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12′ Tavoletta [G] “La Terza Regione”

Sinossi della 12′ Tavoletta  del Libro Perduto di Enki
[G] “La Terza Regione”

Questo è ora il racconto di come fù creata la Seconda Regione, e di come Unug.Ki minacciò Aratta.

I capi furono incoraggiati dal successo della Seconda Regione;
procedettero allora a creare le Terza Regione.
Tornata in Mesopotamia, Inanna trascorre le sue giornate sulle rive dell’Eufrate cantando le sue pene: “Quando potrò avere un trono santo sul quale io possa sedere?”. Ad avere compassione di lei è il bisnonno Anu, il quale, cercando una terra da affidarle, volge la sua attenzione alla Valle dell’Indo, dove “il grano cresceva spontaneamente e anche i fagioli crescevano da sé”.
Decretarono di farne un dominio per Inanna, così come le era stato promesso.
Quando la decisione venne annunciata al popolo, canti di lode questi innalzò a Inanna: Signora dei ME, regina risplendente di fulgore, virtuosa, abbigliata di radiosità, prediletta dal cielo e dalla Terra. Consacrata dall’amore di Anu, benedetta da grande adorazione, sette volte ha ottenuto i ME, nelle sue mani ora li tiene. Appropriati alla tiara della sovranità, adatti al nobile sacerdozio, Signora dei grandi ME, lei ne è la custode!

Come si addice alla Signora della regione, le venne assegnata una costellazione celeste.
Prima, insieme a suo fratello Utu, condivideva la Stazione dei Gemelli.
Da quel momento, quale dono di Ninharsag, le venne assegnata la Costellazione della Vergine.
Nell’anno ottocentosessanta, secondo il conto degli anni della Terra, così Inanna venne onorata.
Molto lontana, nelle terre orientali, oltre le sette catene montuose, si trovava la Terza Regione.
Zamush, la Terra delle Sessanta Pietre preziose, era il nome del suo reame dell’altopiano.
Aratta, il Reame del Bosco, era ubicato nella valle del grande fiume serpeggiante.
Nella grande pianura la gente coltivava cereali e pascolava mandrie di bestiame con le corna.
Lì costruirono due città con mattoni di fango, le riempirono di granai.
Come aveva decretato Enlil, il dio Enki, Signore della Saggezza, per la Terza Regione una nuova lingua ideò, per lei un nuovo genere di scrittura creò.
Enki creò per Aratta, nella sua immensa saggezza, una lingua prima di allora sconosciuta.
Ma Enki non concesse i Me dei regni civilizzati alla Terza Regione.
Che Inanna condivida con la nuova regione ciò che ha ottenuto! Così dichiarò Enki.
Ad Aratta Inanna nominò un capo pastore, molto simile al suo amato Dumuzi.

Nella sua navicella spaziale Inanna viaggiò da Unug.Ki ad Aratta, sorvolò montagne e vallate.
Aveva molto a cuore le pietre preziose di Zamush, con sé a Unug.Ki portò dei lapislazzuli puri.

A quel tempo il re di Unug.Ki era Enmerkar/Enmeduranki, era il secondo a regnare lì, siamo intorno al 2.900 a.C.
Egli trasformò Unug.Ki/Uruk da casa virtuale di una divinità assente (Anu) a importante centro urbano di una divinità presente e regnante (Inanna).
A tal fine convince la Signora della Terza Regione a scegliere Unug.Ki come sua principale sede di potere e ingrandisce per lei il tempio Eanna. Attratta dalla prospettiva di risiedere in un grandioso tempio nella città di Anu, Inanna finisce col diventare una sorta di divinità pendolare, divisa tra Uruk e la Valle dell’Indo.
Fu lui a estendere i confini di Unug.Ki, dalle sue imprese gloriose Inanna fu esaltata.
Fu lui che bramava la ricchezza di Aratta, che progettava di essere il Signore Supremo di Aratta.
Crescono le ostilità tra le due città. Si avverte la necessità di una personalità forte che prenda in mano le redini dell’umanità e funga da unico intermediario tra gli déi e il popolo.
Enmerkar inviò un emissario ad Aratta, per richiedere quale tributo le sue ricchezze.
Al di là di sette catene montuose, attraversando terre prima inaridite e poi inondate dal Diluvio, l’emissario giunse ad Aratta.
Al re di quella città ripetè, parola per parola, le richieste di Enmerkar.
Il re di Aratta non era in grado di comprendere il suo linguaggio; il suo suono era simile al raglio di un asino.
Il re di Aratta consegnò all’emissario uno scettro di legno, sul quale era inciso un messaggio.
Il messaggio del re chiedeva di condividere con Aratta il ME di Unug.Ki.
Come dono regale a Unug–ki, a dorso di asino vennero caricati cereali; con l’emissario furono trasportati a Unug–ki.
Quando Enmerkar ricevette lo scettro con le iscrizioni, nessuno a Unug.Ki ne comprese il messaggio.
Lo portò dalla luce all’ombra, lo portò dall’ombra alla luce.
Che tipo di legno è mai questo? Così chiese. Poi ordinò di piantarlo nel suo giardino.
Trascorsero cinque anni, trascorsero dieci anni, dallo scettro crebbe un albero, un albero frondoso che dava ombra.
Cosa devo fare? Così chiese frustrato Enmerkar a Utu, suo nonno.
Utu intercedette presso la celeste Nisaba, Signora degli scribi e della scrittura.
Nisaba insegnò a Emerkar a incidere il suo messaggio su di una tavoletta di argilla: era inciso nella lingua di Aratta.
Il messaggio fu consegnato dalle mani stesse di Banda, suo figlio DI Enmerkar: sottomissione o guerra! Così diceva.
Inanna non ha abbandonato Aratta, a Unug–ki Aratta non si sottometterà! Così disse il re di Aratta.
Se Unug–ki desidera la guerra, che un guerriero incontri un altro guerriero in combattimento!
Meglio ancora, scambiamoci doni preziosi in pace; che Unug–ki dia i suoi ME in cambio delle ricchezze di Aratta!
Sulla via del ritorno, portando il messaggio di pace, Banda ebbe un malore; il suo spirito lo abbandonò.
I suoi compagni gli sollevarono il capo, era privo del soffio di vita.
Sul Monte Hurum, lungo la strada che proveniva da Aratta, Banda incontrò la morte.
Unug–ki non ricevette le ricchezze di Aratta; Aratta non ottenne i ME di Unug–ki.
Nella Terza Regione, l’Umanità Civilizzata, non fiorì mai del tutto.

CONTINUA ==> Sinossi della 13′ Tavoletta  del Libro Perduto di Enki [A] “Ritoro di Lugal.Banda e Gilgamesh”

==> LIBRO PERDUTO DI ENKI

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