5′ Tavoletta [C] “Matrimoni e Progenie dei Capi Anunnaki”

Sinossi della 5’Tavoletta  del Libro Perduto di Enki
[C] “Matrimoni e Progenie dei Capi Anunnaki”

Questo è ora il racconto di Enki, Enlil e Ninmah; dei loro amori e dei loro matrimoni, e delle rivalità fra i loro figli.

I tre capi erano discendenti di Anu, ma da madri diverse erano stati procreati.
Enki era il Primogenito; sua madre era una concubina di Anu.
Enlil, era figlio di Antu, sposa di Anu; divenne perciò l’Erede Legittimo.
Ninmah nacque da un’altra concubina, era perciò sorellastra dei due fratellastri.
Era la Primogenita di Anu, il suo titolo Ninmah questo indicava. Era molto bella, piena di saggezza, di veloce apprendimento.
Quale suo sposo Anu scelse Ea, chiamato in seguito Enki. Così il loro discendente era destinato a diventare l’Erede Legittimo.
Ninmah era innamorata di Enlil, un comandante impetuoso. Venne sedotta da lui; nel suo grembo lui versò il proprio seme.
Dette alla luce un figlio maschio; un figlio nato dal seme di Enlil, i due lo chiamarono Ninurta.
Anu si adirò per questo fatto; come punizione proibì per sempre a Ninmah di essere una sposa!
Ea, per volere di Anu, abbandonò la sua futura sposa, sposò invece una principessa chiamata Damkina.
Un figlio, un erede nacque loro; lo chiamarono Marduk, Colui Che è nato in un Luogo Puro.
In quanto a Enlil, lui ebbe un figlio, ma non dalla sua sposa; non aveva una sposa da mettere al suo fianco.
Fu sulla Terra e non su Nibiru che Enlil si sposò.
E una storia di stupro, di esilio e di amore che porta perdono, e di altri fratelli che erano solo fratellastri.
Era estate sulla Terra, Enlil si ritirò nella sua dimora nella foresta di cedri.
Enlil passeggiava al fresco nella foresta di cedri.
In un fresco ruscello di montagna alcune fanciulle di Ninmah, assegnate al Luogo dell’Atterraggio, facevano il bagno.
Enlil venne incantato dalla bellezza e dalla grazia di una di loro, Sud era il suo nome.
Enlil la invitò nella sua dimora di legno di cedro:
Vieni, dividi con me l’elisir del frutto di Nibiru che qui è maturato! Così le disse.
Sud entrò nella dimora di Enlil, Enlil le offrì l’elisir in una coppa.
Sud bevve, anche Enlil bevve; a lei Enlil parlava di accoppiamento.
La vergine era riluttante. La mia vagina è troppo piccola, non conosce l’accoppiamento! Così diceva a Enlil.
Enlil le parlava di baci, la vergine era riluttante:
Le mie labbra sono troppo piccole, non conoscono il bacio! Così diceva a Enlil.
Enlil rise e l’abbracciò, rise e la baciò; il seme nel suo grembo riversò!
L’atto immorale venne riferito a Ninmah, comandante di Sud.
Enlil, essere immorale! Dovrai essere giudicato per l’atto da te compiuto! Così disse incollerita Ninmah a Enlil.
I Sette che Giudicano vennero riuniti alla presenza di cinquanta Anunnaki.
I Sette che Giudicano decretarono una punizione per Enlil:
che Enlil venga bandito da tutte le città, che venga esiliato in una Terra Senza Ritorno!
A bordo di una camera celeste Enlil dovette lasciare il Luogo dell’Atterraggio; Abgal era il suo pilota.
Enlil venne condotto a una Terra Senza Ritorno, mai più sarebbe tornato!
I due viaggiarono a bordo della camera celeste, verso un’altra terra erano diretti.
Lì, in mezzo a montagne invalicabili, in un luogo di desolazione, Abgal fece atterrare la camera celeste.
Questo sarà il luogo del tuo esilio! Così disse Abgal a Enlil.
Non l’ho scelto per caso! Aggiunse poi. Qui è nascosto un segreto di Enki.
Nella vicina grotta Enki ha nascosto le sette Armi del Terrore, dal Carro Celeste di Alalu le ha rimosse.
Impossessati di quelle armi, con le armi riconquista la libertà!
Così Abgal disse al suo comandante: il segreto di Enki a Enlil aveva così svelato!
Quindi Abgal lasciò il luogo segreto; Enlil restò solo.
Nell’Eden Sud parlò a Ninmah, il suo comandante:
Sono incinta del seme di Enlil, nel mio grembo un figlio di Enlil è stato concepito!
Ninmah riferì le parole di Sud a Enki; era il Signore della Terra, sulla Terra era il supremo!
Convocarono Sud al cospetto dei Sette che Giudicano: Vuoi prendere Enlil come tuo sposo? Così le chiesero.
Parole di consenso lei pronunciò;
Abgal irradiò queste parole a Enlil nel suo esilio.
Dal suo esilio Enlil fu fatto tornare per sposare Sud; con questo gesto Enki e Ninmah gli concessero il perdono.
Sud venne dichiarata sposa ufficiale di Enlil; a lei venne conferito il titolo di Ninlil, Signora del Comando.
Subito dopo nacque il figlio di Enlil e di Ninlil; Nannar, il Luminoso, Ninlil così lo chiamò.
Degli Anunnaki fu il primo a essere concepito sulla Terra.
Il primo dei semi reali di Nibiru a nascere su di un pianeta straniero!
Fu dopo di questo evento che Enki parlò a Ninmah: Vieni con me nell’Abzu!
Al centro dell’Abzu, in un luogo di acque pure, una dimora ho creato.
E abbellita da un metallo lucente, il suo nome è argento, è adornata da una pietra di colore blu cupo, il lapislazzuli.
Vieni Ninmah, resta con me, rinuncia alla tua adorazione per Enlil!
Ninmah viaggiò allora fino all’Abzu, alla dimora di Enki.
Lì Enki pronunciò parole di amore.
Dolci parole le sussurrò, di come si comprendevano bene le parlò.
Sei ancora la mia amata! Così le disse accarezzandola.
La abbracciò, la baciò; per lei il suo fallo si inumidì.
Enki riversò il proprio seme nel grembo di Ninmah. Dammi un figlio maschio! Dammi un figlio maschio! Così invocò.
Lei accolse il seme di lui nel proprio grembo, il seme di Enki la fecondò.
Per lei un giorno di Nibiru equivaleva a un mese sulla Terra, Due giorni, tre giorni, quattro giorni di Nibiru erano come mesi sulla Terra.
Cinque, sei, sette e otto giorni furono completati.
Al nono venne completato il conto della gravidanza; Ninmah era nel travaglio del parto.
La sua creatura venne alla luce: ma era una femmina.
Nell’Abzu, sulle rive del fiume, a Enki e a Ninmah una figlia era nata!
Enki fu deluso dalla nascita della figlia. Bacia la piccola! Così gli ordinò Ninmah. Bacia la piccola!
Enki disse allora al suo visir Isimud: Desideravo un figlio maschio.
Devo avere un figlio maschio dalla mia sorellastra!
Di nuovo lui baciò Ninmah, la afferrò per i fianchi, e il suo seme riversò nel grembo di lei.
Ancora una volta venne fecondata, ancora una volta dette a Enki una femmina.
Un figlio, devo avere un figlio maschio da te! Così Enki le urlò; ancora una volta baciò Ninmah.
Fu allora che Ninmah pronunciò una maledizione contro Enki:
che ogni cibo da lui ingerito potesse tramutarsi in veleno nelle sue interiora; che la mascella gli dolesse, i denti gli dolessero, le costole gli dolessero.
Isimud convocò gli Anunnaki, supplicarono Ninmah perché portasse sollievo.
Enki giurò con il braccio alzato di restare distante dalla vulva di Ninmah.
Uno alla volta lei rimosse i suoi malefizi; dalla sua maledizione Enki fu liberato.
Ninmah fece ritorno all’Eden, mai più sarebbe stata sposata; l’ordine di Anu era così rispettato!
Enki convocò sulla Terra la sua sposa Damkina con il loro figlio Marduk.
Ninki, Signora della Terra, le venne concesso come titolo.
Enki ebbe da lei e dalle altre concubine altri cinque figli; ecco i loro nomi:
Nergal e Gibil, Ningal e Ningishzidda, e Dumuzi, il più piccolo.
Enlil e Ninmah convocarono sulla Terra il loro figlio, Ninurta.
Dalla sua sposa Ninlil Enlil ebbe ancora un altro figlio maschio, fratello di Nannar; Ishkur era il suo nome.
In tutto Enlil ebbe tre figli maschi, nessuno nato da concubine.
Sulla Terra si crearono così due clan; le loro rivalità alimentarono guerre.

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