5′ Tavoletta [B] “Prime Città”

Sinossi della 5’Tavoletta  del Libro Perduto di Enki
[B] “Prime Città”

Nell’Abzu anche Enki faceva progetti, pensava ove edificare la propria casa.
In quale luogo costruire abitazioni per gli eroi, dove entrare nelle viscere della Terra.
A bordo della sua nave celeste misurò le dimensioni dell’Abzu, effettuò una ricognizione minuziosa del suo territorio.
Abzu era una terra distante, si trovava oltre le acque dell’Eden.
Era una terra ricca, che traboccava di ricchezze, perfetta nella sua rotondità.
Fiumi maestosi scorrevano attraverso la regione, acque impetuose scorrevano veloci.
Enki creò per sé una dimora nei pressi delle acque che scorrevano.
Enki si recò nel mezzo dell’Abzu, a un luogo di acque pure.
In quella terra individuò il Luogo della Profondità, perché gli eroi potessero discendere nelle viscere della Terra.
Enki vi installò lo Spaccaterra, per praticare un taglio nella Terra.
Per poter raggiungere con dei tunnel le viscere della Terra, per poterne scoprire le vene d’oro.
Lì vicino posizionò Ciò Che Frantuma e Ciò Che Schiaccia.
Per frantumare e schiacciare i minerali ricchi di oro, per trasportarli con le navi celesti.
Per portarli al Luogo dell’Atterraggio fra le Montagne di Cedro.
E da lì per essere trasportati da navicelle spaziali alla Stazione di Passaggio su Lahmu.

Sulla Terra stavano giungendo altri eroi, alcuni vennero assegnati all’Eden, ad altri vennero affidati compiti nell’Abzu.

Laarsa e Lagash vennero costruite secondo il volere di Enlil, egli fondò Shurubak per Ninmah.
Con lei abitava una schiera di guaritrici, di giovani addestrate per prestare soccorso.

A Nibru.ki Enlil stava assemblando un Legame Cielo–Terra, per comandare da lì tutte le missioni.
A Nibru–ki Enlil stabili un legame Cielo–Terra, era uno spettacolo da ammirare.
Al suo centro era posta un’alta colonna, tanto alta da raggiungere il cielo.
Venne collocata su di una piattaforma che non si può rovesciare.
Così le parole di Enlil potevano raggiungere tutti gli insediamenti, su Lahmu e su Nibiru si potevano udire.
Da lì i raggi venivano irradiati, il cuore di tutte le terre potevano scrutare.
I suoi occhi potevano scandagliare tutte le terre, la sua rete rendeva impossibile che ospiti indesiderati si avvicinassero.
Al centro della casa, elevata in cima alla colonna, vi era una camera come una corona, che fissava i cieli distanti.
Verso l’orizzonte volgeva il suo sguardo, completava lo zenith celeste.
Nella sua camera buia consacrata, la famiglia del Sole era simboleggiata da dodici emblemi.
Sui ME erano registrate le formule segrete del Sole e della Luna, di Nibiru e della Terra e di otto divinità celesti.
Le Tavole dei Destini irradiavano diversi colori nella camera.
Con essi Enlil controllava ogni spostamento.

A Eridu Enki creò una dimora scintillante, la costruì sul suolo, svettante verso l’alto dei cieli.
Come una montagna la fece levare dal terreno, la costruì in un posto adatto.
Lì vi abitava la sua sposa Damkina; lì a suo figlio Marduk Enki insegnava a essere saggio.
Enki viaggiava fra Eridu e l’Abzu, andava avanti e indietro per controllare ogni cosa.

La costruzione procedeva bene su Lahmu; stavano giungendo anche eroi per la Stazione di Passaggio.

Uno Shar, due Shar durarono i preparativi;
poi Anu parlò.
Sulla Terra era il settimo giorno, il giorno che fin dall’inizio Enki aveva decretato di riposo.
Gli eroi, riuniti in vari luoghi, ascoltarono il messaggio che Anu irradiò loro da Nibiru.
Si trovavano tutti nell’Eden, lì al loro comando vi era Enlil.
Con lui era Ninmah; al fianco di lei era riunita la schiera di giovani guaritrici.
Alalgar, che era il Signore di Eridu, era lì; era lì anche Abgal che comandava il Luogo dell’Atterraggio.
Gli eroi erano radunati nell’Abzu, sotto lo sguardo di Enki erano lì riuniti.
Con Enki era il suo visir Isimud; vi era anche Nungal, il pilota.
Su Lahmu gli eroi vennero radunati; con loro stava fiero il loro comandante Anzu.
Seicento erano sulla Terra, trecento erano riuniti su Lahmu.
In tutto erano novecento, tutti ascoltarono le parole di Anu, il re:
Eroi, di Nibiru siete i salvatori! Il fato è nelle vostre mani!
Il vostro successo sarà ricordato in eterno, con nomi gloriosi sarete chiamati.
Coloro che sono sulla Terra saranno conosciuti come gli Anunnaki, Coloro che dal Cielo Scesero sulla Terra!
Coloro che sono su Lahmu saranno chiamati Igigi, Coloro che Osservano e Vedono!
Tutto quanto è necessario, è ormai pronto:
Che l’oro cominci ad arrivare, che Nibiru sia salvata!

Dall’Abzu l’oro estratto dalle vene della Terra al Luogo dell’Atterraggio fu trasportato.
Da lì, a bordo di navicelle spaziali, gli Igigi lo trasportavano alla Stazione di Passaggio su Lahmu.
Da quel pianeta, a bordo di Carri Celesti, il prezioso metallo veniva portato su Nibiru.
Su Nibiru l’oro venne ridotto in una sottilissima polvere, venne usato per proteggere la sua atmosfera.
Lentamente nei cieli la frattura si sanò, lentamente Nibiru veniva salvata!

Nell’Eden le cinque città vennero completate.

CONTINUA ==> Sinossi della 5′ Tavoletta  del Libro Perduto di Enki [C] “Matrimoni e Progenie dei Capi Anunnaki”

==> LIBRO PERDUTO DI ENKI

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