SINOSSI QUINTA TAVOLETTA ENUMA ELISH 1/44

SINOSSI QUINTA TAVOLETTA ENUMA ELISH

ENUMA ELISH

SINOSSI QUINTA TAVOLETTA 1/44

L’opera di creazione del Cosmo da parte di Marduk: versi 1-44

Il tema della quinta tavoletta dell’Enuma Elish è la creazione della Terra e del nostro Sistema Solare fatta da Marduk. Sappiamo infatti che fino ad allora c’erano si delle forze primordiali, ma non esisteva ancora nulla di definito.
Nell’attraversare di nuovo i cieli (3.600 anni dopo) e la regione di Apsu, Marduk ripensò con rimorso alla sposa del Sole che più non c’era e ispezionò quindi le regioni.

1. Vi sistemò le Stazioni per i grandi dèi;

Marduk così definisce le Vie Celesti e stabilisce il corso delle stelle, che danno ordine a questo universo.

Agli dèi, che lo avevano reso supremo, concede Stazioni Permanenti, decidendo che non dovessero trasgredire i confini dei propri circuiti, né darsi battaglia.
Divide poi il Cielo in Tre Zone e raggruppa le stelle in Costellazioni Zodiacali (Lumašu) dotandole di simboli, ne limita i confini e ne stabilisce l’anno.FASCIA ZODIACO SINOSSI QUINTA TAVOLETTA ENUMA ELISHQuindi colloca Neberu, la Stella Polare, che noi tutti conosciamo, decidendo in questo modo la distanza tra le stelle.
Decretato infine le varie posizioni e le svariate leggi, Marduk stabilisce lo Zenith in mezzo a tutti loro.

12/44. …Quando ebbe assegnato il giorno a Shamash
e affidato a Nanna la guardia della notte e del giorno…

Nannar
Nannar
utu
Utu/Shamash

In questa fase del Poema, viene attribuita a Marduk la fondazione dei “recinti del giorno e della notte” assegnando la notte alla Luna e il giorno alla Sole, creando così l’istituzione del calendario lunisolare.
Il mito qui affronta il tema della disposizione della Luna e del Sole nel cielo, viene descritto minuziosamente il modo in cui sono state “decise” le fasi lunari e come queste dovessero scandire il tempo.
Non ci sorprenda questa importanza rivestita dalla Luna rispetto al Sole, infatti il dio della Luna, Nannar, era figlio di Enlil, mentre il dio del Sole, Utu era suo nipote. E’ molto bella la descrizione del susseguirsi delle fasi lunari [12/17].

Marduk fa “apparireNanna (il dio Luna, Sîn, Nanna-Suen – ossia il Dio Morto Kingu [v. 12]) affidandogli la notte, che incoronandolo stabilisce il suo movimento e che con la sua rotazione, decide i giorni sulla Terra.
Successivamente dispone Shamash/Utu (il Sole), ad Est [v.18], che stabilisce il calcolo degli anni.

Nel successivo ciclo, Marduk (dopo i soliti 3600 anni) torna nel Sistema Solare, dalle parti della Cintura degli Asteroidi. Osserva di nuovo la metà ferita di Tiamat, e presta attenzione alla sua Parte Superiore.
Nell’area del polo nord ancora vi erano i segni dell’impatto (vulcani attivi e faglie aperte): vede le acque della vita, le sue ricchezze che stillano ancora dalle ferite e le vene d’oro, a cielo aperto, che riflettono i raggi di Apsu.
Allora si rende conto che, nell’impatto, i “Semi della Vita” (spore, batteri di Nibiru), sua eredità, erano passati su Tiamat ed avevano attecchito.
Quindi, dopo essersi occupato di tutte le questioni celesti, e dopo aver affidato i loro incarichi al Sole e alla Luna, Marduk rivolge la sua attenzione e la sua energia creativa alla trasformazione della nuova Tiamat (la Terra) per renderla abitabile e un posto più vivibile.
La disposizione della carcassa di Tiamat, viene descritta in maniera minuziosa.


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