi, suoi padri;
98. colui al quale, per principio, nessun dio è comparabile!
99. Dumu.du.kù, la cui dimora sacra si rinnova nel “Santo Monticello”!
100. Il “figlio del Santo Monticello”, senza il quale il “re della santa cappella” [3] non prende alcuna decisione!
101. Lugal.su.anna: il Re il cui potere è sublime tra gli dèi!
102. Il Signore della forza di Anu, ancora più in alto di Anshar!
103. Ir.ug.ga che, dentro Tiamat, li ha fatti tutti prigionieri!
104. Che ha unito ogni sapere ad un’intelligenza infinita!
105. Ir.qin.gu, che fece Quingu prigioniero, durante il combattimento;
106. che organizzò le delegazioni del potere dell’universo e stabilì la sovranità!
107. Kin.ma: il governatore di tutti gli dèi, il loro consigliere,
108. al cui nome tutti gli dèi sono scossi dal timore, come sotto la tempesta!
109. In qualità di E.siskur, in maestà siederà nella casa delle preghiere
110. e degli dèi, davanti a lui, introdurranno doni,
111. mentre egli riceverà i loro omaggi!
112. Nessun altro oltre a lui ha potuto creare tali meraviglie!
113. I quattro gruppi delle Teste-nere [4] sono sue creature:
114. eccetto lui, nessun dio ne sa guidare l’esistenza!
115. Gibil: colui che assicurò la riuscita della guerra
116. e, dopo il corpo a corpo con Tiamat, si mise a creare meraviglie!
117. Vasto è il suo intelletto, è capace, intelligente
118. e gli dèi, tra tutti, non giungono a comprenderne il cuore insondabile!
119. Addu sarà ancora un suo nome: come tale, che ricopra la faccia intera del cielo!
120. Che il suo boato benefico echeggi al di sopra della terra!
121. Che evacui, con la pioggia, la sostanza delle nubi
122. e che, quaggiù, fornisca il sostentamento alle popolazioni!
123. Asaru: colui che, conformemente al suo nome, ha dato regole ai destini degli dèi
124. e preso egli stesso in carico tutta l’universalità dei popoli. 
125. Nebiru: è colui che controlla i flussi Cielo-Terra: nulla accade in-alto i in-basso senza che venga da lui voluto [5]!
126. Nebiru è la sua stella che brilla nel cielo:
127. vi occupa il polo e gli dèi la ammirano,
128. dicendo: “Egli che, instancabilmente, passa e ripassa all’interno di Tiamat,
129. che Nebiru sia il suo nome poichè ne domina l’interno [6]!
130. A questo titolo, determina le traiettorie delle stelle nel Cielo
131. e pascola, come pecore, tutti gli dèi stellari [7]!
132. Possa abbattere Tiamat e affievolirne, estinguerne il respiro:
133. che, nel seguito della Storia, nel lungo declino dei giorni,
134. ella scompaia, senza che alcuno la trattenga e scompaia per sempre!”
135. E giacchè aveva creato il Cielo e fabbricato gli inferi,
136. suo padre Enlil gli conferì, in più, il nome di En.kur.kur!
137. Tali sono le designazioni che gli Igigi enumerarono.
138. Quando Ea le ebbe intese, nel suo cuore esultò e disse:
139. “Colui i cui padri hanno glorificato le denominazioni,
140. che il suo nome, per lui come per me, sia ugualmente Ea!
141. Che promuova, nella sua totalità, il complesso dei miei statuti
142. e che ponga in opera, lui stesso, l’universalità dei miei mandati!”
143. Con queste cinquanta denominazioni, i grandi dèi,
144. conferendo cinquanta nomi a Marduk, gli hanno attribuito personalità eccezionale!
145. Che vengano tramandati e che gli anziani gli espongano!
146. Che il saggio e il sapiente ugualmente li meditino!
147. Che il padre li ripeta e li inculchi nei suoi bambini!
148. Che il pastore del popolo ne acquisisca l’intelligenza,
149. perchè sia esente da ogni tiepido sentire verso Marduk, l’Enlil degli dèi.
150. Il suo reame prosperi e lui stesso, viva sano e salvo!
151. Eterna è la parola di Marduk, immutabile il suo ordine:
152. nessuno degli dèi può modificare ciò che esce dalla sua bocca!
153. Se si ostina a scagliare uno sguardo malevolo,
154. nella sua foga, nessun dio può affrontarne il corruccio!
155. Il suo cuore è insondabile, immenso ne è lo spirito!
156. Colpevoli e malvagi sono innanzi a lui!
157. Tale è la rivelazione che un Anziano, davanti al quale era stata esposta,
158. mise e fissò per iscritto, per insegnarla alla posterità!
159. Le prodezze di Marduk che creò gli dèi Igigi,
160. che le si narri pronunciando il suo nome
161. e che si salmodi il canto di Marduk
162. che, dopo aver abbattuto Tiamat, ricevette il potere sovrano.

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NOTE
[1] Qui si allude ai lavori di bonifica (terrapieni, canali, ecc.) che gli Anunnaki fecero in mesopotamia per permettere l’agricoltura.
[2] Qui si allude al fatto che Adamu, il primo uomo, venne creato per mezzo del sacrificio di un prigioniero alieno, di nome Kingu.
[3] Cioè Enki.
[4] I Sumeri, gli Egiziani, i popoli della Cultura dell’Indo e del sud africa (le colonie aliene della fazione di Enlil nelle americhe sono successive).
[5] Nebiru è come Nibiru e ciò significa che Marduk era diventato Re di Nibiru (in-alto) e della Terra (in-basso): vedi i Sovrani di Nibiru. Questo perchè in un’orbita di Nibiru, il pianeta era in dirittura di impatto con il pianeta Tiamat e Marduk fu l’unico tra gli Anunnaki che accettò di dirigere le contromisure d’emergenza (come nel film Armageddon – Giudizio finale), ruolo che ricoprì con successo, in cambio della reggenza.
[6] Con questo passo si intende che l’orbita di Nibiru aveva (e tuttora ha) un perielio interno alla fascia dei pianeti terrestri (di cui faceva parte Tiamat).
[7] Significa che nel Sistema Solare i pianeti (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno) sistemano le proprie orbite in relazione a quella di Nibiru e quando quest’ultimo giunge dal suo afelio, ne sconvolge tutte le orbite.

 

PRIMA TAVOLETTA ENUMA ELISH

PRIMA TAVOLETTA ENUMA ELISH

PRIMA TAVOLETTA

ENUMA ELISH

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[v. 1/20] La Teogonia

1. Quando in alto [1] il cielo non aveva ancora un nome
2. nè in basso la terra era chiamata per nome,
3. Apsu, il primo [2] , il loro generatore (del cielo e della terra)
4. e madre Tiamat, che generò tutti loro,
5. mescolavano insieme le loro acque,
6. nè banchi di canne vi erano ancora raggruppati, nè ha scoperto letti di canna; [3]
7. quando ancora nessun dio si era manifestato,
8. nè i loro nomi pronunziati, nè i destini decretati,
9. allora in Apsu-Tiamat alcuni dèi furono creati.
10. Lahmu (e) Lahamu emersero, i loro nomi pronunciati.
11. Prima che fossero maturati e formati pienamente,
12. nacquero Anshar e Kishar, superiori a loro. [4]
13. Quando ebbero prolungato i propri giorni, moltiplicati i propri anni,
14. Anu fu il loro figlio primogenito e divenne simile ai suoi genitori:
15. come Anshar aveva fatto simile a lui Anu, suo rampollo,
16. Anu ugualmente ha generato Nudimmud a sua somiglianza.
17. Egli, Nudimmud, era superiore ai suoi antenati:
18. profondo di comprensione, era saggio, era molto forte con le armi.
19. Più possente da lontano del creatore di suo padre Anshar,
20. non aveva nessun concorrente fra gli dèi i suoi pari. [5]          [=> Sinossi]

[v. 21/54] I nuovi Dèi disturbano Apsû e Tiāmat, Apsû si prepara per ucciderli.

21. Gli dei di quella generazione si misero insieme
22. e il riverbero del loro clamore disturbò Tiamat.
23. Fecero sussultare la pancia di Tiamat,
24. con i loro svaghi turbarono l’interno della sua dimora divina.
25. Apsu non poteva reprimere il loro rumore
26. e tuttavia Tiamat rimase impassibile davanti a loro;
27. comunque i loro maneggi le erano sgraditi,
28. ma lei fu indulgente con loro per la loro condotta biasimevole. [6]
29. Finalmente Apsu, generatore dei grandi dèi, [7]
30. ha chiamato fuori indirizzando il suo Mummu:
31. “Oh Mummu, tu, mio paggio che mi appaghi l’anima!
32. Vieni, andiamo a trovare Tiamat!”
33. Quindi se ne andarono, sedettero di fronte a Tiamat
34. e discussero gli affari riguardanti gli dei loro figli.
35. Apsu fece sentire la sua voce e parlò
36. a Tiamat con voce forte:
37. “Le loro vie sono divenute molto angosciose a me,
38. di giorno non posso riposare, la notte non posso dormire.
39. Abolirò le loro vie e li disperderò!
40. Affinchè sia ristabilito il silenzio, così che possiamo dormire.”
41. Quando Tiamat sentì questo,
42. era furiosa e ha gridato al suo sposo;
43. ha gridato orrendamente ed era accanto a lui con ira,
44. perchè le aveva insinuato del male nell’animo:
45. “Come possiamo permettere di far perire quello che noi stessi abbiamo creato?
46. Sebbene le loro vie sono così angosciose, dovremo sopportare essi pazientemente.”
47. Mummu allora parlò e consigliò Apsu,
48. il paggio non era d’accordo col consiglio di sua madre:
49. “O padre, metti una fine alle loro vie fastidiose,
50. così che possiamo permetterci di riposare di giorno e dormire di notte.”
51. Così Apsu si è compiaciuto con lui, la sua faccia illuminata
52. divenne corrucciata per gli dèi suoi figli.
53. Mummu si sedette sul suo grembo
54. e Apsu l’abbracciò.          [=> Sinossi]

[v. 55/104] Ea, il dio figlio di Anu, uccide Apsû e si stabilisce nelle Acque Abissali con la propria paredra Damkina, generando il dio Marduk.

55. Ora, tutto ciò che avevano tramato tra di loro
56. fu riferito agli dèi loro figli.
57. Gli dèi ascoltarono e si agitarono;
58. poi, abbattuti e zitti, si sedettero muti.
59. Superiore in comprensione, saggio e capace,
60. Ea che tutto comprende intuì il loro piano.
61. Contro i progetti di Apsu progettò e dispose un piano d’insieme:
62. adottò contro di lui il suo puro incantesimo, che era superbo.
63. GIielo recitò e, con un filtro, lo fece riposare.
64. Ha versato sonno su lui così che dormiva sonoramente,
65. ha messo Apsu a dormire, l’ha inzuppato con il sonno.
66. Mummu il consigliere era in uno stato di stordimento e non stava in guardia.
67. Egli (Ea) quindi ha slegato la sua cintura, ha messo via la sua corona,
68. ha preso il suo manto di radianza e l’ha messo su di sè.
69. Abbattè Apsu e lo uccise;
70. legò Mummu e sbarrò su di lui la porta.
71. Installò la sua abitazione sulla cima di Apsu e,
72. afferrato Mummu, l’ha legato ad una corda. [8]
73. Quando quando ebbe immobilizzato ed ucciso questi malvagi,
74. Ea ebbe riportato il suo trionfo sopra i suoi nemici.
75. Allora riposò molto quietamente dentro i suoi alloggi privati
76. e li chiamò Palazzo Apsu; vi creò cappelle (sale da cerimonia [9])
77. e vi stabilì la sua residenza
78. ed Ea e la sua sposa Damkina abitarono nello splendore.
79. Nella camera di destini, sala dei disegni,
80. fu procreato il più intelligente degli dèi, il più saggio degli dei, il signore degli dèi.
81. E dentro l’Apsu, Marduk è stato creato;
82. dentro il puro Apsu, Marduk è nato. [10]
83. Ea suo padre l’ha creato,
84. Damkina sua madre l’ha fatto nascere.
85. Egli fu allattato ai capezzoli di dee;
86. la levatrice lo ha riempito di meraviglie.
87. La sua natura era orgogliosa, penetrante il suo sguardo fisso, il suo sguardo fulminante,
88. era potente sin dalla nascita, e pieno di forza sin dal principio.
89. Anu il generatore di suo padre lo vide
90. e fu allietato, radioso; il suo cuore si riempì di gioia.
91. “L’ha fatto così perfetto che la sua divinità è stata raddoppiata.
92. Elevato lontano sopra gli altri dèi (gli Anunnaki),
93. è superiore in ogni via. [11]
94. I suoi lembi sono ingegnosamente fatti oltre ogni comprensione, impossibili da capire, troppo difficili da percepire.
95. Quattro sono i suoi occhi, quattro sono i suoi orecchi. [12]
96. Quando le sue labbra si muovono, il fuoco divampa!
97. Quattro orecchi gli sono spuntati
98. e i suoi occhi, in numero uguale, Ispezionano l’Universo!
99. E’ il più alto degli dei, la sua statura è sovrastante:
100 I suoi lembi sono molto lunghi, la sua altezza notevole!”
101. Anu piange fuori: “Mio figlio è un’Utu, mio figlio è un’Utu
102. mio figlio è un Sole, il vero Sole degli dèi!”
103. Vestito nel manto raggiante dei dieci dèi, porta alto sopra la sua testa 104. cinquanta raggi terribili raggruppati sopra lui”.          [=> Sinossi]

[v. 105/162] Marduk provoca con i quattro venti Tiāmat, la Madre del Cosmo si prepara allo scontro.

105. Anu allora creò i quattro venti e ha dato loro nascita,
106. li mise nella mano di Marduk: “Figlio mio, lasciali giocare!” [13]
107. E Marduk fabbricò la polvere che fece portare dalla Tempesta;
108. e avendo provocato l’onda disturbò Tiamat.
109. Tiamat è stata svegliata e il cielo fu agitato giorno e notte.
110. Gli dei, incapaci di riposare, hanno dovuto sopportare i colpi del vento.
111. Hanno quindi ordito il male nei loro cuori
112. e si sono rivolti a Tiamat la loro madre, dicendo:
113. “Quando hanno ucciso Apsu tuo marito,
114. non sei stata dalla sua parte ma hai seduto muta,
115. ed ora avendo Anu creato i quattro venti terribili,
116. le tue viscere sono state fortemente disturbate e noi non possiamo più dormire!
117. Non è più in te il tuo amoroso Apsu,
118. nè Mummu che è stato catturato: nessuno si meraviglia che siedi sola! 119. Non sei tu nostra madre? Tu sei agitata dallo sforzo,
120. ma chi di noi, chi può riposare? Tu dunque non ci ami più?
121. A nostra presa è allentata, e i nostri occhi sono incavati.
122. Liberaci da questo giogo senza riposo e lasciaci dormire!
123. Alzati in piedi contro di loro (i venti) e vendicati! [14]
124. Conquista il nemico e riducilo a niente!”
125. Tiamat ascoltò e questo discorso le piacque:
126. “Già che abbiamo deciso insieme, creiamo tempeste!
127. Gli dèi in lui (Apsu) saranno disturbati,
128. perchè hanno adottato la cattiveria per gli dèi che li hanno generati.
129. Si sono accalcati attorno e correvano accanto a Tiamat.
130. Essi erano fieri, intriganti e inquieti notte e giorno.
131. Lavoravano per la guerra, ringhiosi e furiosi. [15]
132. Sono convenuti a un consiglio e hanno creato un conflitto.
133. La Madre-Abisso, che modella tutte le cose,
134. creò un’arma irresistibile: mise al mondo Dragoni giganti,
135. dai denti aguzzi e dalle zanne affilate.
136. Riempì i loro corpi con veleno invece di sangue;
137. e ricoprì i feroci Leviatani
138. con un mantello dotato di terribili raggi equiparandoli così agli Dei:
139. “Chiunque li guarderà crollerà in terrore assoluto!
140. Non arretreranno mai!”
141. Creò ancora le Idre, dragoni formidabile e mostri marini,
142. leoni colossali, molossi rabbiosi, uomini-scorpione, mostri aggressivi,
143. uomi-pesce bisonti giganteschi.
144. Tutti brandivano armi spietate, senza paura in battaglia.
145. I loro poteri erano così potenti, che non avrebbero potuto essere vinti.
146. In verità quegli undici erano proprio tali e quali li fece!
147. Quindi gli dèi suoi discendenti tennero consiglio con lei
148. ed ella esaltò Qingu, conferendogli il rango più alto tra loro,
149. il comando dell’esercito, la direzione del consiglio di guerra,
150. il compito dell’arruolamento, la condotta della battaglia.
151. l’autorità sui combattenti:
152. Ed ella lo mise sul trono dicendo:
153. “Io ho gettato l’incantesimo per te e ti ho fatto il più grande dell’assemblea degli dèi!
154. Io ti ho messo al potere al di sopra tutti gli dei!
155. Tu sarai il più grande, tu solo sarai il mio sposo!
156. I tuoi comandi prevarranno sempre sopra tutti gli Anunnaki!”
157. Allora gli ha dato le Tavolette dei Destini e lo ha messo stretto sul suo petto:
158. “La tua espressione non sarà alterata mai! La tua parola sarà legge!”
159. Quando Qingu è stato promosso e ricevette il potere di Anu
160. e aveva decretato destini per gli dèi suoi figli, ella disse:
161. “Quello che scaturisce dalla tua bocca estinguerà il Fuoco!
162. Il vostro veleno (dei mostri) accumulato paralizzerà il potente!”.  [=> Sinossi]


Note
[1] Dal nome delle prime due parole di apertura del poema: “Quando in alto….”
[2] Il primo del Sistema Solare, in quanto Apsu indicava il Sole, centrale e primo del nostro sistema stellare (che era indicato probabilmente dal termine “cielo”).
[3] Il riferimento alle canne è importante, in quanto la prima colonia aliena di Enki sulla Terra fu ad Eridu, nei canneti paludosi della mesopotamia meridionale, di fronte al Golfo Persico.
[4] Il fatto che Anshar e Kishar sono definiti superiori a Lahmu e Lahamu, conferma la traduzione di Zecharia Sitchin che indica in questo testo sumerico che i pianeti Saturno e Giove sono più grandi di Marte e Venere.
[5] Nell’interpretazione “Astronomica” di Zecharia Sitchin, Anu e Nudimmud erano pari ad Anshar in quanto Urano e Nettuno erano pianeti gassosi come Saturno.
[6] Nell’interpretazione “Astronomica” di Zecharia Sitchin, i pianeti citati del Sistema Solare orbitavano vicino al pianeta Tiamat, modificandone l’orbita, ma senza riuscire a farla uscire perennemente da essa e senza collidere con lei (vedi la Battaglia Celeste, testo sumerico sulla teoria dell’impatto gigante).
[7] Nell’interpretazione “Astronomica” di Zecharia Sitchin, il fatto riportato che Apsu generò gli altri dèi indica che il Sole generò i pianeti del Sistema Solare (vedi la creazione planetaria dal disco di accrescimento che si divide in stella principale e pianeti).
[8] Continuando con la linea dell’interpretazione astronomica, il rapporto Apsu-Mummu sembra la descrizione metaforica di un Sistema binario quale evidentemente era una volta il Sole, degenerato poi in un sistema ad una sola stella (per fusione delle due).
[9] Qui il testo sembra essere passato alla descrizione della edificazione di Eridu, prima colonia aliena degli Anunnaki installata sulla Terra dal gruppo di astronauti-coloni Enki, Ulmash, Ningirsig, Mushdammu, Guru, Engur, Enbilulu, Enursag, Kulla e Enkimdu.
[10] Qui il riferimento è doppio: sia alla figura storica di Marduk figlio di Enki, sia al pianeta Marduk (o Nibiru o Pianeta X, patria degli Anunnaki).
[11] Nel senso astronomico può alludere alla lunghissima orbita di Marduk-Nibiru rispetto a quella degli altri pianeti del Sistema Solare.
[12] Nel senso astronomico è forse un’allusione alle lune di Marduk-Nibiru (chiamate i sette Venti) ed ai suoi anelli.
[13] Forse 4 delle 7 lune di Marduk-Nibiru provenivano da Urano (indicato da Anu nel testo).
[14] Qui si tratta evidentemente delle influenze gravitazionali e del rischio collisione tra il pianeta Tiamat e 4 lune di Marduk-Nibiru.
[15] I pianeti del Sistema Solare primigenio, resi instabili da Tiamat e Marduk-Nibiru, si muovevano caoticamente attorno al Sole (Apsu), senza seguire le usuali orbite ellittiche (il movimento caotico è assolutamente possibile nel campo gravitazionale di un sistema stellare, soprattutto quando è sconvolto dall’entrata di un corpo estraneo).


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FONTE ==>> http://enki-anunnaki.blogspot.it/p/enuma-elish.html

TEORIA DELL’IMPATTO GIGANTE

TEORIA DELL’IMPATTO GIGANTE

TEORIA DELL’IMPATTO GIGANTE

Attualmente la migliore teoria che spiega l’origine della Luna si chiama “Teoria dell’Impatto Gigante” o “Teoria dell’Impatto Gigantesco” e include la collisione tra due proto pianeti durante il primo periodo di accrescimento del sistema solare.
COLLISIONE TRA PIANETIQuesta Teoria dell’Impatto Gigante, che divenne popolare nel 1984 (sebbene ebbe origine nella metà degli anni settanta), soddisfa le condizioni di orbita della Terra e della Luna e tiene conto del nucleo relativamente piccolo della Luna.
Si sa che collisioni tra planetesimi abbiano prodotto la crescita di corpi planetari durante l’evoluzione del sistema solare e in questo contesto è inevitabile che grossi impatti possano capitare a volte quando i pianeti si sono appena formati.
La teoria accademica richiede la collisione tra un corpo circa del 90% dell’attuale forma della Terra, e un altro del diametro di Marte (metà del raggio terrestre e un decimo della sua massa). Il corpo di collisione è stato chiamato Theia, la madre di Selene, la dea Luna della mitologia greca. Questa stima di dimensioni è necessaria perché il sistema risultante possa avere un sufficiente momento angolare per stabilirsi nella corrente configurazione orbitale. panspermia-diagram

Un tale impatto avrebbe messo abbastanza materiale nell’orbita terrestre, che opportunamente accumulato, dava forma alla Luna.

Contemporaneamente alla formazione della Terra e della Luna (secondo Zecharia Sitchin) si sarebbe verificata unaPanspermianon diretta, detta esogenesi.
Secondo Zecharia Sitchin la Battaglia Celeste della tradizione sumera sarebbe la collisione primordiale fra Nibiru e Tiamat, dalla quale (dopo l’allontanamento di Nibiru) sarebbero stati generati la Terra, la Luna e la Cintura degli Asteroidi [1].

Dal sesto paragrafo della seconda tavoletta, libero adattamento da Pag.60 del Libro Perduto del Dio Enki di Zecharia Sitchin:

« Questo è ora il racconto di un’antico Impatto Gigantesco avvenuto del Sistema Solare eoni fa.

Allora il pianeta Terra fu creato e si modificò il percorso del pianeta Nibiru, fissandone l’orbita attorno al Sole ed a Nemesis [2].
Nibiru e TiamatAllora Nibiru stava percorrendo il suo tracciato nello spazio siderale (tracciato deciso dal Fato), quando si trovò ad essere troppo vicina al pianeta Tiamat (del Sistema solare).
Gli Anunnaki, il popolo che abitava il pianeta Nibiru, allora si mobilitò per affrontare questo pericoloso avvenimento. Vennero attivati vari sistemi tecnologici di sicurezza planetaria (Ciò Che Pulsa, Ciò che Irradia, Ciò che Respinge, Ciò che Colpisce, probabilmente sistemi simili ai nostri laser di potenza satellitari o terrestri).

I primi ad avvicinarsi a Tiamat furono i sette satelliti naturali di Nibiru (i sette Venti [3]) e gli astronauti delle stazioni permanenti su detti satelliti fecero le prime rilevazioni del caso, soprattutto relativamente al satellite maggiore di Tiamat, cioè Kingu (la Luna).
Man mano che Nibiru si avvicinava a Kingu ed a Tiamat, il suo percorso veniva disturbato e deviato dalla loro attrazione gravitazionale.

I satelliti di Tiamat vennero spinti ad avvicinarsi al loro pianeta di riferimento.

Sul pianeta Tiamat i continenti vennero scossi da numerosi terremoti ed i vulcani eruttarono con grande fragore.
A questo punto anche Nibiru era caduto nel campo gravitazionale di Tiamat e fra i due pianeti si arrivò allo scontro!

TIAMAT e satellite - TEORIA DELL'IMPATTO GIGANTE
TEORIA DELL’IMPATTO GIGANTE

Il primo ad impattare Tiamat fu un satellite di Nibiru (Vento del male [4]), che si conficcò nel corpo roccioso di Tiamat.
A questo punto gli Annunaki utilizzarono le loro armi tecnologiche (Vento del Male-laser?) per spezzare in due il corpo Tiamat.
Dopo che venne colpita dal raggio degli Annunaki proveniente da Nibiru, Tiamat (o quello che ne rimaneva) interruppe la sua attività vulcanica e venne privata dei suoi undici satelliti, che vennero attirati permanentemente nel campo gravitazionale di Nibiru. Anche Kingu (la Luna) era fra di loro.

Quindi gli Anunnaki di Nibiru decisero di cambiare il destino gravitazionale dei questi corpi celesti (scritto nelle Tavolette dei Destini [5], specie di tavole astronomiche) e di lasciare Kingu a Tiamat; perciò distrussero gli altri satelliti, creando laFascia degli Asteroidi“.fascia degli asteroidi

A questo punto Nibiru si allontanò trascinando gli asteroidi con sé (e portandoli tra Marte e Giove) e quindi si allontanò dal Luogo della Battaglia (celeste tra Nibiru e Tiamat). Compì un’orbita attorno ad Apsu/Sole (cioè passò il perielio della sua nuova orbita) e quindi si diresse verso Kishar/Giove e Anshar/Saturno. Incontrò Gaga/Plutone e quindi oltrepassò An/Urano ed Antu/Nettuno e si diresse verso la Dimora nel Profondo (il resto della sua orbita al di là del Sistema Solare, verso Nemesis).

Nella successiva orbita di ritorno (dopo circa 3600 anni) Nibiru si riavvicinò a Tiamat e a Kingu e gli Annunaki con telescopi e satelliti videro che Tiamat era senza vita. 

Allora gli Anunnaki decisero di dividere il pianeta in due e facendo questo videro il Magma e l’Oro del suo interno.
Un satellite di Nibiru (Vento del Nord) agganciò gravitazionalmente la parte superiore di Tiamat, staccata di netto dal resto del pianeta, e la portò nel vuoto lontano da Tiamat. Allora “Vento del Nord” riversò le sue acque su Tiamat e Kingu venne agganciata gravitazionalmente a Tiamat (staccandola da Nibiru).
Gli Anunnaki decisero che Tiamat sarebbe stata ricordata nella loro storia come il “Luogo della Battaglia” (che i Nibiruani vinsero, nel senso che lo scontro cosmico non causò la loro estinzione).

Con un’altra azione Nibiru distrusse la parte posteriore del pianeta riducendola ad un gruppo di asteroidi, che si unirono al resto della Fascia degli Asteroidi. sistema solare - fascia di asteroidi e fascia di kuiperGli Anunnaki allora decisero che nelle loro carte spaziali la Fascia degli Asteroidi avrebbe diviso le “Acque dalle Acque” (cioè diverse zone spaziali del Sistema Solare).
La Fascia degli Asteroidi avrebbe diviso i “mari inferiori” (corrispondente grosso modo ai nostri pianeti terrestri – Mercurio, Venere, Terra e Marte) dai “mari superiori” (corrispondenti ai nostri pianeti gioviani – Giove, Saturno, Urano e Nettuno).

Di nuovo Nibiru percorse la sua orbita fino al Sole/Apsu e dal Sole fino a Plutone/Gaga, poi verso Nemesis.
Nel successivo ciclo di Nibiru (dopo i soliti 3600 anni) tornò nel Sistema Solare, dalle parti della Cintura degli Asteroidi.
Gli astronomi degli Anunnaki osservarono di nuovo Tiamat. Nell’area del polo nord ancora vi erano i segni dell’impatto (vulcani attivi e faglie aperte): si vedevano le sue acque e le sue vene d’oro a cielo aperto.
Allora gli Anunnaki si resero conto che nell’impatto i semi della vita (spore, batteri di Nibiru) erano passati su Tiamat ed avevano attecchito. Tiamat si stava trasformando in un pianeta vivente e gli Anunnaki lo chiamarono Ki (la nostra Terra).
Notarono l’alternarsi del giorno e della notte, nella rotazione di Ki/Terra. Kingu (la luna) divenne il satellite naturale di Ki/Terra.

Nibiru compì ancora il suo passaggio al perigeo. Quindi gli Annunaki misero delle stazioni di controllo e collegamento (Marte e Luna) in tutti i pianeti di questo Sistema Solare, a cui si erano ormai legati, e dei radiofari (Monolito Spaziale e Monolito su Phobos) ai suoi limiti.

Decisero che il loro pianeta Nibiru si sarebbe chiamato Luogo dell’Attraversamento, il Pastore dei pianeti del Sistema Solare.
Calcolarono che un’intera orbita (anno nibiruriano) sarebbe durato uno Shar [6] (3600 anni terrestri) e che questa orbita era il loro destino. »

Il testo originale di Zecharia Sitchin è nella voce Battaglia Celeste. Più precisamente il nome Theia, quindi, dovrebbe essere dato non a Nibiru, ma a due sue lune (Vento del male e Vento del Nord) che furono gli oggetti che effettivamente fecero la collisione con la Terra.


[1] La Fascia principale degli Asteroidi è una regione del sistema Solare compresa fra le orbite di Marte e Giove, che contiene la maggiore concentrazione di asteroidi del sistema.
[2] Nemesis o Dark Star è il nome attribuito ad un’ipotetica stella, una nana bruna o nana rossa orbitante attorno al Sole in un possibile sistema binario, alla distanza variabile da 50.000 a 100.000 UA, molto al di là della Nube di Oort. Le teorie riguardo a Nibiru comprenderebbero Nemesis, in quanto questa nana bruna (stella scura) sarebbe all’afelio dell’orbita di Nibiru, ai confini del sistema solare. In questo caso Nemesis si collocherebbe nella regione tra la fascia di Kuiper e la nube di Oort, a 448 UA dal Sole.
[3] Le Lune o Satelliti naturali di Nibiru, tra le quali Vento dell’Est, Vento del Nord, Vento del Sud, Vento del male e Vento Occidentale.
[4] Il Vento del Male è un concetto della mitologia sumera. Si riferisce secondo Zecharia Sitchin alla nube nucleare portatrice di morte (della Grande Calamità), che si era spinta da Canaan verso oriente, in direzione di Sumer.
[5] Le Tavolette dei Destini o Tavole dei Destini erano dei testi contenenti il destino degli dèi e dell’umanità, secondo la mitologia mesopotamica, che il possessore era in grado di modificare a proprio piacimento. Secondo Zecharia Sitchin le Tavole dei Destini erano strumenti utilizzati nel Centro di Controllo Missione per seguire e controllare orbite e traiettorie dei pianeti (soprattutto Marte e Nibiru); in seguito designarono la registrazione di decisioni inalterabili.
[6] Lo Shar è un’unità di misura del tempo dei Sumeri, che equivale a 3.600 anni. Secondo Zecharia Sitchin è il periodo orbitale di Nibiru attorno al Sole.


==>> VEDI ANCHE “LA BATTAGLIA CELESTE”

==>> VEDI ANCHE “IL LIBRO PERDUTO DI ENKI”

==>> VEDI ANCHE ENUMA ELISH


FONTE ==>> http://www.ufopedia.it/Teoria_dell’impatto_gigante.html

LA BATTAGLIA CELESTE

LA BATTAGLIA CELESTE

LA BATTAGLIA CELESTE

La Battaglia Celeste è un’evento ricordato nella mitologia sumera. Secondo Zecharia Sitchin è la descrizione della collisione primordiale fra Nibiru e Tiamat, che generò la Terra, la Luna e la Cintura degli Asteroidi [1] (il Bracciale Martellato della tradizione sumera). Equivale alla moderna “Teoria dell’Impatto Gigante“.
Secondo la letteratura sumera un passaggio di Nibiru avrebbe anche strappato un satellite a Saturno facendolo diventare un pianeta fuori dall’attrazione gravitazionale di Saturno: sarebbe Plutone (Gaga in sumero).

Dal sesto paragrafo della seconda tavoletta del “Libro Perduto del Dio Enki” di Zecharia Sitchin:

« Questo è ora il racconto della Battaglia Celeste e di come la Terra fu creata e del destino di Nibiru.

Il Signore Nibiru andò avanti, seguì la sua strada decisa dal Fato. COLLISIONE TRA PIANETI LA BATTAGLIA CELESTE
Si rivolse verso la rabbiosa Tiamat, con le sue stesse labbra pronunciò un’incantesimo. Indossò come vestito di protezione Ciò Che Pulsa e Ciò Che Irradia. La sua testa fu incoronata da terribile fulgore.
Alla sua destra posizionò Ciò Che Colpisce, alla sua sinistra mise Ciò Che Respinge.

Mandò avanti come una tempesta i Sette Venti [2], la sua schiera di aiutanti, per scrutare il piano di Kingu, comandante della schiera di Tiamat.
Quando scorse il valoroso Kingu, la sua vista si offuscò; mentre guardava i mostri, il suo corso si sconvolgeva, non riusciva a mantenere la direzione, compiva gesti confusi.

Gli aiutanti di Tiamat le si strinsero attorno, tremanti di terrore. Le radici di Tiamat si scossero, emise un terribile ruggito. Su Nibiru operò un’incantesimo, lo avviluppò con il suo fascino.

Fra i due si arrivò allo scontro, la battaglia era inevitabile! Tiamat e Nibiru si trovarono faccia a faccia; avanzavano l’uno contro l’altro. Si avvicinavano alla battaglia, si preparavano ad un duello.

Il Signore distese la sua Rete (gravitazionale), la gettò per avvilupparla. Con furia Tiamat gridò, perse i sensi come se fosse posseduta.
TIAMAT e satellite - TEORIA DELL'IMPATTO GIGANTEIl Vento del male [3], che lo seguiva, Nibiru le scatenò contro; il Vento del Male le scagliò in faccia.
Tiamat aprì la bocca per divorare il Vento del Male, ma non riuscì più a chiudere le labbra. Il Vento del Male caricò il suo ventre, penetrò nelle viscere. Le sue viscere erano dilaniate, il suo corpo si gonfiò, la sua bocca si spalancò.
Attraverso l’apertura Nibiru scagliò una freccia lucente, un lampo divino. Penetrò nelle sue viscere, le dilaniò il ventre; le si conficcò nel grembo, le spezzò il cuore.
Dopo averla così domata, egli Spense il suo Soffio Vitale.

Nibiru esaminò il corpo senza vita, Tiamat era ora come una carcassa macellata. Vicino alla padrona senza vita, i suoi undici aiutanti erano tremanti di paura. Nella rete di Nibiru furono catturati; furono incapaci di fuggire.
Anche Kingu, proclamato da Tiamat capo della schiera, era fra di loro. Il Signore lo incatenò, lo legò alla padrona senza vita.
Strappò da Kingu le Tavolette dei Destini [4], ingiustamente a lui date. Vi impresse il suo sigillo, fissò il Destino al suo petto.
Gli altri della schiera di Tiamat legò come prigionieri, li intrappolò nel suo circuito. Li calpestò sotto i suoi piedi, li fece a pezzi. Li legò al suo circuito; le fece orbitare indietro.

Nibiru partì poi dal Luogo della Battaglia, si recò ad annunciare la vittoria agli dèi che lo avevano prescelto. Compì un circuito attorno ad Apsu (Sole), viaggiò verso Kishar (Giove) e Anshar (Saturno). Gaga (Plutone) venne a salutarlo, poi fece rotta come messaggero verso gli altri.
Nibiru oltrepassò An (Urano) ed Antu, si diresse verso la Dimora del Profondo.

Ripensò poi al fato di Tiamat ormai senza vita e a quello di Kingu. Il Signore Nibiru allora ritornò a Tiamat, che prima aveva domato.
Le si avvicinò, si soffermò a vedere il suo corpo senza vita. Nel suo cuore concepì ingegnosamente un piano per dividere il mostro.

terra tiamat e kinguPoi come si fa con una cozza, la divise in due parti, le separò il petto dalle parti inferiori. Recise i canali del suo sangue, guardò con stupore le sue vene d’oro.

Calpestando la sua Parte Posteriore, il Signore Nibiru le tranciò di netto la parte Superiore. Convocò accanto a sé il Vento del Nord, suo aiutante. Comandò al Vento di portare via il cranio staccato, di gettarlo nel vuoto.
Allora il Vento di Nibiru si librò su Tiamat, investendola con un fiotto di acque. Nibiru scoccò un lampo, impartì il segnale al Vento del Nord.
Con un fulgore, la parte superiore di Tiamat venne portata in un luogo sconosciuto.
Anche Kingu, a lei legato, fu con lei esiliato, per essere compagno della parte staccata.

Nibiru riflettè poi sul fato della Parte Posteriore: che fosse un eterno trofeo di battaglia, questo era il suo volere. Che fosse per sempre ricordato nei cieli, per custodire il Luogo della Battaglia.
Con la sua mazza schiacciò in mille pezzi la parte posteriore, poi li unì per formare il Bracciale Martellato.
Unendoli insieme, li posizionò come guardiani, un Firmamento per dividere le “Acque dalle Acque” (cioè diverse zone spaziali del Sistema Solare). Separò i “Mari Superiori” (corrispondenti ai nostri pianeti gioviani – Giove, Saturno, Urano e Nettuno) sopra il Firmamento dei “Mari Inferiori” (corrispondente grosso modo ai nostri pianeti terrestri – Mercurio, Venere, Terra e Marte).
Tutto questo Nibiru creò con molto ingegno.
sistema solare - fascia di asteroidi e fascia di kuiper

Il Signore Nibiru attraversò i cieli per scandagliare le regioni. Misurò le dimensioni dal regno di Apsu alla dimora di Gaga.
Nibiru esaminò poi il limite del Profondo, gettò lo sguardo verso il suo luogo natale. Si soffermò ed esitò; poi lentamente ritornò al Firmamento, al Luogo della Battaglia.

Nell’attraversare di nuovo la reglione di Apsu, ripensò con rimorso alla sposa del Sole che più non c’era.
Guardò la metà ferita di Tiamat, prestò attenzione alla sua Parte Superiore. Le acque della vita, la sua ricchezza, stillavano ancora dalle ferite. Le sue vene d’oro riflettevano i raggi di Apsu.
Allora Nibiru si ricordò del Seme della Vita, ereditata del suo Creatore. Quando aveva calpestato Tiamat, quando l’aveva separata, sicuramente le aveva trasmesso il seme!
Si rivolse ad Apsu, così gli parlò: “Con i tuoi caldi raggi, risana le ferite! Che nuova vita sia data alla parte staccata, che possa essere accolta nella tua famiglia come una figlia! Che le acque siano tutte raccolte in un luogo, che possa apparire la terraferma! Che sia chiamata terraferma, che il suo nome d’ora in poi sia Ki!”
Apsu prestò attenzione alle parole di Nibiru: “Che la Terra si unisca alla mia famiglia!” Così decretò. “Ki, Terraferma del Mondo Inferiore [5], che il suo nome d’ora in poi sia Terra! Che , con la sua rotazione, ci siano notte e giorno; che di giorno io la possa irradiare con i miei raggi risanatori.
Che Kingu sia una creatura della notte, di notte brillerà come compagna della Terra, che per sempre sia la Luna!”
Nibiru ascoltò con compiacimento le parole di Apsu.

Attraversò i cieli ed ispezionò le regioni. Agli dèi, che lo avevano reso supremo, concesse stazioni permanenti.
Decise che non dovessero trasgredire i confini dei propri circuiti, né darsi battaglia. Rafforzò le serrature dei cieli, ai loro lati posizionò dei cancelli.
Scelse per sé una dimora esterna; si estendeva al dilà di Gaga.
Supplico Apsu perché decretasse che il grande circuito fosse il suo destino. Dalle loro stazioni tutti gli dèi decretarono: “Che la sovranità di Nibiru sia senza pari! Lui è il più radioso degli dèi, che lui sia veramente il Figlio del Sole!”
Dalla sua dimora Apsu concesse la sua benedizione: “Nibiru deve essere il Luogo dell’Attraversamento del Cielo e della Terra; Luogo dell’Attraversamento sarà chiamato! Sopra o sotto Nibiru gli dèi non dovranno mai attraversare. Una posizione centrale è stata conferita per sempre a Nibiru, per essere così il pastore degli dèi. Il suo circuito sarà uno Shar [6]; questo sarà per sempre il suo Destino!” »

Questa è una versione mitologica di avvenimenti esclusivamente astronomici, propri di un certo punto del passato del Sistema Solare. Una versione in termini più attuali si trova alla voce Teoria dell’impatto gigante.


[1] La Fascia principale degli Asteroidi è una regione del sistema Solare compresa fra le orbite di Marte e Giove, che contiene la maggiore concentrazione di asteroidi del sistema.
[2] Le Lune o Satelliti naturali di Nibiru, tra le quali Vento dell’Est, Vento del Nord, Vento del Sud, Vento del male e Vento Occidentale.
[3] Il Vento del Male è un concetto della mitologia sumera. Si riferisce secondo Zecharia Sitchin alla nube nucleare portatrice di morte (della Grande Calamità), che si era spinta da Canaan verso oriente, in direzione di Sumer.
[4] Le Tavolette dei Destini o Tavole dei Destini erano dei testi contenenti il destino degli dèi e dell’umanità, secondo la mitologia mesopotamica, che il possessore era in grado di modificare a proprio piacimento. Secondo Zecharia Sitchin le Tavole dei Destini erano strumenti utilizzati nel Centro di Controllo Missione per seguire e controllare orbite e traiettorie dei pianeti (soprattutto Marte e Nibiru); in seguito designarono la registrazione di decisioni inalterabili.
[5] Secondo la tradizione sumerica e secondo Zecharia Sitchin, il Mondo Inferiore è l’emisfero meridionale che include anche l’Africa meridionale (Abzu) e l’Antartide. Era cioè la Via celeste sotto il 30° parallelo sud. Sopra il 30° nord c’era la Via di Enlil e nella fascia centrale la Via di Anu. Il termine Mondo Inferirore era però anche usato (come Ki) per designare le terraferma (contrapposta alle acque dei mari) per il fatto che lo scudo africano e l’antartide apparivano alle navi spaziali come la terraferma più sviluppata. Un ultimo significato del termine Mondo Inferiore è quello di sinonimo di Mari Inferiori, cioè la parte interna del Sistema Solare.
[6] Lo Shar è un’unità di misura del tempo dei Sumeri, che equivale a 3.600 anni. Secondo Zecharia Sitchin è il periodo orbitale di Nibiru attorno al Sole.


==>> VEDI ANCHE “LA TEORIA DELL’IMPATTO GIGANTE”

==>> VEDI ANCHE “IL LIBRO PERDUTO DI ENKI”

==>> VEDI ANCHE L’ENUMA ELISH


FONTE ==>> http://www.ufopedia.it/Battaglia_Celeste.html

LA NASCITA DI SATANA parte 2

LA NASCITA DI SATANA parte 2

Ogni religione è sempre stata accompagnata da conquiste territoriali e di potere, come ad esempio le crociate o la conquista degli spagnoli del centro america, sotto il comando della Chiea Cattolica, e la stessa cosa è accaduta millenni fa quando i primi re di popolazione semita riuscirono ad unificare sotto una unica bandiera, politica e religiosa, le terre del medioriente.
I primi semiti, infatti, dovevano ritrovare la propria identità dopo la distruzione di Gerusalemme e fu proprio durante questo periodo che vennero a conoscenza delle tradizioni babilonesi, che a loro volta avevano ereditato dai Sumeri, ma che loro riportareranno in chiave monoteista.
Questo nuova stirpe che si andava formando era il popolo Ebraico, il quale nella sua fase iniziale (II millennio a.C.) era per lo più una religione enoteista, cioè che aveva una divinità principale (El/Enlil), ma che riconosceva anche le divinità dei paesi in cui si diffondeva, come quella Camita di stampo Enkita (che adoravano Enki, fratello di Enlil), che comprendeva le popolazioni libanesi, egiziane, e dell’Africa centro-orientale, e col passare del tempo, quindi, l’ebraismo ebbe la meglio sulle altre religioni, imponendo il loro “Protettore” Yahwe come unico dio, per finire con la demonizzazione e col bando assoluto degli altri Dei non affini.

L’epilogo, se così si può dire, avvenne dopo l’Esodo, quando gli Israeliti che fuggirono dall’Egitto e quindi dal territorio Enkita, si ritrovarono in Mesopotamia che era territorio Enlilita, ed ecco che, automaticamente in virtù di questo trasferimento, Enki diventò “Saytan”, Satana per la Bibbia, ma che in lingua originale aramaica, significa semplicemente “Avversario”!
Poi successivamente la propaganda Cristiana Cattolica ha fatto tutto il resto.

EVOLUZIONE SATANA 2

Alla luce di tutto questo, possiamo comprendere che “Satana” non è altro che una e più divinità adorate da quei popoli che furono soggiogati dai semiti, i quali gli imposero il loro unico Dio.

E chi erano queste “divinità”??
Ma naturalmente le entità enkite, che vennero organizzate in una struttura gerarchica con a capo Enki/Satana (shaytan) il quale comandava le orde di “demoni”, cioè i suoi figli, più tutte le altre divinità minori loro seguaci, mentre dal punto di vista dell’iconografia questo passaggio viene evidenziato dalla reppresentazione dell’icona identificativa di Satana, il Serpente, che nella cultura mesopotamica rappresentava appunto Enki, divenendo così il simbolo dispregiativo per i nemici politici enkiti.

Nonostante, però, la figura di Satana sia stata identificata con Enki, il personaggio più demonizzato dall’ebraismo fu Marduk il ribelle, figlio di Enki.
Egli, infatti, fu protagonista di molte vicende che riguardano le contese Anunnake, dalla causa della Prima Guerra della Piramide, fino ad arrivare alla distruzione nucleare del Sinai; tutto questo perchè gli fu sempre negato il diritto di successione, e questo risentimento se l’è portato dietro per secoli.
Una vicenda famosa che accomuna Marduk con il Satana della Bibbia è nell’undicesimo capitolo della Genesi che parla della distruzione della Torre di Babele.
Sappiamo che Marduk aveva al suo seguito il popolo egiziano, il quale lo adorava come Ra, e che volle ribellarsi al dominio enlilita conquistando Babilonia, così insieme a suo figlio Nabu, prese la città dove edificò la sua dimora (L’Esagila) e per affermare la sua supremazia fece edificare una torre.
Fu a questo punto che, secondo la Bibbia, Yahwe/Enlil distrusse la torre di Babele e “confuse le lingue degli uomini”.

Tornando all’ebraismo, la sua fase monoteista si affermò anche quando tutti gli attributi e le opere di tutte le divinità precedenti vennero associati alla divinità unica Yahwe, non solo quelle enlilite ma anche quelle enkite. Troviamo quindi da una parte la demonizzazione della fazione enkita e della sua stirpe, e allo stesso tempo la privazione di queste divinità delle loro caratteristiche peculiari e delle loro opere, che vennero così attribuite a Jahwe.

Primo esempio tra tutti riguarda la creazione dell’uomo.
Paradossalmente, secondo gli scritti sumero-accadici fu proprio Enki (Satana), assieme a sua sorellastra Ninmah (La levatrice degli dei sumeri) a creare il primo uomo, e successivamente fu Enlil (Yahwe) a porlo nell’ E.Din/Eden, ed è comico come, nella fase di creazione del monoteismo ebraico, questa azione fu attribuita a Yahwe e immediatamente il creatore dell’uomo Enki fu chiamato “Satana”, cioè avversario di Jahwe.
(e da qui allora mi annovera una riflessione… secondo i racconti sumero-accadici l’uomo è una creazione di Satana?!!)
Sigillo della TentazioneLa storia continua con la vicenda della tentazione; il Serpente/Enki tenta Eva e gli fa mangiare il frutto dell’Albero della Conoscenza, poi Dio/Enlil caccia i due umani per impedirgli di mangiare anche dall’Albero della Vita.
Inutile dire che esiste un cilindro sumero, quello della “sigillo della tentazione”, realizzato molti secoli prima della stesura della Bibbia, che mostra la stessa scena!

Altro esempio eclatante è la storia del diluvio universale, dove Dio decide di sterminare la razza umana peccatrice, ma che subito dopo “cambia idea” e sceglie di salvare Noè con tutta la sua famiglia, poichè egli era “Puro” dinnanzi ai suoi occhi.
sigillo enki-noèQuesto dilemma ci viene spiegato accuratamente andando a leggere il “mito” sumero di Atra Hasis, e riportato in modo chiaro nel “sigillo del diluvio” (qui Enki, come nel sigillo precedente, viene rappresentato metà uomo e metà serpente), dove Ziusudra, la figura corrispondente a Noè, viene avvertito da Enki dell’imminente decisione di Enlil di sterminare l’umanità.
Quindi; Yahwe (Enlil) decide di sterminare l’umanità perchè peccatrice, ma subito dopo “cambia idea” (?) e avverte (Enki) noè.
(!!!)
Questa succinta narrazione ci costringe ad affrontare una nuova verità; fin quando vorremmo considerare i miti come semplici fantasie dei nostri progenitori e non come cronache di fatti realmente accaduti, troppe cose ci resteranno incomprensibili.
Purtroppo “nella storia delle religioni” abbondano le interpretazioni unilaterali e di conseguenza aberranti, mentre invece sembra proprio che tutte le più recenti scoperte dell’uomo non facciano altro che confermare le verità insite nei miti pagani e che in questo caso la religione cattolica collega il Serpente a Lucifero, il quale non fece altro che sciogliere i segreti degli “dei”.
Dopo l’attenta valutazione di tali letture è giocoforza accettare le nuove teorie dell’ultimo mezzo secolo, secondo cui gli antichi dèi non sarebbero altro che essere mortali di civiltà più evolute di noi, che ci hanno creato a loro immagine e somigliana attraverso l’utilizzo del loro e del nostro DNA.
Forse il loro compito è stato di elevare il livello spirituale di altri mondi, o forse il loro intento era semplicemente servirsi di noi per i loro scopi.
Sta di fatto che questo malizioso Serpente, non era nient’altro che un coraggioso e brillante astronauta che dopo averci creato “aprì gli occhi all’automa”, per dare così agli uomini quelle conoscenze che gli altri “dei” volevano serbare esclusivamente per loro, divenendo secoli dopo l’avversario di Dio, e quindi Satana.

FONTI ==> http://ningizhzidda.blogspot.it/2012/10/la-nascita-di-satana.html

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LA NASCITA DI SATANA

LA NASCITA DI SATANA

Siamo tutti abituati a considerare Satana come un’entità malvagia, dotata di determinati poteri che ha lo scopo fondamentale di combattere Dio, sottrargli le nostre anime, e per mezzo della tentazione ci fa peccare e quindi ci condanna all’Inferno.
Questo “essere maligno” ci viene sempre descritto, e raffigurato, come un essere ferino, mezzo uomo e mezzo animale, con gambe e corna da caprone, e a volte munito di ali piumate o di pipistrello, ma stranamente egli era l’Angelo più amato e splendente di Dio, che in seguito alla sua ribellione è stato cacciato dal paradiso e “buttato giu” sulla terra.
Quindi questo Satana/Lucifero/Belzebù, che ci racconta la Chiesa, è un essere “splendido”? o è una “bestia immonda”??

Immagine
Risposta….. “Era Bellissimo e Perfetto” e dopo la caduta, è diventato “Immondo”!! (??) …
… e questa “mutazione”, infatti, la osserviamo perfettamente col passare dei secoli, e vediamo che, inizialmente, all’epoca paleocristiana, aveva un bell’aspetto ed era più incantevole, fino ad tramutarsi nel tardo medioevo in quell’essere animalesco che tutti conosciamo (simile all’antico dio agreste Pan? …si, esso influì moltissimo a conferire l’aspetto bestiale e terrificante al diavolo).

Ma da dove arriva questo mito?
In effetti, della sua origine ne sappiamo ben poco, o meglio ancora per sentito dire.
Nella Bibbia la parola “Satana” appare solo 47 vole, e si vuole attribuire la sua origine nei versetti di Isaia, 14,12 “Come mai sei caduto dal cielo, o astro mattutino (Lucifero), figliuol dell’aurora?! Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni?!”
Ma questi versetti, che continuano fino al num. 20, in realtà alludono alla caduta del re di Babilonia, Baldassar, che va in rovina con tutta la sua arroganza (ennesima incongruena -copiata, scritta e riveduta- del Libro Sacro ispirato da Dio).

Ma passiamo ora ad un Simbolo/Icona fondamentale di Satana, cioè il “Serpente”.

Inannzitutto è doveroso dire che il serpente in passato e in moltissime culture, ha sempre avuto un valore positivo, esso cambia le pelle e si rinnova, ma in ognuno di noi richiama alla memoria il “tentatore” per antonomasia, colui che tentò Eva nell’Eden.
Nelle prime raffigurazioni sumere, questo animale, viene chiamato Bur o Buzur, parola che in quell’antica lingua significa “dio che scioglie i segreti”.
In ebraico serpente viene tradotto “Nahash”, ma in realtà il suo vero significato è, guarda caso, “colui che scioglie i segreti”.
In arabo invece lo stesso termine si dice “Al Ayyah” che darà poi inizio al culto di ad Allah e significa “vivificante” ossia “colui che da la vita”.

Ma solo se andiamo ad analizzare la storia archeologica possiamo capire cosa sia successo 4000 anni fa quando iniziò a diffondersi l’ ebraismo, e ad avere il sopravvento sulle altre religioni della Mesopotamia.

Sappiamo che l’ebraismo, nella sua fase iniziale (II millennio a.C.) era per lo più una religione enoteista, cioè che aveva una divinità principale (El/Enlil) ma che riconosceva anche le divinità dei paesi in cui si diffondeva, come quella camita di stampo Enkita (che adoravano Enki, fratello di Enlil), ma col passare del tempo questa ebbe la meglio sulle altre religioni finendo per bandire le divinità non affini e quindi diventare monoteista, fino ad arrivare a qualche secolo fa, con un gruppo di individui che ha voluto creare due personaggi fittizzi, Yahweh e Satana, che hanno portato avanti, con metodi subdoli, una nuova concezione di “Santo” e “Demone” e che dura fino ai giorni nostri.

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Pur essendo Satana un personaggio “relativamente nuovo”, che nasce iconograficamente con il Cristianesimo, le antiche e recenti fonti ci vengono in aiuto per quanto riguarda l’ identificazione dei due personaggi principali; la personalità di Yahweh viene creata fondendo diversi “dei” Anunnaki, di entrambe le stirpi, mentre per forgiare il personaggio di Satana ne sono stati usati fondamentalmente quattro, i cui caratteri sono stati fusi in un’ unica entità dalle presunte e molteplici sfaccettature. 

Questi sono Enki e i suoi tre figli, Marduk, Ningishzidda e Dumuzi.

enkiIl primo e più importante dei 4 è Enki, uno dei massimi signori Anunnaki, il grande scienziato, sapiente signore che conosceva ogni cosa (…se c’era, a Sumer, un personaggio dal quale Yahweh poteva rubare la caratteristica dell’onniscenza, era proprio Enki), e figlio maggiore di Anu, ma non era l’ erede ufficiale poichè il titolo spettava ad Enlil (Signore del vento); ed Enlil era il padre di Ishkur (anche loro identificati con Yahweh).

Enki era un signore benevolo, giusto, rigoroso anche se parecchio libertino, ben disposto nei confronti degli uomini, fu lui infatti, insieme alla sorellastra Ninmah, a creare l’ uomo, inoltre salvò l’ umanità dal Diluvio, e donò ai popoli due importanti conquiste: la scrittura e il calcolo del tempo.

Nei sigilli veniva rappresentato quasi sempre con dei getti d’ acqua che fuoriuscivano dalle spalle contenenti dei pesci, ma il simbolo che lo rappresentava per antonomasia era il SERPENTE.
Sigillo della TentazioneLa sua più famosa raffigurazioni è forse quella di una tavoletta chiamata ‘Sigillo della Tentazione’, in cui Enki compare seduto dinanzi a una donna, tra loro un albero, e dietro il dio appunto un serpente.
(Facile dedurre che Enki é il ‘proto-satana’ per eccellenza)

 


Poi abbiamo MARDUK, che era il figlio primogenito di Enki, nato dall’ unione con Damkina. Sposato con Sarpanit (mezza umana) aveva almeno un figlio: Nabu.

marduk con dragoneMarduk era assocciato all’ ariete in Egitto, ove era venerato con il nome di Ra e poi Amon-Ra (il Ra nascosto / lontano), e nelle sue rappresentazioni é quasi sempre accompagnato dal serpente dragone Mushushu.
Eterno rivale della fazione Enlilita, Marduk caratterialmente era iracondo, guerrafondaio, superbo, orgoglioso e ribelle, ed è dunque servito a modello per la creazione di Satana.

Un’altro modello perfetto per identificare Satana, è Ningishzidda, ma non nella concezione di “diavolo” o “demone” medievale, ma piuttosto in quella di “donatore di luce” e quindi il Lucifero Paleocristiano.

Tutti i sumerologi concordano nel collegare Ningishzidda all’Abzu, il “mondo inferiore”, territorio enkita.
Una delle sue rarissime rappresentazioni lo ritrae con due serpenti cornuti che spuntano dalle sue spalle, oppure con un bastone al quale stanno attorcigliati due serpenti (Caduceo).
A questo signore Anunnako si attribuisce la costruzione di almeno tre centri megalitici sparsi per il globo: le piramidi di Giza, Teotihuacan, e Stonehenge.
drago apocalisse-alatoPer gli Egiziani egli era il dio Thot, mentre per per gli Aztechi era Quetzalcoatl, il dio ‘serpente piumato’ o ‘serpente alato’. Il serpente era il simbolo della sua appartenenza alla dinastia enkita mentre l’ uccello rappresentava il falco degli dei sumeri e l’Ibis egiziano (in effetti non possiamo non pensare al Drago Leviatano e al fatto che Satana nell’ Apocalisse venga descritto come drago con 7 teste, 10 corna, e 7 diademi).

Quindi ciò che lega Ningishzidda a Satana/Lucifero sono le sue sapienti conoscenze, il suo essere così pratico del “mondo di sotto” (espressione e figura mitologica che serviranno secoli dopo a creare il concetto di “Inferno”) e l’ associazione con i serpenti cornuti e con i draghi. 
 

dumuziInfine abbiamo DUMUZI figlio minore di Enki e famoso per il suo fidanzamento con Inanna.
Nella lista degli Dei sumeri egli viene ricordato come “il Dio Pastore”, egli era infatti strettamente legato ai campi, agli animali, alle attività della terra.
Anche lui era associato al serpente, ma anche agli animali come la capra, e non c’ é dubbio che sia stato proprio lui a servire per la creazione del dio Pan e, forse, addirittura del Kernunno.
Era quindi il personaggio perfetto dal quale attingere per creare quel lato ‘pagano’ di Satana tanto caro a stregoni, studiosi di occultismo e di paganesimo inteso come contatto con le “forze della natura”.

EVOLUZIONE SATANA

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Dunque finora abbiamo trovato le tracce di alcune delle caratteristiche fondamentali di Satana:
 – il Serpente, simbolo che contraddistingue tutta la stirpe enkita.
 – la parte creatrice e libertina attraverso Enki;
 – la parte guerrafondaia, superba, orgogliosa, battagliera attraverso Marduk;
 – il legame con il mondo di sotto e la sapienza delle cose scientifiche e civilizzanti attraverso Ningishzidda;
 – e infine il lato Pagano delle forze della natura di Dumuzi;
Le basi per un’entità ostile ci sono, manca solo la demonizzazione del “Serpente”; e questo avvenne a Babilonia durante la schiavitù ebraica.

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DAL POLITEISMO AL MONOTEISMO

DAL POLITEISMO AL MONOTEISMO: LA NASCITA DI YAHWEH

DAL POLIT.AL MONOT.

La Genesi e gran parte del materiale contenuto nella Bibbia non sono altro che passaggi di eventi immortalati, su tavolette di argilla, precedentemente dai Sumeri, e questa cosa è ormai nota a tutti. La religione ebraica, nata dal culto del dio Enlil e della sua stirpe, è giunta a noi come religione monoteista e ha spianato la strada per il cristianesimo e l’islamismo, ma nella sua fase iniziale l’ebraismo non conosceva una singola divinità.
Quando leggiamo nella Bibbia il plurale Elohim non dobbiamo lasciarci ingannare dalle spiegazioni che ora ci vengono date dagli interpreti di una religione monoteista i quali asseriscono che Elohim è un plurale majestatis.
Allora se così fosse perché non vogliono spiegare perché in alcuni casi verrebbe usato questo plurale majestatis e altre volte invece la versione singolare?
Forse perché in alcuni casi si faceva riferimento ad una pluralità di individui mentre in altri si faceva riferimento al singolo?
La realtà è che il termine Elohim, plurale di Eloah (provenienti entrambi dalla radice El = Signore/Dio), indica una ‘collettività’ di dei e ciò è dimostrato dalle innumerevoli iscrizioni sumere in cui si parla di un ‘consiglio degli dei’, dei ‘sette che decretano i fati’ etc.
En.Lil, figlio di Anu, fratellastro di En.Ki, era considerato in Mesopotamia la maggiore divinità, anche se a capo del pantheon sumero stava Anu, ma la sua figura era più quella di un ‘patrono’ che quella di un Dio-guida.
Era una ‘carica onoraria’ in quanto padre delle due divinità principali, appunto En.Lil ed En.Ki i quali, assieme ai loro discendenti, fecero nascere ed evolvere la civiltà a Sumer.
Il nome En.Lil significa letteralmente ‘Signore del Vento/Aria’ ma il termine Lil ha anche il significato di ‘potere, comando’, da qui la traduzione di ‘Signore del Comando’ che viene fatta in molte tavolette sumere dedicate all’esaltazione della figura di questa divinità.
En.Lil veniva chiamato anche Ellil, nome da cui è nata poi la radice accadica Ilu per descrivere gli dei, e dalla quale a sua volta nacquero il termine ebraico El e quello arabo Allah.
El, dunque, non era un nome proprio di una divinità ma un termine descrittivo.
Uno degli appellativi accadici di En.Lil era Ilu.Kur.Gal, ovvero ‘Signore della Grande Montagna’, che è esattamente lo stesso epiteto che l’ebraismo usa per la sua divinità con il nome El Shaddai.
A questo punto è bene tenere presente una cosa: essendo l’ebraismo nato dalla devozione a En.Lil, è a lui che vengono attribuiti tutti gli eventi e le azioni principali e ‘positivi’ per la civiltà ebraica, a lui e alla sua progenie.

MIX GENETICONel racconto della creazione dell’ uomo, il testo biblico ci racconta che ‘Gli Elohim (quindi un numero minimo di 2 divinità) crearono Adamo dalla terra, […] maschio e femmina li crearono[…]’.
Successivamente si dice che ‘Allora Il Signore Dio (singolare) piantò un giardino nell’Eden a Oriente, e vi pose Adamo, perché lo coltivasse […]’.
Nelle bibbie moderne il tutto viene ridotto al singolare, ma è rimasta la differenza di denominazione tra i due passaggi infatti nel primo si parla di ‘Dio’ che rivolgendosi a qualcuno dice ‘Creiamo l’uomo a nostra immagine’, nel secondo si parla del ‘Signore Dio’ e i verbi sono al singolare.
Da una analisi attenta si comprende come un gruppo di dei nel primo passaggio crei l’ uomo, e come poi un singolo dio, nel secondo passaggio, lo ponga nel giardino dell’ Eden.
Andando a leggere le traduzioni di alcuni miti sumeri, troviamo una esatta corrispondenza difatti il primo passaggio della Genesi corrisponde a un testo che in forma ridotta è stato incluso nell’Enuma Elish e che racconta di una riunione di divinità (vengono menzionati Anu, En.Lil , En.Ki e poi Nin.Hur.Sag) durante la quale En.Ki propone di creare un essere che porti il fardello del lavoro che spettava agli dei.
Le parole usate d En.Ki e tramandate nel mito sono: “L’essere di cui parlo esiste già (Homo erectus?), dobbiamo solo imprimergli la nostra immagine, il nostro marchio – creiamo un essere a nostra immagine, che sia lui a portare il fardello degli dei”
Anche qui, come nel primo passaggio della Genesi, abbiamo un discorso tra varie divinità, l’uso del plurale, e l’intenzione di creare un essere umano ad opera di più divinità.

Il testo sumero continua con ‘Guardate, abbiamo qui Mami (uno degli epiteti di Ninmah e dalla quale parola deriva il termine MAMMA), che sia lei a dare vita al nuovo essere’ e con la risposta di Ninmah: ‘Da sola non posso farlo, abbiamo qui En.Ki dio di grande sapienza, che sia lui ad aiutarmi in questa impresa’, e anche in questo passaggio quindi si fa riferimento al fatto che la creazione avviene ad opera di almeno due diverse divinità.

Nel racconto biblico del Diluvio Universale, Dio decide di sterminare gli uomini a causa della loro ‘corruzione morale’ e decide di mandare un diluvio che avrebbe distrutto ogni forma di vita e simbolicamente lavato il peccato dal mondo, però improvvisamente leggiamo che ‘Noè trovò grazia nel cuore di Dio perché era un uomo giusto’.
Quindi Dio cambia idea e decide di salvare non solo Noè, ma anche sua moglie, i suoi 3 figli, e le 3 nuore, e quindi va da Noè e gli dà istruzioni per costruire una barca nella quale dovrà salire con la famiglia prima del diluvio, e stipare provviste animali e vegetali per poter far ripartire la vita dopo la catastrofe.
Ma stranamente il racconto sumero è molto più dettagliato e ci dice che è sempre En.Lil (Yahwe) che decide di distruggere i discendenti di Adamo a causa del loro proliferare: “Le loro voci mi arrecano fastidio, il loro accoppiarsi mi toglie il sonno, […] ma non posso fare niente contro loro per causa di mio fratello, Egli li protegge”. Successivamente En.Lil convoca En.Ki e gli intima di usare il suo potere per correggere i danni che la sua creazione aveva portato: <<” crea quindi un diluvio che spazzi via l’ uomo dalla terra”>>, ma En.Ki risponde che: <<“questo non è mio potere, non è una azione per me… è una azione per te, En.Lil, e tuo figlio Nin.Ur.Ta. Se vuoi un diluvio dì a Nin.Ur.Ta di aprire le porte del cielo”>>
La frase conclusiva del passaggio, pronunciata da En.Lil, è una trasposizione della frase del racconto biblico: “Ecco io allora lo farò da me… manderò il diluvio per spazzare l’ uomo dalla terra”.
sigillo enki-noèNel racconto sumero però troviamo una differenza significativa infatti mentre nella Genesi è Dio a cambiare idea all’ultimo momento e decidere di salvare Noè e la famiglia, nel corrispondente passaggio sumero è En.Ki (Satana) a voler salvare Noè, dirigendosi fuori dalla sua casa e facendo finta di parlare a un paravento di canne (in modo che comunque Noè potesse sentirlo), perché En.Lil (Yahwe) aveva fatto giurare agli altri dei di non rivelare la sua intenzione.
Le parole del testo sumero iniziano con:“O capanna di canne ascoltami! O Muro ascoltami! Abbatti questa casa, lascia qui ogni tuo bene terreno e costruisci una nave, riempila di tutto ciò che è vivo […]”.
Questa divisione dei ruoli di distruttore (EN.LIL)e di salvatore (EN.KI) nel testo sumero, nel momento in cui si sono attribuite a En.Lil (Yahwe) tutte le azioni ‘positive’ compiute da altri dei, è stata tradotta nell’improvviso quanto sospetto ‘cambiamento di idea’ che compare nella Genesi.

Anche il racconto della Torre di babele, nella Bibbia, seppur di poche righe, contiene una traccia utile a identificare En.Lil con Dio difatti mentre il popolo che si è stanziato nella ‘Valle di Shinar’ costruisce la città con la torre, “Il Signore venne giù a vedere la città e la torre che i figli degli uomini avevano costruito”.
A questo punto Dio, rendendosi conto che l’uomo era talmente civilizzato da pensare come un ‘popolo’ e non come gruppi di singoli o tribù, vede in questo un pericolo, e questa preoccupazione traspare dalle parole: <<“Guardate! Ora la gente è unita, con una sola lingua, ed ecco ciò che cominciano a fare. Compiendo questo niente sarà più loro impossibile di ciò che immagineranno”>>.
Il Signore prende quindi una decisione ed esorta altri non precisati dei a seguirlo: <<“Venite, scendiamo e confondiamo le loro lingue, così che non possano più comprendersi”>>.
La strategia di Dio è semplice ed efficace, se gli uomini fino ad allora parlando una lingua comune erano riusciti ad organizzarsi, ora con lingue diverse non ci sarebbero più riusciti.
La Genesi è un ultra condensato di racconti, e ciò fa sì che le varie parti del racconto della Torre di Babele siano riportate brevemente anche se descrivono momenti diversi distanti parecchio nel tempo,
difatti nella Bibbia subito dopo questa esortazione da parte del Signore, ci viene raccontato di come il Signore confuse le loro lingue, e scacciò gli uomini in varie zone della terra.
Ovviamente il ‘confondere’ le loro lingue non può essere un gesto immediato, e anche la dispersione degli uomini dalla valle di Shinar in altre terre non è una azione immediata, e per entrambe queste opere è richiesto un certo lasso di tempo che però viene eliminato nel racconto biblico che è appunto un sunto.
E’ bene notare come anche in questo racconto c’è un personaggio al singolare che parla a un gruppo di altri personaggi, ma agisce da solo e la distinzione singolare/plurale anche in questo passaggio è molto chiara, e abbiamo un corrispondente racconto sumero che racconta la medesima storia.
Esiste un racconto che contiene poche linee che descrivono un fatto molto simile a quello raccontato dalla Genesi, si tratta di un racconto della ‘biografia’ di Marduk, figlio di En.Ki che agli occhi di En.Lil (Yahwe) fu sempre sgradito per la sua pretesa regale.
Infatti bisogna ricordare che, quando furono divisi i regni sulla terra tra gli dei, il ruolo più importante fu dato a En.Lil, e nella ‘seconda generazione’, cioè quella dei figli di questi dei, il prescelto per il comando non fu Marduk come invece sarebbe dovuto essere, ma Nin.Ur.Ta, figlio di En.Lil.
BABELEIn questo racconto si parla di Marduk e del suo esilio e di come grazie a suo figlio Nabu tornò nelle sue terre a Canaan per raggruppare i suoi seguaci dirigendosi in Mesopotamia dove fondare una nuova città, Babilonia.
Il progetto di Marduk prevedeva una città con una grande ‘torre a gradini’ (una Ziggurat) chiamata E.Sag.Ila (Casa del grande dio), e fu allora che En.Lil, considerandolo un affronto al suo ruolo, decise di intervenire per scacciare Marduk.
Convocato suo figlio Nin.Ur.Ta, En.Lil dispose che: <<“Non più egli dovrà offendere il nostro potere, se ora il suo popolo lo eleggerà sovrano niente più potrà essergli impedito”>>.
En.Lil lancia dunque un appello a suo padre Anu, e non ottenendo il favore, si rivolge misteriosamente a Dam.Ki.Na, madre di Marduk, la quale però collerica risponde che: <<“‘Il suo numero […] il suo nome io sceglierò, al suo fianco starò”>>.
L’ enigmatica frase ‘Il suo numero’ è un riferimento al fatto che gli dei Anunnaki, come ci dicono i sumeri, avevano un grado di importanza definito da un numero, Anu che era il capo aveva rango 60, En.Lil 50, En.Ki 40 e Marduk solo 10.
A Nin.Ur.Ta, figlio di En.Lil, era stato dato lo stesso rango di suo padre quindi 50 e ciò fa capire l’astio di Marduk da cosa era dovuto.
Poche righe più avanti nel testo si legge quindi che: <<“Durante la notte il Signore del Cielo scese sulla terra ma gli uomini contro lui si scagliarono […] Egli rase allora al suolo la città, e il suo comando fu che fossero dispersi e le loro menti confuse”>>.
Al di la quindi degli epiteti e dei nomi, abbiamo gli stessi elementi che identificano il racconto biblico con quello sumero, la costruzione di una città con la torre, l’appello di un (singolare) dio ad altri dei (Nin.Ur.Ta, Anu, Dam.Ki.Na), distruzione della torre, la dispersione del popolo in varie terre, e la confusione (delle menti nel racconto sumero, nella bibbia delle lingue).
Nel racconto della Genesi si dice che: <<“‘allora questo posto fu chiamato Babele, perché qui il Signore Dio confuse le lingue dell’ uomo”>>, così il termine Babele prese da qui un significato di bolgia, confusione, che è arrivato fino a noi, ma questo termine non significa confusione ma bensì “Porta del Dio/degli dei” (Bab-ilu) quindi si vuole tramandare il nome della città assegnandogli un significato che non ha.

Finora abbiamo stabilito che, quando nella Bibbia, o meglio nel vecchio testamento, si fa riferimento al ‘Signore’ ci si riferisce a En.Lil e il nome generalmente usato in molti di questi racconti è El, e viene utilizzato sia come nome proprio sia come parte di un epiteto, come per esempio El Shaddai o anche El Elyon.
Da questa prima riflessione abbiamo visto 3 esempi in cui i resoconti biblici sono corrispondenti ad altrettanti racconti sumeri con protagonista proprio En.Lil.
Dobbiamo quindi concludere che El (Yahwe) è SEMPRE il dio sumero En.Lil?
No, perchè ci sono tantissimi altri episodi che, se presi singolarmente, identificano El (yahwe) con altre divinità, a volte discendenti di En.Lil, ma altre volte discendenti di En.Ki.
Abbiamo già visto che l’atto della Creazione di Adamo avvenne ad opera di En.Ki (Satana), e questo è il primo degli episodi che collega questa divinità al Dio ebraico.
Oltre a questo episodio abbiamo visto anche il suo intervento nel salvare la vita a Noè in procinto del diluvio, ci sono però anche altri riferimenti che sembrano identificare En.Ki (Satana) come probabile candidato a vestire i panni di Yahweh/El.
Innanzitutto En.Ki era il più saggio degli Anunnaki, era colui che deteneva tutti i segreti della scienza, della medicina, dell’estrazione mineraria etc., e nonostante tutti gli dei avessero conoscenze in questi ambiti ed alcuni addirittura eccellessero in determinati campi per cui venivano adorati, era En.Ki il più grande depositario di conoscenze.
Il simbolo di En.Ki era il serpente, e val la pena ricordare che Yahweh trasformò per prodigio il bastone di Mosè proprio in un serpente.
Uno dei nomi che veniva dato a En.Lil era Ilu.Kur.Gal che trova il suo corrispondente nell’ebraico El Shaddai, Signore delle Montagne, ma esisteva anche un altro ‘Signore delle Montagne’ nel territorio mesopotamico, precisamente nella parte più a est.
Era il figlio minore di En.Lil conosciuto dai sumeri come Ish.Kur e dagli accadi come Adad e il suo regno era la parte nord dell’Asia Minore, dove svetta la catena del Tauro.
Il nome Ish.Kur è legato alle montagne dalla radice Kur, ma il sillabico Ish è sempre stato controverso infatti può essere fatto derivare da Isha (Signore) che dunque comporrebbe con Kur proprio quel titolo di ‘signore della montagna’ di cui stiamo trattando.
Ma la parola Ish veniva tradotta in accadico con Shaddu, ed è da questo termine che deriva l’ebraico Shaddai, inoltre alcuni passi dei salmi (135:7) e del libro di Giobbe si parla di Dio come di colui che chiama la pioggia e le nubi durante l’Esodo, e in altri punti della Bibbia si parla di Dio dicendo: <<“Al suono della sua voce rombano le acque, […] egli produce i fulmini e le nubi […] e libera i venti dalle loro riserve>>”.
Dio era quindi legato alle tempeste, e Ish.Kur era appunto il dio delle tempeste e in tali veste era adorato come Adad dagli accadi e come Teshub dagli ittiti e hurriti.
La conoscenza medica e scientifica di En.Ki (Satana) venne trasmessa ai suoi due figli prediletti: Marduk e Nin.Gish.Zid.Da i quali erano venerati in Egitto con i nomi di Ra e Thot.
Uno dei lati più controversi che la Bibbia assegna a Dio era la sua capacità di guarire infatti ci sono innumerevoli riferimenti a questo ‘dio guaritore’.
Nel libro di Geremia si legge: <<” Guariscimi o Signore ed io sarò guarito […]”>>, mentre in Salmi 103:1-3 si legge: <<” Anima mia benedici il Signore, […] egli guarisce tutte le mie malattie”>>. Yahwe inoltre guarisce Ezechia salvandolo da morte certa e gli dona oltre 10 anni di vita in più e riportava in vita i morti, come in una visione di Ezechiele.
Inoltre era un architetto eccezionale, dato che diede istruzioni dettagliate per la costruzione del Tempio di Gerusalemme perfino sugli orientamenti, sugli arredamenti, sui materiali da usare.
La divinità sumera che più corrisponde a tutti questi tratti è Nin.Gish.Zid.Da, infatti fu lui che in qualità di Thot (Dio egizio) accorse in aiuto di Iside quando Horus fu morsicato da uno scorpione velenoso, e fu lui il rinomato architetto che progettò il tempio di Nin.Ur.Ta a Nippur, fu lui che secondo gli egizi progettò le piramidi e che secondo i sumeri aiutò suo padre En.Ki (Satana) a rendere i primi Lu.Lu (Adam biblici) creati capaci di procreare.

armi-atomicheC’è un episodio della Bibbia, quello della distruzione di Sodoma e Gomorra, che analizzato in alcuni dettagli (più che nella storia completa) ci rimanda a un lungo testo sumero chiamato Epica di Erra.
Entrambi i racconti contengono elementi che hanno quasi del fantascientifico: piogge di fuoco e zolfo, un vento maligno che semina morte, divinità iraconde, la distruzione di una zona geografica ben identificabile.
Nel racconto della Bibbia la distruzione arriva su Sodoma e Gomorra, due città ‘corrotte allo sguardo di Dio’, mentre nell’Epica di Erra ad essere distrutte sono Sumer e la zona del Mar Morto.
Nel racconto biblico è Dio che distrugge queste città dopo averne constatato la corruzione, mentre nel testo sumero a condurre l’attacco sono si due divinità distinte, ma delle quali una in particolare si accanisce in maniera spietata, appunto il dio Erra, questo nome è uno degli epiteti di Ner.Gal, figlio di En.Ki e fratello di Marduk.
La distruzione avviene a causa del tentativo di Marduk (ancora una volta) e di suo figlio Nabu di prendere il controllo della zona di Babilonia e di Nippur ed è per questo che Nin.Ur.Ta e Ner.Gal, chiamati rispettivamente nell’epica Ishum (colui che brucia) ed Erra (colui che annienta), vengono autorizzati a usare le ‘sette armi del terrore’ contro le città conquistate da Nabu.
Nel racconto biblico è famoso il passaggio in cui si descrive la morte della moglie di Lot che, fermatasi ad assistere alla distruzione delle città, venne tramutata in una ‘statua di sale’.
Il termine esatto che viene utilizzato nello scritto ebraico è “Netsiv Melah”, ma se come è probabile questo racconto è un eco della Epica di Erra, scritto in sumero, si deve chiarire che il termine Melah deriva dal sumero Ni.Mur che significava sia ‘sale’ che ‘vapore’.
Nell’epica di Erra, il dio Ner.Gal conducendo l’ attacco dichiara che: <<“Le genti io farò scomparire […] le loro anime tramuterò in vapore”>> e il termine utilizzato è proprio Ni.Mur.
Queste molteplici possibilità di identificare El con varie divinità, si spiega con il fatto che tra l’epoca sumero-accadica e l’avvento del monoteismo ebraico ci sono comunque oltre 1000 anni di storia, e tra la civiltà sumera e la stesura della Bibbia ci son oltre 2000 anni. Durante questo arco di tempo la Mesopotamia fu frazionata in tanti regni, si succedettero tante dinastie di re, tanti popoli, ognuno dei quali venerava un particolare dio derivato dal pantheon sumero. Questa venerazione avveniva sistematicamente riconoscendo anche gli altri dei, “enoteismo” ma eleggendone uno a ‘divinità principale o nazionale’, ed è questa la chiave che ci porta a comprendere la ‘nascita di Yahweh”.
Due popoli, con le rispettive religioni, sono essenziali in questo cammino, sono Gli Ittiti e gli Assiri.
Gli Ittiti erano un popolo proveniente dai balcani e si stabilrono nell’Anatolia del sud nel II millennio a.C., una epoca successiva all’espandersi della civiltà sumera e alla nascita del primo regno di Babilonia.
La prima vera fase in cui gli Ittiti si diffusero coincide con la adozione della città di Hattusa come loro capitale, e venendo in contatto con le popolazioni circostanti, gli Ittiti adottarono un pantheon misto che si rifaceva in gran parte alle divinità dei sumeri.
Nei loro scritti sono menzionati Utu e Teshub assieme ad altre divinità di più difficile identificazione, ma Utu è ben identificabile nell’omonimo dio del sole sumero, e Teshub è altrettanto identificabile nella versione hurrita di Ish.Kur/Adad.
Fu con gli Ittiti che molti degli dei ‘giovani’ sumeri trovarono un nuovo nome e un loro culto, ed è interessante notare che di volta in volta questi ‘dei nazionali’ venivano venerati attribuendogli opere di altri dei.
In parallelo a questa azione però gli Ittiti furono i primi a distaccarsi dalle tradizioni mesopotamiche e creare una nuova religione basata sul culto dei morti e su un nuovo concetti di aldilà, e furono con loro che gli dei, da esseri in carne ed ossa che vivevano con il popolo, diventarono delle entità da venerare come ‘incarnazioni’ di concetti astratti
Gli Assiri invece erano un popolo che abitava la zona a nord-est della Mesopotamia, ai piedi dei monti Zagros, erano fortemente imparentati con i babilonesi ed erano un popolo molto combattivo le cui tracce ci arrivano già a cavallo del 1900 a.C. con l’ inizio del loro primo regno.
La religione Assira era una versione quasi speculare di quella babilonese del periodo in cui Marduk era dio nazionale di Babilonia, il cui corrispondente assiro era Ashur, un dio molto violento, che veniva rappresentato con gli attributi di precedenti divinità sumero-accadiche.
Aleyan-BaalLa figura di Ashur successivamente si evolvette nel Aleyan-Baal, arrivato a noi tramite i fenici, ma adorato precedentemente da tutti i popoli canaanei.
Questo Baal é il punto focale della trasformazione degli dei mesopotamici nella figura che poi nell’ebraismo fu adorata come El/yahweh difatti il Baal della mitologia canaanita è la prima figura che prende su di se gli attributi di tutte le principali divinità precedenti.
Se tutte queste divinità erano ricondotte al nome El, che potremmo pensare come un ‘nome collettivo’, serviva una figura che potesse permettere il ‘grande passo’ nell’azione di creazione di una unica figura che rispondesse a tutte le caratteristiche degli dei precedenti, ma che allo stesso tempo non fosse identificabile come una ben precisa divinità tra tutte queste.
L’unico candidato possibile era il figlio di Baal e della sua sorellastra Asherah, e si chiamava, stranamente, Jaw.
Questo nome era una radice che iniziò ad apparire in molti epiteti divini e cronologicamente parlando non si hanno testimonianze di questa radice prima del 1400 a.C., ed è bene evidenziare che è questo, il XV secolo a.C., il lasso di tempo in cui si svolge l’esodo e yahweh fa la sua prima comparsa.
Nel suo apparire a Mosè, quando egli gli chiede quale nome dovesse dare agli Israeliti, rispose con le famose parole: <<“Il dio dei vostri padri mi ha mandato[…]”>>, e continuando Mosè: <<“ma se essi mi diranno: Chi è questo Dio? Come si chiama? – Io cosa risponderò loro?”>>, e yahweh gli risponde con l’ enigmatica frase: <“Io sono colui che sono![…] dirai al tuo popolo: Ehyeh mi ha mandato da voi. Questo è il mio nome, con questo titolo sarò ricordato di generazione in generazione”>>.
Ci sono ben due cose da notare in questo passaggio: innanzitutto il Dio dice a Mosè che sarà ricordato con un titolo, facendo intendere che si tratti di un epiteto e non di un nome proprio, inoltre la prima frase ‘Io sono colui che sono’ nell’originale ebraico è “Ehyeh asher Ehyeh”, che grammaticalmente non è un presente ma un futuro, e il significato letterale è “Io sono chiunque sarò”.
Questa frase è la chiave che ‘taglia’ tutte le figure divine delle varie divinità di El, e crea la figura di yahwe come unico Dio che funge da summa di tutte le precedenti.
Questa rottura è ben resa anche dal passaggio in cui yahwe dice a Mosè: <<“Ad Abramo e Isacco mi presentai come El Shaddai […] ma il mio nome yahweh loro non conobbero”>>, dando un chiaro segno di un momento, l’ incontro con Mosè, in cui questo Dio cambia identità da El a yahweh.
La frase “Io sono chiunque sarò” suona come una imposizione che vieta una ben precisa identificazione e pone un muro che taglia con le figure passate, rafforzato da quel passaggio da El Shaddai (e quindi El) a Yahweh.
Con questa serie di frasi si apre quindi una nuova era religiosa, in cui una nuova divinità viene creata raggruppando tutte le possibili divinità sotto il nome di El e cambiandogli nome in Yahweh eliminando, con la stessa definizione del nome, ogni riferimento al passato.

FONTE ==> http://gizidda.altervista.org/down/LA-NASCITA-DI-JAHWE.pdf

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IL PLAGIO DI SODOMA E GOMORRA

IL PLAGIO DI SODOMA E GOMORRA

C’è un episodio della Bibbia, quello della distruzione di Sodoma e Gomorra, che analizzato in alcuni dettagli (più che nella storia completa) ci rimanda a un lungo testo sumero chiamato Epica di Erra.
Entrambi i racconti contengono elementi che hanno quasi del fantascientifico: piogge di fuoco e zolfo, un vento maligno che semina morte, divinità iraconde, la distruzione di una zona geografica ben identificabile.
Nel racconto della Bibbia la distruzione arriva su Sodoma e Gomorra, due città ‘corrotte allo sguardo di Dio’, mentre nell’Epica di Erra ad essere distrutte sono Sumer e la zona del Mar Morto e il Sinai.
Nel racconto biblico è Dio che distrugge queste città dopo averne constatato la corruzione, mentre nel testo sumero a condurre l’attacco sono si due divinità distinte, ma delle quali una in particolare si accanisce in maniera spietata, appunto il dio Erra, questo nome è uno degli epiteti di Nergal, figlio di Enki e fratello di Marduk.
La distruzione avviene a causa del tentativo di Marduk (ancora una volta) e di suo figlio Nabu di prendere il controllo della zona di Babilonia e di Nippur ed è per questo che Ninurta e Nergal, chiamati rispettivamente nell’epica Ishum (colui che brucia) ed Erra (colui che annienta), vengono autorizzati a usare le ‘sette armi del terrore’ contro le città conquistate da Nabu.

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IL PLAGIO DEL DILUVIO UNIVERSALE

Il plagio del Diluvio Universale.

La testimonianza di Grande Alluvione è onnipresente nel mondo antico con oltre 200 differenti citazioni in differenti periodi ed epoche, ad esempio la Leggenda di Gilgamesh risalente che parla di una Grande Alluvione ordinata da Dio, di un’arca che trasportava animali e perfino della liberazione e il ritorno di una colomba che corrispondono del tutto alla storia biblica.
Ma tuttavia, diversamente dalla Bibbia, la storia di Gilgamesh è sempre stata considerata una leggenda.

Nel racconto biblico Dio decide di sterminare gli uomini a causa della loro ‘corruzione morale’ e decide di mandare un diluvio che avrebbe distrutto ogni forma di vita e simbolicamente lavato il peccato dal mondo, però improvvisamente leggiamo che ‘Noè trovò grazia nel suo cuore perché era un uomo giusto’.
Quindi Dio cambia idea, va da Noè e gli dà istruzioni per costruire una barca nella quale dovrà salire con la famiglia e stipare provviste, animali e vegetali per poter far ripartire la vita dopo la catastrofe.
Il racconto sumero però è molto più dettagliato e ci dice che è En.Lil che decide di distruggere i discendenti di Adamo a causa del loro proliferare: “Le loro voci mi arrecano fastidio, il loro accoppiarsi mi toglie il sonno, […]
Nel racconto sumero però troviamo una differenza significativa infatti mentre nella Genesi è Dio a cambiare idea all’ultimo momento e decidere di salvare Noè e la famiglia, nel corrispondente passaggio sumero è En.Ki (Satana) a voler salvare Ziusutra (Noè), dirigendosi fuori dalla sua casa e facendo finta di parlare a un paravento di canne (in modo che comunque Ziusutra potesse sentirlo), perché En.Lil (Yahwe) aveva fatto giurare agli altri dei di non rivelare la sua intenzione.

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IL PLAGIO DELLA CREAZIONE DELLA TERRA

IL PLAGIO DELLA CREAZIONE DELLA TERRA

“Nel principio Iddio creò i cieli e la terra”

Il primo plagio che riscontriamo nella Bibbia è in Genesi 1, dove viene descritta la creazione dei Cieli e della Terra.

Uno testi Sumerici, racconta di come, il Dio Ea (Enki), i primi giorni organizzò il luogo dell’atterraggio.
Con il suo “Carro” (astronave) ammarò nelle aque del Golfo Persico, e con la sua muta si tuffò nella palude per raggiungere la riva. Come si evince già dai primi versetti biblici la similitudine è molto chiara: Genesi 1,2 “E la terra era informe e vuota, …e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque.”
Il 2′ giorno Ea esamina le acque, e valuta come poter procurasi acqua da bere. Nomina dei suoi sottoposti affinche costruissero argini e e fossati così da poter raccogliere e separare le acque salate da quelle dolci.
Anche il Dio biblico si adopera in questa operazione: Genesi 1,6-7 “Poi Dio disse: ‘Ci sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque’….E Dio fece la distesa e separò le acque ch’erano sotto la distesa, dalle acque ch’erano sopra la distesa….Così fu sera, poi fu mattina: e fu il secondo giorno.”
Il mattino dopo Ea esaminò tutto ciò che cresceva nell’E.din, e affidò il compito di procurare il cibo da piante e alberi ad un’altro suo sottoposto. Genesi 1,11-12-13 Poi Dio disse: ‘Produca la terra della verdura, dell’erbe che faccian seme e degli alberi fruttiferi…Così fu sera, poi fu mattina: e fu il 3′ giorno.
Per il 4′ giorni i racconti si discostano completamente, poichè le tavolette sumere ci dicono di come Ea ordina di costruire delle dimore per l’accampamento, mentre nel testo biblico viene raffigurata la creazione del sole, della luna e delle stelle. Qui per gli autori biblici, in effetti, era parecchio difficile trascrivere il fatto, poichè “Dio” non aveva ancora “creato” l’uomo.
Il quinto giorno vengono esaminati pesci e uccelli; vennero create barriere per separare i pesci buoni da quelli cattivi e costruite gabbie per distinguere i volatili commestibili da quelli immangiabili.
Gensi 1,21/23 E Dio creò i grandi animali acquatici… secondo la loro specie, ed ogni volatile secondo la sua specie. E Dio vide che questo era buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il quinto giorno.
Il sesto giorno Ea si occupò di distinguere le varie specie di animali, da quelle che strisciano e quelle che camminano, e accortosi delle belve più feroci ordinò che l’accampamento fosse finito in fretta e che fosse circondato da uno steccato per protezione.
Anche stavolta la Bibbia ci dice che Dio ha creato gli animali: Genesi 1,24/31 “Poi Dio disse: ‘Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali salvatici della terra, secondo la loro specie’.” ma ancora una volta viene omessa la vicenda dell’accampamento, e in compenso i “traduttori” aggiungono, e anticipano, la vicenda della “crezione” di Adamo.
Infine l’ultimo giorno, il settimo, Dio finito di compiere l’opera, si riposa, Genesi 2, 2-3 “Il settimo giorno, Iddio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno….E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta.”
Questo è l’ennesimo scopiazzamento della Bibbia, poichè in questo giorno gli eroi Anunnaki si riuniscono nell’accampamento che verrà chiamato Eridu, ed Ea dichiara che ogni 7 giorni tutti dovranno riposare.

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