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11′ e 12′ Tavoletta “Periodo di Pace e Nuove Città”

Sinossi della 11′ e 12′ Tavoletta  del Libro Perduto di Enki
“Periodo di Pace e Nuove Città”

Questo è il racconto di come venne divisa la signoria su tutte le terre.

Al termine della guerra le principali divinità si radunano nell’Harsag, nella dimora di Ninharsag, la quale si assunse il ruolo di artefice della pace. Alla riunione erano presenti Enki e due suoi figli (Nergal e Marduk), insieme ad Enlil e tre suoi figli (Ninurta, Iskur e Sin)
Allora Enlil convocò i suoi tre figli; anche Ninlil e Ninharsag erano presenti.
Si incontrarono per confermare il comando sulle Terre Antiche, il comando sulle Terre Nuove.
Enki si disse disposto ad abbandonare ogni pretesa sul Sinai e su Canaan, ma chiede che la sua famiglia mantenga il controllo sull’Egitto e in particolare sulle piramidi.
Ninurta e Iskur si oppongono accanitamente, ma Enlil li sprona ad accettare la resa in nome dei benefici che la pace comporta.
Lo stesso Enlil impone però che l’Egitto non sia governato né da Enki né da nessuno dei suoi figli che abbia preso parte alla guerra. Il dominio dell’Egitto quindi passa da Horus (della dinastia di Marduk) a quella di Ningishzida che non ha partecipato alla guerra. Ningishzida è già famoso per la sua saggezza e per la sua impareggiata conoscenza dell’architettura.
Ninharsag rinuncia ai propri territori, così da poter mantenere il suo ruolo di mediatrice tra le famiglie di Enki ed Enlil evitando al contempo conflitti di interessi; il Sinai e Canaan passano così alla famiglia di Enlil.
Fu così stabilito:
A Ninurta, che aveva sconfitto Anzu e Marduk, vennero concessi i poteri della successione di Enlil.
In tutte le terre avrebbe sostituito il padre.
La signoria del Luogo dell’Atterraggio nei Monti del Cedro venne concessa a Ishkur.
Il Luogo dell’Atterraggio fu così annesso al suo dominio nel nord.
Le terre a sud e a est, dove si erano insediati gli Igigi con i loro figli, a Nannar vennero affidate, come dote eterna, affinché lui e i suoi discendenti le governassero.
La penisola, dove si trovava il Luogo dei Carri, venne annessa alle terre di Nannar.
Utu venne confermato quale comandante del Luogo dell’Ombelico della Terra.
Nella Terra dei Due Canali, come convenuto, Enki assegnò la signoria a Ningishzidda.
Nessuno dei figli di Enki trovò da ridire; ma a questa decisione Inanna si oppose!
Inanna rivendicava l’eredità di Dumuzi, suo promesso sposo tragicamente deceduto.
Un dominio tutto per lei pretendeva da Enki ed Enlil.
I capi rifletterono su come soddisfare le richieste di Innana.
I Grandi Anunnaki, che decretano i fati, si riunirono in consiglio per spartire le terre e le genti.
Ad Anu chiesero consiglio in merito alla Terra e alla sua ripartizione.
Dal tempo del Diluvio, la grande Calamità, sono trascorsi quasi due Shar.
I Terrestri si sono moltiplicati, dalle regioni montuose sono scesi ai bassipiani asciutti.
Sono nati discendenti dell’Umanità Civilizzata, figli di Ziusudra; con il seme degli Anunnaki hanno procreato.
Vivono anche i discendenti degli Igigi, che hanno contratto matrimoni misti; nelle Terre Distanti sono sopravvissuti i figli di Caino.
Pochi e nobili erano gli Anunnaki giunti da Nibiru, pochi erano i loro puri discendenti.
I Grandi Anunnaki rifletterono allora su come stabilire gli insediamenti per sé e per i Terrestri.
Come continuare a mantenere la supremazia sull’Umanità, come far si che i molti obbedissero ai pochi.
Di queste cose, del futuro, i capi discussero con Anu.
Ancora una volta Anu decise di scendere sulla Terra; con Antu, la sua sposa, desiderava visitarla.

12′ Tavoletta

Ancora una volta Anu decise di scendere sulla Terra; con Antu, sua sposa, desiderava visitarla.

In attesa del suo arrivo e con la ritrovata tranquillità, gli Anunnaki iniziarono a ricostruire nuove strade e avamposti di protezione.
La via marittima verso il Sinai venne migliorata con la costruzione di una città portuale chiamata Tilmun (sulla costa orientale del Mar Rosso, dove si trova oggi la città di El-Tor).
Alla via che dall’Egitto porta al Sinai, attraverso il Mar Rosso, si aggiunge una via di terra che unisce la stessa penisola alla Mesopotamia.
Una rotta preesistente collega l’Eufrate con Harran, nella regione del fiume Balikh (da qui il viaggiatore può scegliere se continuare verso sud lungo la costa del Mediterraneo, per la strada che i Romani chiameranno Via Maris, oppure procedere lungo la costa orientale del Giordano, lungo l’altrettanto famosa Via dei Re.
La prima è la via più breve per raggiungere l’Egitto; la seconda porta al Golfo di Eilat, al Mar Rosso, in Arabia e Africa, come pure alla penisola del Sinai;
si può anche raggiungere la sponda occidentale del Giordano attraverso vari punti di attraversamento. Uno di questi vede la costruzione sulle sponde opposte di due nuovi insediamenti: quello che oggi è Gerico sulla sponda occidentale, e quello che oggi è Tell Ghassul sulla sponda orientale).

In attesa dell’arrivo di Anu, gli Anunnaki iniziarono a ricostruire le dimore nell’Eden.

Dalle regioni montuose, dove vivevano i discendenti di Shem, la gente dalla testa nera migrò alle Terre Antiche. Gli Anunnaki li lasciarono insediare sul suolo appena prosciugato, perché procurassero cibo per tutti.
Laddove prima del Diluvio sorgeva Eridu, prima città di Enki, sopra un immenso mucchio di fango e limo venne scelto il luogo per ricostruire una nuova Eridu. Nel suo centro, su di una piattaforma rialzata, venne creata una dimora per Enki e Ninki. Casa del Signore il Cui Ritorno è Trionfante fu chiamata. Con oro e argento e con altri metalli preziosi, procurati dai figli di Enki, la dimora fu adornata.
Sopra, in un cerchio che puntava verso l’alto dei cieli, vennero segnate le dodici costellazioni con i loro segni.
Sotto, come nell’Abzu, scorrevano acque brulicanti di pesci.
In un santuario, in un luogo inaccessibile a chi non è invitato, Enki conservò le formule del ME.
Per Enlil e Ninlil, su fango e limo, venne edificata una nuova Nibru– ki.
Fra le abitazioni della sua gente e fra ovili e stalle, un luogo sacro fu protetto con mura.
Lì venne costruita una dimora per Enlil e per Ninlil, su sette piani venne eretta. Una scalinata, che saliva fino al cielo, conduceva alla piattaforma posta sulla sua cima. Enlil vi conservò le Tavole dei Destini, con le sue armi erano protette: l’Occhio Sollevato che scruta le terre, il Raggio Sollevato che scruta il cuore di tutte le terre. Nel cortile, in un luogo eretto apposta per lui, era custodito il veloce Uccello Divino di Enlil.
Mentre si avvicinava il momento dell’arrivo di Anu e Antu, venne scelto un nuovo luogo per il loro soggiorno nell’Eden, non doveva essere né quello di Enlil, né quello di Enki. Venne chiamato Unug–ki, (Uruk/Erech), il Luogo Ricco di Delizia; che diventerà col tempo il centro politico e civile più importante del territorio. Vi furono piantati alberi frondosi che danno ombra.
Questa città era divisa in due zone, Kulaba e Eanna, caratterizzate da ampie piattaforme costruite con mattoni di fango, aventi in cima un tempio.
La zona centrale del Kulaba, divenne dimora di Anu, e venne chiamata appunto, La Casa di Anu; era una struttura bianca immacolata, l’esterno si elevava in sette piani e il suo interno era come un appartamento di re.
Anche nella zona dell’Eanna verrà costruito un Tempio, il quale sarà ereditato da Inanna.
Quando il Carro Celeste di Anu giunse sulla Terra, le navi celesti degli Anunnaki si levarono in volo per incontrarlo. Per un sicuro atterraggio, al Luogo dei Carri, a Tilmun lo guidarono.

CONTINUA ==> Sinossi della 12′ Tavoletta  del Libro Perduto di Enki [A] “Festeggiamenti per Anu”

==> LIBRO PERDUTO DI ENKI

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